Dopo una stagione 2025 costruita su basi solide e ricca di apprendimenti, Iron Lynx guarda al 2026 del FIA World Endurance Championship con ambizioni chiare e una struttura ormai rodata. Il percorso di crescita del team passa anche attraverso l’evoluzione dei suoi piloti, e le storie di Martin Berry e Lin Hodenius rappresentano due esempi emblematici di come il 2025 sia stato un anno chiave nella costruzione del futuro.
Martin Berry: fondamenta solide e obiettivo titolo
Per Martin Berry, il 2025 ha rappresentato un vero e proprio anno di accelerazione. Dopo l’esperienza positiva in European Le Mans Series, il passaggio al FIA WEC è avvenuto in modo progressivo ma estremamente efficace. Il debutto iridato a Spa-Francorchamps gli ha permesso di inserirsi rapidamente in un contesto di altissimo livello, affermandosi come uno dei Bronze più competitivi del campionato.
Nel corso della stagione, Berry ha contribuito in maniera determinante alla crescita del progetto LMGT3, firmando la prima Hyperpole del team con la nuova Mercedes-AMG a Le Mans e lottando per risultati di vertice nelle fasi conclusive dell’anno. Il secondo posto conquistato nel round finale in Bahrain, dopo diverse occasioni sfumate per dettagli minimi, è stato il punto di svolta di un percorso costruito gara dopo gara.
Berry descrive il FIA WEC come il vertice assoluto delle competizioni endurance: un campionato che impone precisione immediata, con weekend estremamente compressi e pochissimo margine per adattarsi gradualmente. Proprio questa caratteristica, unita al livello dei circuiti e alla qualità del contesto, ha rappresentato la sfida più grande ma anche la motivazione principale per alzare ulteriormente l’asticella.
Determinante, nel suo percorso, è stato il lavoro all’interno del team e il confronto con compagni di alto profilo. L’esperienza di Maxime Martin ha rappresentato un riferimento costante, mentre la condivisione del box con un giovane in crescita come Hodenius ha aggiunto un valore umano e sportivo importante. Nel 2026 Berry proseguirà sulla vettura #61, con l’obiettivo dichiarato di trasformare la competitività mostrata nel finale 2025 in una vera e propria candidatura al titolo.
Lin Hodenius: adattamento, maturità e salto di qualità
Il percorso di Lin Hodenius è stato altrettanto significativo, seppur diverso per natura. Arrivato al FIA WEC dopo un background nei monoposto, il giovane pilota ha dovuto affrontare un contesto completamente nuovo, fatto di gestione della gara, procedure complesse e una visione della performance diametralmente opposta rispetto alle categorie sprint.
L’adattamento iniziale non è stato immediato, soprattutto sul piano operativo. Le dinamiche delle soste, la gestione del rischio e la necessità di pensare in ottica di ore e non di giri rappresentavano una novità assoluta. Tuttavia, il supporto del team e degli ingegneri ha permesso a Hodenius di ridurre rapidamente il gap, mettendo in mostra una velocità naturale che è emersa con sempre maggiore continuità nella seconda parte della stagione.
Uno degli aspetti più complessi è stato imparare a non spingere sempre al limite, comprendendo quando preservare la vettura e quando attaccare. Un processo ancora in corso, ma già ben avviato. Anche gli aspetti extra-pista, come i frequenti spostamenti e la crescente esposizione mediatica, hanno richiesto un periodo di adattamento, affrontato con un approccio sempre più maturo.
Fondamentale, in questo percorso, è stato il ruolo del team e in particolare di Andrea, figura capace di leggere le situazioni anche dal punto di vista del pilota. Un supporto che ha aiutato Hodenius a incanalare il talento e a evitare eccessi di rischio nelle fasi più delicate.
Il riconoscimento più importante è arrivato con l’ingresso nel programma Junior di Mercedes-AMG per il 2026. Un passaggio che certifica il valore mostrato nel corso della stagione e apre nuove prospettive di crescita. Hodenius affronterà il prossimo campionato sulla vettura #79 insieme a Johannes Zelger e Matteo Cressoni, con l’obiettivo di continuare il proprio percorso di sviluppo in un contesto altamente competitivo.
Uno sguardo al 2026
Le storie di Berry e Hodenius raccontano due percorsi diversi ma complementari, entrambi centrali nella strategia di Iron Lynx verso il 2026. Da una parte l’esperienza che punta alla continuità e al titolo, dall’altra un talento giovane che ha già dimostrato di poter reggere la pressione del mondiale endurance. Le basi sono state gettate nel 2025, ora la sfida sarà trasformarle in risultati costanti ai vertici del FIA WEC.
