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Lancia, il ritorno che non ti fa dormire: tra memoria, adrenalina e un Monte-Carlo che incombe

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 8 Gennaio 2026

Il nome Lancia pesa. Pesa per la storia, per quello che rappresenta e per le aspettative che inevitabilmente si porta dietro. Ma il suo ritorno nel mondiale rally non vive di nostalgia: prende forma nel presente, nei test, nei dati e nelle sensazioni raccolte chilometro dopo chilometro con la nuova Ypsilon Rally2 HF Integrale, pronta al debutto nel WRC2 2026.

A dare voce a questo nuovo inizio sono Nikolay Gryazin e Yohan Rossel, i due piloti incaricati di trasformare un progetto tecnico in una vettura realmente competitiva. Per Gryazin, i primi metri al volante hanno avuto un effetto immediato: curiosità, fiducia e una crescente impazienza per l’esordio stagionale. L’attesa del Rallye Monte-Carlo è diventata quasi fisica, al punto da rendere difficile dormire mentre il debutto si avvicina.

Nel suo caso, però, l’emozione va oltre la guida. Lancia non è soltanto un marchio blasonato: è un filo che attraversa la sua storia personale. I documentari visti da ragazzo, il padre in gara con una Delta, l’esperienza diretta al RallyLegend e persino una Delta Evo vissuta come auto di famiglia. Un bagaglio che rende il progetto ancora più coinvolgente e che rafforza l’idea che, nel rally, Lancia non sia mai stata davvero dimenticata.

Rossel arriva a questo ritorno da una generazione diversa, senza ricordi diretti dell’epopea mondiale del marchio. Eppure, l’impatto emotivo non è stato minore. L’annuncio del programma ha acceso un entusiasmo palpabile all’interno del team e per il pilota francese indossare oggi i colori Lancia significa entrare in una delle storie più importanti del WRC, dopo un percorso che lo ha visto crescere anche sotto l’insegna Citroën.

Le prime indicazioni tecniche della Ypsilon Rally2 su asfalto sono incoraggianti, ma nessuno si illude. Rossel sottolinea come il passaggio dalla ghiaia al Tarmac cambi completamente filosofia di guida e come Monte-Carlo, con il suo mix di asciutto, ghiaccio e neve, renda ogni valutazione parziale fino al confronto diretto in gara.

A ricordare la complessità del debutto è anche il copilota Arnaud Dunand, che guarda al Monte-Carlo come a una prova doppia: rally d’apertura della stagione e primo vero esame per una vettura tutta nuova. Tre giorni di test, diverse location e un lavoro approfondito su tutte le soluzioni di pneumatici da asfalto – dai chiodati alle mescole più morbide – sono serviti a costruire una base solida. Ora la parola passa all’analisi dei dati e al lavoro di fino con gli ingegneri.

Il ritorno di Lancia non è un tuffo nel passato, ma una partenza carica di tensione positiva. La storia osserva, il Monte-Carlo aspetta. E qualcuno, nel frattempo, fatica seriamente a prendere sonno.