In un contesto reso estremo da pioggia e grip quasi nullo, Liam Lawson e Isack Hadjar hanno firmato una prestazione solida nelle qualifiche del GP di Las Vegas 2025, portando entrambe le monoposto in Q3 e chiudendo rispettivamente in sesta e ottava posizione.
La giornata aveva già mostrato quanto il Las Vegas Strip Circuit fosse imprevedibile: nella terza sessione di prove libere Lawson ha terminato settimo con un miglior tempo di 1:35.439 dopo 25 giri, mentre Hadjar si è spinto fino al quarto posto con 1:35.169 in 26 passaggi. La pista, in condizioni miste – né completamente bagnata né asciutta – ha complicato il lavoro di piloti e ingegneri fin dal mattino.
In qualifica, Lawson ha costruito il suo risultato passo dopo passo: 1:54.828 in Q1, 1:51.621 in Q2 e 1:49.062 in Q3, tempo che gli ha consegnato la sesta posizione finale. Il neozelandese ha sottolineato quanto la sessione sia stata “wild”, spiegando come il team abbia utilizzato una gomma estrema per due sessioni a causa dello scarso grip, una scelta non abituale ma necessaria. Nonostante la mancata possibilità di completare l’ultimo giro lanciato per pochissimo, Lawson si è detto molto soddisfatto del risultato e del fatto che entrambe le vetture abbiano raggiunto la top 10 in Q3.
Hadjar ha mostrato fin da subito un ottimo feeling sul bagnato. Dopo un 1:55.613 in Q1 e un 1:51.120 in Q2, ha chiuso la Q3 con 1:49.554, posizionandosi ottavo. Tuttavia, il francese non ha nascosto la frustrazione: il suo ultimo tentativo era molto veloce, ma una bandiera gialla ha interrotto il giro proprio nel momento in cui l’evoluzione della pista era al massimo. Partito per ultimo nel suo run lanciato, si è trovato penalizzato proprio quando le condizioni iniziavano a diventare favorevoli. Inoltre, l’assenza di long run nelle libere rende difficile prevedere il passo gara, che verrà costruito sulla base dei dati precedenti.
Dal punto di vista tecnico, il Chief Engineer – Vehicle Performance, Claudio Balestri, ha illustrato le scelte strategiche della squadra. Inizialmente il team aveva pianificato l’uso delle Inter, ma già all’uscita dai box è apparso evidente come il livello di grip fosse troppo basso. Da qui la decisione immediata di passare alle full Wet, sfruttandole per massimizzare il tempo in pista. In Q2 la strategia è stata confermata, con entrambi i piloti rimasti su gomme da bagnato per tutta la sessione e capaci di ottenere tempi molto competitivi: P2 per Hadjar e P6 per Lawson. Con la pioggia in attenuazione e la pista in miglioramento, in Q3 si è tornati alle Inter, una scelta rivelatasi corretta, che ha permesso ai piloti di migliorarsi giro dopo giro fino alle posizioni finali di sesto e ottavo posto.
Ora l’attenzione si sposta sulla gara. L’obiettivo dichiarato dal team è chiaro: trasformare questo risultato in punti, nonostante le incertezze legate al passo gara e alle strategie in condizioni ancora imprevedibili.
