Nel cuore di una stagione di Formula 1 intensa e ricca di colpi di scena, Kimi ha trovato un momento per fermarsi, respirare e confrontarsi con il suo team a Brackley. Un dialogo sincero, quasi terapeutico, che svela la crescita e la maturità di un pilota determinato a chiudere il 2025 nel migliore dei modi.
“Non rovinare la stagione europea!”
Guardandosi indietro, Kimi non usa giri di parole: “Se potessi dire qualcosa al Kimi di maggio, gli direi: non combinare pasticci nella stagione europea!”. Un periodo difficile, ammette, dove la frustrazione ha preso il sopravvento e la concentrazione sul processo è venuta meno. “Ero troppo focalizzato sul risultato finale, e questo mi ha fatto perdere il controllo”.
Un “kick in the butt” che cambia la rotta
Dopo Monza, il confronto con Bono e gli ingegneri è stato decisivo: “Mi hanno dato una bella spinta, ma era quello di cui avevo bisogno”. Da lì, il ritorno alla mentalità giusta: concentrarsi sui fondamentali, lasciando che i risultati arrivino naturalmente. I buoni weekend di Singapore e Baku ne sono la prova, con punti preziosi per la squadra e una Mercedes in netta crescita. “Ora l’obiettivo è mantenere il passo e assicurarsi il P2 nel mondiale Costruttori.”
Bono: il mentore silenzioso
“È un privilegio lavorare con Bono,” confessa Kimi. “Ha una conoscenza incredibile e il modo in cui comunica con me in gara fa la differenza. Ti trasmette calma, fiducia, lucidità.” Un rapporto costruito sulla fiducia reciproca e sul costante miglioramento, che sta dando i suoi frutti.
George, la lezione del controllo
La crescita personale passa anche dal confronto con il compagno di squadra. “Con George ci spingiamo a vicenda, soprattutto nelle qualifiche. Mi piace come riesce a mantenere il controllo, anche quando sembra in difficoltà. È una qualità che ammiro molto.”
Valtteri, l’amico ritrovato
Il rapporto con Valtteri Bottas aggiunge un tocco umano al racconto. “In Singapore abbiamo fatto un giro in bici insieme in pista. Sono felice che abbia trovato un sedile per il prossimo anno: se lo merita. Mi ha dato ottimi consigli, soprattutto su tracciati che non conoscevo.”
Suzuka, la magia della velocità
Tra i circuiti preferiti, Suzuka conquista un posto speciale. “È incredibile quanto si possa andare forte nel primo settore con una F1. Ogni pista diventa qualcosa di nuovo con queste monoposto: sono così veloci che cambiano la percezione di tutto. Jeddah, per esempio, è spaventosa al primo giro, ma poi diventa bellissima.”
Sguardo al futuro: “Il podio è lì”
Il 2025 non è ancora finito e Kimi lo sa. “A Singapore potevamo puntare al podio, ma in Q3 ho guidato come Colin McRae, più di traverso che dritto! Con un giro più pulito sarebbe stata un’altra storia.” Il sorriso torna, ma anche la determinazione: “Voglio fare il massimo per il team. Tutti a Brackley meritano questo P2 nel Costruttori.”
Un Kimi più consapevole, che ha trasformato la delusione in carburante per il finale di stagione. La mente è tornata lucida, il piede destro leggero ma deciso. E con sei gare ancora da disputare, il messaggio è chiaro: il meglio deve ancora venire.
