Il Campionato del Mondo MOTUL FIM Superbike torna in Spagna per il decimo appuntamento stagionale: il Round Tissot di Aragón. Dopo la tripletta firmata da Toprak Razgatlioglu a Magny-Cours, il pilota turco del ROKiT BMW Motorrad WorldSBK Team si presenta al MotorLand con un margine di 39 punti sul suo diretto inseguitore Nicolò Bulega (Aruba.it Racing – Ducati). Una pista che, storicamente, parla la lingua della Casa di Borgo Panigale: qui Ducati ha collezionato le ultime otto vittorie consecutive, e il campione del mondo in carica è reduce da una striscia di 12 successi di fila.
Un tracciato tecnico e selettivo
Il MotorLand Aragón, lungo 5.077 metri, alterna rettilinei veloci e settori guidati che mettono a dura prova tecnica e concentrazione. Dopo il rettilineo di partenza, i piloti affrontano subito una curva a 90 gradi, quindi la doppia 2-3 dedicata a Carlos Checa. Secondo l’ex iridato con Ducati, si tratta di una delle curve più complesse del circuito per via dell’entrata cieca e della necessità di mantenere alta la velocità in uscita, in vista della successiva curva 4.
Curva 5 impone la prima marcia e una frenata decisa, mentre la 7 rappresenta un punto cruciale per i sorpassi. Il settore più lento del tracciato si apre con la curva 9, seguito dalla discesa verso la 10, intitolata a Marc Márquez, e da una sequenza che conduce alla 12, altra curva a sinistra particolarmente impegnativa.
L’analisi di Xavi Vierge
Per Xavi Vierge (Team HRC), il terzo settore del MotorLand è quello che richiede la maggiore precisione:
“Da curva 12 a curva 15 ci sono due curve a sinistra alternate a due curve a destra. La frenata in curva 12 è delicata e l’ingresso in curva 14 è reso difficile da un piccolo avvallamento: se arrivi lungo, rischi di perdere l’anteriore. In curva 15 il cambio di direzione è molto rapido e da lì bisogna preparare bene l’uscita per affrontare il rettilineo”.
Vierge sottolinea anche le insidie della chicane 14-15: “In uscita c’è molta pressione sull’anteriore e serve grande attenzione per evitare cadute. È un tratto tecnico, basta poco per perdere tempo”.
L’ultimo settore verso la bandiera a scacchi
Il giro si chiude con due curve consecutive a sinistra: una frenata violenta seguita dalla necessità di essere estremamente precisi in traiettoria. La corretta gestione dell’uscita da curva 17 diventa decisiva per difendersi da eventuali attacchi lungo il traguardo.
Il MotorLand Aragón, con il suo mix di velocità e tecnica, rappresenta dunque un banco di prova perfetto per misurare le ambizioni di Razgatlioglu e Bulega in una fase cruciale della corsa al titolo 2025.
