Il FenekRally 2025 incorona i suoi campioni

Foto di : Sonja Vietto Ramus

Scritto da: Sonja Vietto Ramus
Pubblicato il 10 Dicembre 2025

Cinque giorni e cento team per una grande sfida nel deserto marocchino

Il FenekRally 2025 è esploso sui tracciati del sud-est del Marocco con l’energia di un evento ormai pienamente consolidato. L’alba sulla regione di Erfoud ha accolto un lungo serpente di moto, auto, SSV e veicoli in categoria Overland provenienti da dodici paesi diversi: un mosaico di esperienze, lingue, strategie e sogni raccolti nel cuore del deserto per una settimana di navigazione, resistenza e pura passione.

I cento team iscritti hanno confermato non solo la crescita costante della competizione, ma anche la sua capacità di attrarre piloti ed equipaggi da tutto il mondo, sempre più affascinati da un rally che, negli anni, ha costruito una forte identità.

Il percorso 2025 ha previsto oltre 1.400 chilometri, di cui 921 di prove speciali: un tracciato studiato per mettere alla prova i concorrenti attraverso sezioni veloci, sabbia compatta, piste rocciose e tratti di pura navigazione. Nulla è stato lasciato al caso: monitoraggio satellitare e una rete di assistenza efficiente hanno garantito sicurezza e interventi rapidi in ogni punto della gara, mentre il roadbook ha scandito il ritmo di un evento in cui costanza e lucidità valgono quanto la velocità.

Dal 17 al 21 novembre, cinque tappe hanno guidato team e mezzi in un crescendo di complessità. Ogni giorno ha raccontato una storia diversa in un paesaggio che cambiava con sorprendente rapidità: dune ferme all’alba e ridisegnate dal vento al tramonto, tracce cancellate dalla sabbia, tratti rocciosi che mettevano alla prova sospensioni (e braccia!). La tappa finale, più corta ma tutt’altro che semplice, ha offerto l’ultima occasione per conquistare un posto nella storia dell’edizione 2025.

Tappa uno: il deserto non aspetta

Dal primo giorno, FenekRally ha mostrato i denti. I 283 chilometri della tappa inaugurale -207 dei quali cronometrati- hanno offerto ai piloti l’intero repertorio del deserto marocchino. Dopo un breve trasferimento, la carovana si è lanciata su piste veloci che hanno permesso ai migliori di trovare subito un ritmo deciso. Ma il respiro è stato breve: waypoint, settori tecnici e zone a velocità controllata hanno richiesto grande attenzione. Al km 42 è arrivato il primo grande ostacolo: un “fiume” di sabbia che ha messo alla prova abilità e gestione del mezzo. Il ritmo è poi risalito, non senza insidie: quattro tratti a velocità limitata e altrettanti punti critici hanno continuato a selezionare il gruppo. La seconda parte non è stata più gentile, con chilometri di piste strette e rovinate. Al rientro al bivacco, i volti dei team hanno raccontato la fatica di una gara che non concede tregua.

Tappa due: selezione naturale

Nuovo giorno, nuova avventura, con una speciale di 209 chilometri inserita in un totale di 324. Dopo il trasferimento iniziale, il percorso è entrato subito nel vivo, alternando piste veloci a zone insidiose e settori controllati. Un breve tratto asfaltato ha condotto a un’area fitta di waypoint impegnativi, seguita da un altro “fiume” di sabbia che ha spezzato il ritmo e introdotto la parte centrale della giornata. La seconda metà della speciale è stata un mosaico di trappole: pietre taglienti, sabbia morbida e attraversamenti di dune che hanno richiesto precisione assoluta. Un lungo trasferimento finale verso la Kasbah Cergui di Erfoud ha permesso ai team di riprendere fiato, mentre la classifica generale ha iniziato a delinearsi, confermando l’ottimo livello dell’edizione 2025.

