McLaren 2025: L’arte della perfezione – come Woking ha conquistato il Mondiale Costruttori con sei gare d’anticipo

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 6 Ottobre 2025

Il Mondiale di Formula 1 2025 sarà ricordato come la stagione in cui McLaren ha riportato la bandiera arancione al vertice del mondo, conquistando il decimo titolo Costruttori della sua storia e bissando il trionfo del 2024. Lo ha fatto con sei gare d’anticipo, a Singapore, in una stagione di dominio tecnico, costanza, e cultura di squadra.

Dalla sorpresa al dominio

Dopo l’esplosione del 2024, quando la MCL38 aveva fatto tremare il paddock, McLaren si è presentata al via del 2025 non più come outsider, ma come favorita. La sfida era chiara: costruire sulla base vincente senza perdere ciò che l’aveva resa speciale. L’evoluzione MCL39 è nata da questo equilibrio, guidata da una struttura tecnica impeccabile: Piers Thynne (COO), Rob Marshall (Chief Designer), Peter Prodromou, Neil Houldey e Mark Temple.

Andrea Stella e Zak Brown hanno orchestrato un gruppo capace di spingersi oltre i limiti dell’innovazione. “Abbiamo migliorato praticamente ogni singola area”, ha spiegato Stella. “Il coraggio di cambiare, anche in soluzioni non visibili come l’avantreno, ha fatto la differenza.”

L’inizio perfetto

L’Australia è stato il preludio del dominio: Norris ha trionfato nella gara inaugurale, mentre Piastri, rallentato dalla pioggia, mostrava comunque una velocità impressionante. Il segnale è arrivato subito: la MCL39 era veloce ovunque. In Cina, McLaren ha celebrato la cinquantesima doppietta della propria storia, con Oscar davanti a Lando.

Dopo un lampo Red Bull in Giappone, Piastri ha innestato la marcia superiore: tre vittorie consecutive – Bahrain, Jeddah e Miami – che gli hanno consegnato la leadership del Mondiale piloti. Norris, dal canto suo, ha reagito con forza e intelligenza: secondo a Imola, poi re di Monaco, dove ha dominato tra i muretti del Principato, con Piastri ancora terzo.

La stagione delle doppiette

A Barcellona è arrivata un’altra 1-2, con McLaren capace di neutralizzare le mosse strategiche di Red Bull. Il Canada ha ricordato quanto la F1 resti sport di contatti e tensione, con il celebre duello interno tra Lando e Oscar, risolto in modo esemplare: discussione franca, rispetto reciproco, e nessuna crepa.

Da Spielberg a Silverstone, la reazione è stata travolgente. In Austria Norris si è preso la rivincita su Verstappen con un capolavoro tattico; a casa, in Inghilterra, McLaren ha spezzato un digiuno che durava dal 2008, firmando il primo 1-2 britannico dopo 25 anni. In Belgio, con la pioggia protagonista, l’arancione ha continuato a brillare davanti a tutti.

Poi l’apoteosi: in Ungheria, Norris e Piastri hanno siglato la 200ª vittoria McLaren in Formula 1, settima doppietta stagionale e quarta consecutiva – numeri che riportano la memoria al 1998. Alla pausa estiva, il vantaggio era mostruoso: 299 punti su Red Bull.

Reagire alle difficoltà

Il ritorno in pista a Zandvoort ha confermato la solidità di Piastri, vittorioso da Pole, mentre Norris è stato fermato da un problema tecnico. A Monza, Verstappen ha riportato un acuto, ma McLaren ha continuato a collezionare podi.

Il primo match point è arrivato a Baku: mancavano solo 13 punti per il titolo, ma la pista azera, con i suoi dossi e i suoi cordoli, ha messo in difficoltà la MCL39. A decidere tutto, come in un romanzo scritto con calma e precisione, è stato il Gran Premio di Singapore.

Il giorno del trionfo

Sul circuito cittadino di Marina Bay, Lando e Oscar hanno chiuso terzo e quarto, sigillando matematicamente il titolo con 650 punti totali e 325 di margine sulla seconda forza. McLaren ha così superato Williams nella storia, diventando la seconda squadra più titolata di sempre dopo Ferrari.

Andrea Stella ha sintetizzato lo spirito del gruppo: “La forza del nostro progetto è nel senso di appartenenza. Ogni persona, dalle officine di Woking ai box, sente di far parte di qualcosa di più grande. Quando le emozioni vengono canalizzate nella direzione giusta, diventano un motore potentissimo.”

Zak Brown ha aggiunto il sigillo manageriale: una leadership moderna, fondata sulla fiducia reciproca, sulla trasparenza e sull’orgoglio di rappresentare un marchio che ha saputo rinascere con metodo, pazienza e visione.

Il futuro arancione

Due titoli consecutivi, sette doppiette, dodici vittorie e 650 punti in 18 gare. La McLaren ha riscritto il proprio presente, e guarda già al futuro con l’obiettivo di confermarsi anche nel 2026, quando i nuovi regolamenti cambieranno nuovamente lo scenario tecnico.

Da Woking è partita una rivoluzione silenziosa, costruita sull’intelligenza, sull’umiltà e sull’ingegneria pura. Il risultato è un capolavoro sportivo: la McLaren che torna regina del mondo.

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