Mercedes F1 racconta l’origine dei nomi delle curve di Spa-Francorchamps

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 22 Luglio 2025

Spa-Francorchamps non è solo un circuito: è un tempio della velocità, incastonato tra i boschi delle Ardenne. Ma oltre alla sua fama per l’adrenalina e i sorpassi mozzafiato, ogni curva nasconde una storia, un’origine, un piccolo mistero linguistico. Ecco un viaggio nella toponomastica da Gran Premio.

La Source (Curva 1)
È la più lenta del tracciato, ma anche una delle più esplosive al via. Il nome deriva dalle sorgenti d’acqua della zona. E quando si parla di esplosioni… ricordate Alonso che nel 2018 volò sopra Leclerc? O la maxi-carambola del 1998? Ecco, proprio lì.

Raidillon e Eau Rouge (Curve 2-3-4)
Il tratto simbolo: un concentrato di coraggio e geometria. “Eau Rouge” è il torrente dal fondo rossastro per via dell’ossido di ferro, “Raidillon” significa salita ripida. Il tutto a 15% di pendenza. Webber nel 2011 superò Alonso all’esterno qui. Pochi altri ci hanno anche solo provato.

Les Combes (Curve 5-6)
Un chicane in cima al Kemmel Straight che prende il nome da un piccolo burrone o forse da un vicino villaggio. O anche dal luogo dove Mika Häkkinen nel 2000 regalò uno dei sorpassi più belli della storia, doppio su Schumacher e Zonta. Sì, tutto in una volta.

Malmedy (Curva 7)
Un tributo alla cittadina vicina, ricca di storia. Una curva veloce che ti catapulta nel cuore del circuito e nella leggenda belga.

Bruxelles / Rivage (Curva 8)
Un tempo era solo “Rivage”, ora anche “Bruxelles”. La destra lunga e ingannevole che manda in crisi ogni assetto con il bagnato. Una spirale di difficoltà, letteralmente.

Speakers Corner (Curva 9)
Il nome non è ufficiale, ma ufficioso sì: qui sorgeva la torre degli speaker. Dopo questa curva, nel 1998, Schumacher e Coulthard regalarono il crash più rumoroso della storia tra leader e doppiato.

Pouhon (Curve 10-11)
Una doppia sinistra velocissima, omaggio alle acque ferruginose della zona. “Pouhon” significa “dove si attinge l’acqua”. E dove i piloti attingono al coraggio, aggiungiamo noi.

Fagnes (Curve 12-13)
Chiamate anche “Piff Paff”, queste due curve rapide portano il nome della riserva naturale circostante. Se vuoi fare colpo sui locali, usa il soprannome slang. Fidati.

Campus / Stavelot & Paul Frère (Curve 14-15)
“Campus” è dedicata all’università automobilistica vicina. “Paul Frère” onora un giornalista-pilota belga, vincitore a Le Mans nel 1960. Curve che raccontano storie, come i rettilinei non potrebbero mai fare.

Blanchimont (Curve 16-17)
Curve ad altissima velocità che prendono nome da… una fattoria. Sì, ma prova tu a passarci in pieno a 300 all’ora e poi ne riparliamo.

Bus Stop (Curve 18-19)
L’ultima chicane, battezzata così perché lì prima c’era davvero una fermata dell’autobus. Qui è dove finiscono le gare epiche o iniziano i drammi da highlights: vedi Hamilton vs Raikkonen 2008 o Vettel vs Button 2010.