Tappa tre: il punto di svolta

Il mercoledì del FenekRally è stato il giorno della verità. Oltre 300 chilometri di gara hanno trasformato la terza tappa in un test decisivo per mezzi e piloti. Dopo una partenza scenografica, la sezione iniziale veloce ha lasciato presto spazio a terreni più tecnici. Le dune, assolute protagoniste del cuore della speciale, hanno costretto tutti a trovare il giusto equilibrio tra velocità e traiettoria. Il rifornimento ha offerto solo una pausa momentanea: la seconda parte ha alternato piste irregolari a zone controllate, fino al trasferimento finale verso la base logistica di Erfoud. La tappa ha esaltato chi ha saputo mostrare coraggio, lucidità e perfetta sintonia con il proprio mezzo.

Tappa quattro: quando decide la sabbia

Il quarto giorno ha proposto un percorso lungo, vario e sorprendente. Dopo il trasferimento, la speciale ha cambiato subito ritmo: piste veloci, tratti off-piste, segmenti sabbiosi e settori tecnici si sono alternati senza concedere un attimo di relax. Le zone controllate hanno imposto disciplina e le dune della seconda parte hanno offerto paesaggi straordinari insieme a difficoltà degne delle grandi maratone africane. Al rientro a Erfoud, i volti hanno mostrato un mix di stanchezza e soddisfazione: la quarta tappa ha lasciato il segno, sia sulla classifica che nei ricordi dei partecipanti.

Tappa cinque: il respiro finale

Sulla carta è stata la più corta, ma nessuno dei 176 chilometri dell’ultima giornata si è rivelato indulgente. I primi 61 chilometri di asfalto hanno condotto i team verso Merzouga, dove li ha attesi un corridoio di pura sabbia. Cinquantaquattro chilometri di dune infinite, dove trovare la linea giusta ha significato guadagnare minuti preziosi. Dopo la speciale, i team hanno fatto ritorno a Erfoud per l’arrivo finale. Lì, tra applausi e abbracci, il FenekRally 2025 ha celebrato i suoi campioni.

I vincitori 2025

Nella categoria MT1 moto, il cileno Tomas de Gavardo ha offerto una prestazione di altissimo livello, conquistando la vittoria con un tempo totale di 14h46’49”. Alle sue spalle si è piazzato il francese Tom Deest, distanziato di 48’51”, mentre la spagnola Sara García ha ottenuto un solido terzo posto, chiudendo a 1h12’41” dal leader. Nella MT2 il successo è andato a Jaime Ros, che con 20h47’16” è riuscito a mantenere un margine sufficiente sull’indiano C. S. Santosh, secondo con un ritardo di 22’15”, e su Antonio Ubis Díaz, che ha completato il podio con quasi due ore di distacco.

Tra gli SSV T3, la coppia francese formata da Leyreloup e Jimbert si è imposta con un tempo di 16h04’20”, precedendo Raf Henri Herman e Daniel Camara, staccati di 1h39’51”, e Franck Boulay con Patrick Debaussage, terzi con un ritardo di 2h55’27”. Nella classe T4 hanno dominato Rohner e Terre, che hanno chiuso con quasi un’ora di vantaggio su Guillen e Mata, mentre Wicklow e Armstrong hanno completato la classifica con un distacco di 11h42’42”.

La categoria T1 ha visto il successo di Chapot e Larroquet, che hanno fermato il cronometro a 24h49’36”, mentre nella T2 il miglior tempo è stato quello di Rodriguez e Guasch, vincitori con 23h11’13”. Infine, nella Overland, la vittoria è andata a Lorenzo Mas e Juan Canamasas con 708 punti, che hanno preceduto di misura Filippo Franzini, fermo a 703, e la coppia composta da Paco e José Antonio López, terza con 682 punti.

Un ringraziamento a tutti

Ogni chilometro del FenekRally è il risultato di uno sforzo collettivo. Piloti, navigatori, meccanici, team di supporto, staff, partner e squadre mediche: tutti hanno contribuito a rendere possibile questa edizione. Una settimana di adrenalina e lavoro duro, ma anche di passione e spirito di squadra.

Informazioni sulle due edizioni 2026 (22–31 maggio e 11–20 settembre) su www.fenekrally.com