Italia, tra crescita e realtà: Quesada e Lamaro tracciano la rotta verso il Sei Nazioni

Scritto da: Redazione
Pubblicato il 27 Gennaio 2026

L’Italia si affaccia al nuovo Sei Nazioni con una consapevolezza diversa rispetto al passato: meno illusioni, più lucidità. Dalle parole del CT Gonzalo Quesada e del capitano Michele Lamaro emerge un quadro chiaro, fatto di progressi concreti, limiti strutturali e una voglia forte di continuare a crescere, partita dopo partita.

Quesada non nasconde che il 2025 sia stato un anno positivo ma irregolare. L’Italia ha mostrato buone prestazioni, come il successo contro il Galles e l’ottima chiusura del Sei Nazioni contro l’Irlanda, una gara in cui gli Azzurri hanno dimostrato di poter competere fino all’ultimo, pagando però ancora una volta l’indisciplina. Le sconfitte contro Francia e Inghilterra hanno evidenziato passaggi a vuoto, mentre il tour estivo in Sudafrica, affrontato senza diversi giocatori chiave, ha comunque lasciato segnali incoraggianti.

Il vero punto di svolta, secondo il CT, resta il test di novembre contro l’Australia: una prestazione definita tra le migliori dell’era recente, costruita sulla capacità della squadra di seguire il piano gara con disciplina e pazienza, anche nei momenti di difficoltà. Un’identità che Quesada vorrebbe ritrovare subito, già dalla prima sfida del torneo.

Il commissario tecnico è molto chiaro anche sul contesto in cui lavora l’Italia. Meno giocatori a disposizione, un gruppo convocato più ristretto rispetto alle altre nazionali e strutture non paragonabili a quelle delle “big” del torneo. Nessun alibi, ma la consapevolezza di dover massimizzare ogni risorsa disponibile. L’obiettivo resta quello di esprimere il miglior rugby possibile: vincere non è sempre il punto di partenza, ma spesso diventa una conseguenza.

Il debutto contro la Scozia viene visto come una tappa chiave. Quesada si aspetta una gara estremamente fisica ed emotiva, con pressione su entrambe le squadre. Per l’Italia sarà fondamentale partire subito forte, considerando che le partite casalinghe saranno solo due e che il primo match può indirizzare l’intero torneo.

Dal punto di vista dei giocatori, Lamaro trasmette entusiasmo e maturità. Il capitano azzurro parla di un periodo dell’anno speciale, quello che ogni rugbista aspetta, fatto di sfide contro le migliori squadre al mondo. L’esperienza accumulata negli ultimi anni deve ora trasformarsi in continuità, l’aspetto che secondo lui è mancato in passato: grandi prestazioni isolate, ma difficoltà nel ripetersi gara dopo gara.

La preparazione, spiega Lamaro, parte dal lavoro fisico e dall’attenzione su se stessi, senza perdere di vista lo studio degli avversari. Contro la Scozia servirà essere pronti a sfruttare i propri punti di forza e a colpire le debolezze altrui, con grande lucidità mentale.

Sul piano personale, il capitano vive il ruolo con gratitudine e leggerezza. Alla sua quinta stagione con la fascia, continua a sentirsi “uno dei più giovani”, affrontando ogni partita come un’occasione da non dare mai per scontata. Il piacere di scendere in campo, di rappresentare la squadra e chi gli sta vicino, resta per lui un motore fondamentale: divertirsi, spiega, è spesso il modo migliore per dare di più e spingersi verso obiettivi mai raggiunti prima.

L’Italia arriva quindi al Sei Nazioni con meno certezze strutturali rispetto alle avversarie, ma con un’identità più definita e una fiducia costruita sul lavoro. La sfida sarà trasformare le buone sensazioni in prestazioni continue. Se questo accadrà, come ricordano Quesada e Lamaro, il risultato potrebbe arrivare quasi come una naturale conseguenza.