Marc Márquez non lascia spazio alle sorprese e scrive la prima pagina del nuovo Balaton Park. Il leader del mondiale ha conquistato la pole position del Gran Premio d’Ungheria, con l’aria di chi sa già come trasformarla nel pomeriggio nella sua tredicesima vittoria consecutiva in Sprint. Un crono senza appello, con 0.290 secondi rifilati a Marco Bezzecchi, unico a tentare di restargli incollato.
Bezzecchi e “Diggia” eroi di giornata
La prima fila ha un sapore particolare: sia Bezzecchi che Fabio Di Giannantonio hanno dovuto sudarsi il passaggio in Q1, ma alla fine si sono guadagnati due posti accanto al numero 93. “Diggia” scatterà terzo, davanti al compagno di squadra VR46 Franco Morbidelli e alla Yamaha di Fabio Quartararo.
Acosta, dal volo al settimo posto
La seconda fila si apre con Enea Bastianini (Tech3 KTM), mentre l’altra RC16, quella di Pedro Acosta, ha vissuto una qualifica da incubo. Dopo un botto spettacolare che ha mandato la moto a capriole prima ancora di segnare un tempo, lo spagnolo è rientrato di corsa al box, ha saltato in sella alla moto di scorta e ha limato il possibile, fermandosi al settimo posto.
Ducati, HRC e giovani all’assalto
Alle spalle di Acosta ci sarà Fermin Aldeguer (Gresini Ducati), seguito dai due ufficiali Honda Luca Marini e Joan Mir. A chiudere la top ten ci pensano Alex Márquez e Pol Espargaró: il primo dovrà comunque fare i conti con una penalità di tre posizioni, condivisa con Jack Miller, mentre il secondo ha pagato anche una caduta.
Bagnaia in crisi, Binder beffato
Se Márquez sorride, Francesco Bagnaia ha il volto scuro: problemi in staccata lo hanno relegato al 15° posto, ben lontano dai riflettori. Amaro anche il destino di Brad Binder, fuori dalla Q2 nonostante lo stesso identico tempo di Di Giannantonio. Miller, oltre alla mancata qualificazione, si porta dietro le voci di un accordo con Pramac Yamaha per il 2026.
Qualifica decisiva
Su un tracciato tortuoso, stretto e poco favorevole ai sorpassi, la qualifica di Balaton Park era stata indicata da molti come la più importante dell’intera stagione. Non a caso Ducati aveva mandato i suoi sei piloti a fare le prove generali in estate con le Panigale, mentre Pol Espargaró si presentava da unico con esperienza “vera” in MotoGP sul circuito, grazie a un test privato.
Il ritorno ungherese
Dopo oltre trent’anni, la MotoGP riabbraccia l’Ungheria. L’ultima volta era il 1992, e oggi il mondiale trova un palcoscenico completamente nuovo. Non ci sarà però Aleix Espargaró: il collaudatore HRC, designato a sostituire l’infortunato Somkiat Chantra in LCR, è stato dichiarato non idoneo a causa di una caduta in bici che gli ha lasciato guai alla schiena.
Marc Márquez, invece, non sembra avere problemi: la storia al Balaton Park l’ha già iniziata a scrivere lui.
