La stagione di Formula 1 2026 è ufficialmente iniziata sul circuito cittadino di Albert Park, e il venerdì del Gran Premio d’Australia ha offerto un primo assaggio delle potenzialità – e delle difficoltà – della McLaren. Il bilancio della giornata è fatto di contrasti: da una parte il miglior tempo assoluto di Oscar Piastri nella seconda sessione di prove libere, dall’altra una serie di inconvenienti tecnici che hanno complicato il lavoro della squadra.
Il tema centrale del programma di lavoro della scuderia di Woking è stato soprattutto la gestione dell’energia con le nuove unità motrici, un aspetto chiave nell’era regolamentare appena iniziata. Per questo motivo il team ha cercato di accumulare il maggior numero possibile di giri, anche se la giornata non è partita nel modo più fluido.
Mattinata complicata: problemi per entrambi i piloti
La FP1 è stata segnata da alcuni inconvenienti tecnici che hanno limitato il lavoro della squadra.
Oscar Piastri ha dovuto fare i conti con problemi di calibrazione della power unit nelle prime fasi della sessione. La squadra è comunque riuscita a risolverli nel corso delle prove, permettendo al pilota australiano di completare 21 giri e chiudere al sesto posto con il tempo di 1:21.342.
Situazione più complessa per Lando Norris, la cui sessione è stata pesantemente condizionata da difficoltà al cambio. Il pilota britannico ha segnalato innesti irregolari delle marce e il team ha tentato di individuare il problema ai box. Alla fine, a circa venti minuti dal termine, Norris è stato costretto a fermarsi definitivamente. La diagnosi ha evidenziato un problema al controllo della trasmissione, che ha richiesto un intervento sul cambio prima della seconda sessione. Il risultato è stato un bottino di soli 7 giri e il 19° tempo in classifica.
FP2: Piastri vola, Norris recupera terreno
La seconda sessione del pomeriggio ha mostrato una McLaren più competitiva, anche se non completamente priva di piccoli inconvenienti.
Norris ha incontrato ancora qualche difficoltà nelle fasi iniziali, ma è riuscito comunque a completare un buon numero di giri, concentrandosi soprattutto su un lungo run negli ultimi 25 minuti. Con 29 giri percorsi, il britannico ha concluso la sessione al settimo posto con il tempo di 1:20.794.
Decisamente più brillante la performance di Oscar Piastri, che ha trovato una vettura molto più costante rispetto alla mattinata. Nel tentativo di simulazione qualifica l’australiano ha piazzato il miglior giro della giornata in 1:19.729, risultando il più veloce della sessione e precedendo la concorrenza di oltre due decimi. Un risultato particolarmente significativo davanti al pubblico di casa.
McLaren: tanta raccolta dati e lavoro nella notte
Secondo il direttore tecnico e chief designer Rob Marshall, il venerdì ha rappresentato soprattutto una giornata di apprendimento su tutti gli aspetti delle nuove vetture.
Il team ha dovuto prima risolvere il problema di controllo della trasmissione sulla monoposto di Norris, ma nel pomeriggio ha potuto completare un programma più consistente. I piloti hanno lavorato su diverse configurazioni, comprese simulazioni di qualifica e long run, raccogliendo dati utili per ottimizzare assetto, gestione delle gomme e utilizzo della power unit.
Nonostante il passo avanti tra FP1 e FP2, la squadra è consapevole che c’è ancora margine di miglioramento. La notte di lavoro sarà quindi dedicata all’analisi dei dati per definire la direzione migliore dell’assetto in vista delle qualifiche.
Con il tempo limitato delle prove libere in questa nuova era tecnica, la precisione nella preparazione sarà fondamentale. McLaren spera di trasformare il lampo di velocità mostrato da Piastri in una reale candidatura per le prime posizioni già nelle qualifiche del sabato.
