Vai allo Speciale: Dakar

Lorenzo Delladio porta a termine la Dakar: un traguardo che vale una vita

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 18 Gennaio 2026

Quella che doveva essere una celebrazione personale si è trasformata in un’autentica prova di resistenza, tecnica e umanità. Lorenzo Delladio ha concluso la Dakar 2026, portando al traguardo di Yanbu un progetto tanto affascinante quanto impegnativo, condiviso con il copilota sammarinese Guido Guerrini.

Imprenditore trentino, alla guida di La Sportiva e presidente di Confindustria Trento, Delladio aveva raccontato la Dakar come un regalo simbolico per i suoi settant’anni. La realtà del deserto saudita, però, ha rapidamente dato a quell’idea un significato molto più profondo.

A bordo di una Porsche 959 Dakar Eco, preparata dalla trentina Sikkens Motorsport, l’equipaggio ha affrontato oltre ottomila chilometri di gara. Il bilancio finale parla di un 82° posto assoluto e di un 40° di categoria, risultati che raccontano solo in parte una Dakar segnata da difficoltà importanti. La prima settimana è stata complicata da problemi meccanici, mentre la seconda è diventata una vera battaglia fisica dopo un incidente sulle dune nella settima tappa, che ha reso incerta persino la possibilità di arrivare all’arrivo.

Ed è proprio qui che il valore dell’impresa emerge con maggiore chiarezza. Concludere la Dakar, in quelle condizioni, ha significato ridefinire l’obiettivo: non più la classifica, ma il traguardo stesso. Un traguardo conquistato grazie anche al supporto di R-Team, citato da Delladio durante la conferenza stampa finale al bivacco di Yanbu come parte essenziale dell’avventura.

«Senza di loro la Dakar sarebbe rimasta un miraggio», ha spiegato Delladio, sottolineando come questa esperienza abbia rappresentato un sogno condiviso da chi vive il motorsport non solo come competizione, ma come percorso umano. Parole che hanno accompagnato anche uno sguardo già rivolto al futuro: il progetto Porsche 959 Dakar Evo non si ferma qui. La Dakar ha rappresentato un banco di prova fondamentale per questa reinterpretazione moderna della storica 959, confermando la validità del lavoro svolto e aprendo scenari interessanti per le prossime stagioni.

Ora, con la medaglia di finisher al collo, Delladio e Guerrini rientrano in Italia portando con sé molto più di un risultato sportivo: un’esperienza totale, fatta di fatica, determinazione e di quelle storie che solo la Dakar sa scrivere.