Il Rallye Monte-Carlo 2026 si è aperto con una serata che ha già inciso profondamente sugli equilibri del Campionato del Mondo Rally. Tre prove speciali disputate in condizioni estreme hanno prodotto distacchi pesanti, polemiche sulla sicurezza e una classifica che vede Oliver Solberg saldamente al comando dopo una prestazione che ha immediatamente fatto rumore.
SS1 – Strategia vincente per Evans, Solberg subito protagonista
La prima speciale della stagione ha premiato una scelta tattica tanto rischiosa quanto efficace. Elfyn Evans è stato tra i pochi a schierarsi con due pneumatici super-soft abbinati alle gomme chiodate, una combinazione che si è rivelata decisiva sul fondo umido della prova inaugurale. Il gallese ha firmato il miglior tempo, infliggendo 5”6 al compagno di squadra Solberg.
Lo svedese ha comunque risposto presente, chiudendo secondo nonostante una dotazione di gomme meno favorevole e precedendo Sébastien Ogier, terzo al termine della prova. Il primo parziale ha già mostrato distacchi importanti, con gran parte del gruppo Rally1 oltre i trenta secondi dalla vetta.
Tra le note negative, la prestazione di Thierry Neuville, apparso subito in difficoltà di feeling e scivolato lontano dalle posizioni di vertice.
SS2 – L’impresa di Solberg cambia la gara
La seconda prova speciale ha completamente ribaltato la situazione. Solberg ha messo a segno una prestazione fuori scala, infliggendo ben 31”3 a Evans e conquistando la testa del rally. Un tempo costruito su una guida al limite in condizioni estremamente complesse, che ha evidenziato una fiducia totale nel mezzo e una gestione impressionante della situazione.
La speciale è stata invece durissima per Ogier, primo sulla strada e incapace di replicare il passo dei compagni di squadra: il distacco di oltre un minuto ha rappresentato uno dei momenti più complicati della sua lunga storia a Monte-Carlo.
Alle spalle dei battistrada si è messo in evidenza Jon Armstrong, autore di una prova solida che lo ha portato fino al terzo posto assoluto. La PS2 ha segnato anche il ritiro di Sami Pajari, fermato prima del secondo split, e l’uscita di scena di Josh McErlean.
SS3 – Nebbia fitta, polemiche e bandiera rossa
L’ultima speciale del giovedì sera è stata condizionata da una nebbia fittissima che ha acceso forti discussioni sulla sicurezza. La visibilità ridotta e l’assenza quasi totale di grip hanno spinto diversi piloti a esprimere apertamente il proprio disappunto.
Dopo tre prove, Solberg ha consolidato il comando con 44”2 di vantaggio su Evans. Ogier ha chiuso la giornata in terza posizione, a poco più di un minuto, riuscendo almeno a reagire con il miglior tempo sull’ultima prova.
Neuville, quarto, ha perso ulteriore terreno in una giornata estremamente complicata, mentre Adrien Fourmaux è scivolato indietro dopo un’uscita di strada che gli è costata 45 secondi. La prova è stata infine interrotta con bandiera rossa per gli ultimi equipaggi Rally1, ai quali verranno assegnati tempi notionali.
Il ritorno di Lancia: doppio ritiro nella prima serata
La serata inaugurale del Rallye Monte-Carlo ha segnato anche il ritorno ufficiale di Lancia nel Campionato del Mondo Rally, ma l’esordio si è rivelato estremamente amaro.
Yohan Rossel, grande favorito della vigilia in WRC2 e vincitore delle ultime tre edizioni di classe a Monte-Carlo, ha visto la propria gara interrompersi già nella prima prova speciale. Un errore su un tratto stretto lo ha portato a colpire un muro in pietra, danneggiando uno pneumatico; il successivo cedimento della sospensione anteriore ha reso inevitabile il ritiro immediato.
Il bilancio si è aggravato sulla PS2, la Esclangon / Seyne-les-Alpes da 23,8 chilometri, dove anche Nikolay Gryazin è stato costretto allo stop. Il pilota ha colpito un albero con il lato posteriore sinistro della vettura, riportando danni alla sospensione che non gli hanno permesso di proseguire. Un doppio ritiro che ha chiuso anzitempo la prima uscita iridata di Lancia, senza consentire una valutazione completa del potenziale del progetto.
Una classifica già pesante
Dopo una sola sera di gara, il Rallye Monte-Carlo ha già lanciato segnali inequivocabili. Solberg guida con un margine importante, Evans resta l’unico in grado di contenere il distacco, mentre Ogier e Neuville sono chiamati a una rimonta complessa su un terreno che non perdona. Sullo sfondo, il ritorno di Lancia si è trasformato in una partenza durissima, a conferma di quanto Monte-Carlo sappia essere spietato fin dal primo metro cronometrato.
