Nel venerdì che apre il weekend decisivo del Mondiale 2025, la conferenza stampa dei team principal mette a nudo strategie, sensibilità e pressioni in un confronto che fotografa perfettamente la complessità della sfida tra McLaren, Red Bull e Kick Sauber. Con il titolo piloti ancora apertissimo e tre contendenti separati da pochi punti, Zak Brown, Laurent Mekies e Jonathan Wheatley offrono prospettive diverse, ma accomunate dalla stessa consapevolezza: ogni dettaglio conterà.
McLaren: tensione sotto controllo e filosofia immutata
Zak Brown apre il confronto con sicurezza: il clima nel box è sereno, quasi sorprendentemente. Alla domanda su eventuali ordini di squadra, ribadisce una linea chiara: libertà di gareggiare finché entrambi i piloti sono matematicamente in lotta, pur lasciando spazio alla logica se la situazione in gara dovesse richiedere una scelta netta.
Brown respinge le accuse di incoerenza: non è una svolta, ma semplice buon senso applicato in tempo reale. Anche riguardo alle critiche su favoritismi interni o sulle famose “Papaya Rules”, il CEO McLaren mantiene la rotta: uguali opportunità resta il principio cardine, pur ammettendo che ogni weekend porta lezioni utili.
La stagione? «La migliore degli ultimi decenni», sintetizza. Costruttori in tasca, 14 vittorie equamente distribuite, continuità tecnica e una squadra in piena fiducia. L’unico tassello mancante rischia di pesare, ma non cambierà il giudizio complessivo.
Red Bull: un Verstappen rilassato e una squadra rinata
Laurent Mekies conferma la sensazione avuta giovedì: Max Verstappen è straordinariamente tranquillo. Non è una posa, ma il risultato di un approccio metodico che la squadra ha adottato da metà stagione, concentrato solo sul mettere la RB sul passo giusto ad ogni weekend.
Il team principal tratteggia un ritratto inedito: un Max sereno, maturo, consapevole, capace di vivere un’annata complicata come un’opportunità e non come una minaccia. Il rilancio prestazionale della squadra, commenta Mekies, è merito dei «2.000 uomini e donne di Milton Keynes che non hanno voluto arrendersi».
Sul 2026, Mekies definisce Hadjar «un talento ancora in pieno sviluppo», pronto a una crescita pluriennale. Quanto a Tsunoda, riconosce la durezza della scelta e non esclude un futuro rientro, ricordando come il team abbia già ribaltato decisioni in passato in tempi brevissimi.
Kick Sauber: l’orgoglio di un’eredità verso il futuro Audi
Jonathan Wheatley, ex uomo Red Bull, porta una prospettiva diversa. Di Verstappen sottolinea l’imperturbabilità e il ruolo trainante all’interno della squadra, frutto dell’esperienza accumulata.
Ma l’aspetto più intenso è quello personale: l’ultimo weekend del nome Sauber. Wheatley ricorda le origini della squadra, le emozioni di quel primo debutto a Kyalami e la presenza di Peter Sauber nel paddock in questo weekend conclusivo. L’obiettivo è chiaro: «salutare nel modo più dignitoso possibile una storia lunga oltre 600 gare, prima della transizione ad Audi».
La battaglia finale: strategia, rispetto e nessun colpo basso
Le domande sul possibile utilizzo dei compagni di squadra e dei team satellite, inevitabili in un titolo a tre, trovano una risposta sorprendentemente allineata: la gara sarà dura, ma pulita. Brown e Mekies convergono nel definire impossibile — e inutile — immaginare manovre scorrette.
Il paddock è pronto, i protagonisti anche. L’alchimia tra pressione e lucidità si giocherà tutta tra sabato e domenica. E, come ricorda Zak Brown, questa è una sorta di “gara 7”: un appuntamento atteso per tutta una vita.
