Il Mondiale 2026 di Formula 1 prende ufficialmente il via dall’Australian Grand Prix, appuntamento che quest’anno assume un significato ancora più marcato: è il primo banco di prova reale per vetture completamente riprogettate sotto il profilo aerodinamico e motoristico.
Dopo nove giornate di test tra Barcellona e Sakhir, le squadre hanno raccolto dati preziosi, ma soltanto il weekend di Melbourne permetterà di comprendere i reali equilibri in pista.
Nuove vetture, nuove gomme, nuovi scenari
Alle profonde modifiche regolamentari si affianca un’evoluzione anche sul fronte pneumatici. Le coperture presentano una superficie di contatto e un diametro complessivo ridotti, pur mantenendo il cerchio da 18 pollici.
La gamma slick resta articolata su cinque mescole (C1–C5), affiancate dalle due soluzioni da bagnato: Intermedia e Full Wet.
Per l’Albert Park, Pirelli ha scelto ancora una volta le tre mescole più morbide – C3, C4 e C5 – già utilizzate nelle ultime due stagioni. Il tracciato cittadino di 5,278 km, disegnato attorno al lago dell’Albert Park, alterna rettilinei veloci a curve tecniche a bassa e media percorrenza.
Dal punto di vista tecnico, il circuito non genera carichi particolarmente severi sugli pneumatici: il degrado è generalmente più legato all’usura che alla gestione termica. L’asfalto, in parte costituito da strade aperte al traffico durante l’anno, è molto liscio; nel 2025, nelle sessioni asciutte, si è registrato un leggero graining, comunque contenuto.
Il lavoro del venerdì sarà già decisivo
Le prime sessioni di prove libere offriranno indicazioni importanti sull’approccio dei team: numero di run prestazionali, simulazioni di gara e gestione dell’energia rappresenteranno parametri chiave per interpretare il livello di competitività delle nuove monoposto.
Un aspetto centrale riguarderà l’equilibrio termico tra i due assi. L’energia trasferita dalla power unit al posteriore potrebbe accentuare differenze di temperatura che, soprattutto in qualifica, richiederanno soluzioni mirate: differenziazione delle temperature delle termocoperte oppure un giro di preparazione prima del tentativo lanciato.
Strategia: una o due soste?
Le strategie di gara dipenderanno da almeno due variabili principali.
La prima è il carico aerodinamico generato dalle singole vetture: sarà determinante per valutare la possibilità di utilizzare la mescola più morbida in uno stint di gara, opzione teoricamente praticabile su un tracciato a bassa severità come Melbourne.
La seconda riguarda le opportunità di sorpasso. Nonostante le vetture siano ora più compatte, l’Albert Park Circuit rimane un circuito dove individuare il punto giusto per affondare l’attacco non è semplice. Il nuovo Overtake mode potrebbe però incidere sulle dinamiche in pista.
L’incognita meteo
La gara si disputa all’inizio dell’autunno australiano, una settimana prima rispetto allo scorso anno, periodo spesso caratterizzato da repentini cambi di temperatura e precipitazioni.
Nel 2025, la pioggia ha inciso in modo determinante sull’esito della corsa, conquistata da Lando Norris su gomme Intermedie.
Il precedente del 2025
La scorsa edizione fu suddivisa in tre fasi distinte: partenza su pista bagnata con tutti i piloti su Intermedie, passaggio alle slick dopo una neutralizzazione al giro 33 (Medium o Hard in parti quasi uguali), quindi nuovo rientro ai box per montare ancora Intermedie a causa del ritorno della pioggia.
L’ultima gara interamente asciutta risale al 2024, con strategia prevalente su due soste (Medium–Hard–Hard), mentre alcuni piloti optarono per la Soft allo start.
Quarant’anni di storia
L’edizione 2026 celebra il 40° anniversario del Gran Premio d’Australia. Melbourne ospita la corsa per la 29ª volta, dopo aver raccolto il testimone da Adelaide nel 1996, sede delle prime undici edizioni.
Tra i piloti, il record di successi appartiene a Michael Schumacher con quattro vittorie, una in più rispetto a Jenson Button e Sebastian Vettel. Complessivamente sono 21 i vincitori diversi nella storia della gara, a conferma della sua imprevedibilità.
Tra i costruttori guida McLaren con 12 successi, uno in più rispetto a Ferrari.
Podium Cap Special Edition
Prosegue nel 2026 la collaborazione tra Pirelli Design e il designer Denis Dekovic per la realizzazione di 15 cappellini celebrativi dedicati ad altrettanti Gran Premi selezionati.
La collezione si apre proprio in Australia: i tre piloti sul podio indosseranno un modello ispirato al cielo dell’emisfero australe e alle stelle della bandiera australiana, disponibile anche sulla piattaforma e-commerce ufficiale Pirelli.
