Las Vegas 2025: McLaren alla resa dei conti nella capitale del divertimento

Scritto da: Redazione
Pubblicato il 19 Novembre 2025

La tappa di Las Vegas apre l’ultimo trittico della stagione 2025, un rush finale che assegnerà il titolo mondiale piloti. La Formula 1 torna sulla Strip per il terzo anno consecutivo, con un appuntamento che unisce lo sfarzo della capitale dell’intrattenimento alla concretezza della lotta al centesimo.

A Woking è già tutto proiettato verso il Round 22: Lando Norris e Oscar Piastri hanno passato la settimana al lavoro con tecnici e ingegneri, analizzando il weekend brasiliano e preparando l’appuntamento nel Nevada. Proprio loro, insieme al Team Principal Andrea Stella, delineano lo scenario che attende la squadra in una delle gare più particolari del calendario.


Il weekend e il circuito: sfida in notturna nel cuore della città

Il Las Vegas Strip Circuit è ormai un simbolo: un tracciato di 6,201 km, 50 giri e tre giorni di attività compressi in un format che inizia giovedì e culmina con la gara del sabato sera. La pista scorre tra alcune delle icone più riconoscibili della città, dalla Strip al Bellagio, fino alla sfera luminosa dello Sphere.

Le sessioni:

  • FP1 – Giovedì 20 novembre, ore 16:30 (Italia: Venerdì 21 novembre, 01:30)
  • FP2 – Giovedì 20 novembre, ore 20:00 (Italia: Venerdì 21 novembre, 05:00)
  • FP3 – Venerdì 21 novembre, ore 16:30 (Italia: Sabato 22 novembre, 01:30)
  • Qualifiche – Venerdì 21 novembre, ore 20:00 (Italia: Sabato 22 novembre, 05:00)
  • Gara – Sabato 22 novembre, ore 20:00 (Italia: Domenica 23 novembre, 05:00)

Le parole dei piloti

Lando Norris

Norris parla con entusiasmo dell’esperienza unica della Strip, ma sa che la sfida tecnica sarà complessa:
“È una pista in cui in passato abbiamo faticato, ma questo non ci impedirà di provare a tirare fuori tutto il possibile. Mi sento bene, motivato, pronto a questo ultimo sforzo”.

Il lavoro svolto tra Messico e Brasile dà fiducia, con due weekend in crescita sotto il profilo della competitività.

Oscar Piastri

Per l’australiano Las Vegas è un appuntamento ad alta velocità e alta attenzione:
“È sempre divertente correre sulla Strip. Le temperature più fredde complicano la vita, ma ci sono molte opportunità di sorpasso: dovremo essere pronti a sfruttarle”.


Andrea Stella: un finale di stagione intenso

Il Team Principal contestualizza la gara in un trittico impegnativo, distribuito su 12 fusi orari e oltre 8.000 miglia:
“Saranno tre settimane intense. Ringrazio già chi lavora in pista e chi è a Woking. Qui a Las Vegas non abbiamo brillato nelle prime due edizioni, e la concorrenza è incredibilmente serrata: pochi millesimi fanno la differenza. Ogni dettaglio conterà”.

Per Stella, Las Vegas rappresenta anche l’immagine moderna della Formula 1: un campionato in forte crescita negli Stati Uniti, capace di abbinare spettacolo e complessità tecnica.


Perché Las Vegas è unica

Se c’è un circuito che il grande pubblico riconosce al primo colpo è proprio quello del Nevada.
Le caratteristiche che lo rendono inconfondibile:

  • ambientazione immersa nei neon della città;
  • passaggi accanto ai monumenti simbolo come la Torre Eiffel del Paris, il Luxor, il Bellagio;
  • cordoli decorati con i quattro semi delle carte, un richiamo diretto alla cultura dei casinò;
  • la Strip utilizzata come rettilineo principale di oltre un miglio.

E per chi viaggia, Las Vegas offre molto più della F1: NFL con i Raiders, NHL con i Golden Knights e, per chi ha tempo, la possibilità di raggiungere il Grand Canyon in poche ore.


La sfida tecnica

Il Las Vegas Strip Circuit è un tracciato temporaneo estremamente rapido, con lunghi rettilinei alternati a frenate impegnative.

I punti chiave:

  • Curva 1: un tornante dopo un allungo da 200 metri, primo vero punto di sorpasso.
  • DRS tra Curva 4 e Curva 5: occasione per allungare un attacco nato in precedenza.
  • Sezione 6–9: tratto tecnico, fondamentale per preparare il successivo lungo rettilineo.
  • Rettifilo della Strip (Curva 12–14): oltre un miglio a pieno gas, con punte intorno ai 210 mph.
  • Chicane 14–16: possibile contropiede per chi è appena stato superato.
  • Curva finale: piega veloce a circa 195 mph, ultima opportunità per un attacco disperato.

Una pista dove margine d’errore e grip sono minimi, soprattutto con l’incognita del freddo serale.