La Rolex 24 At Daytona ha vissuto una delle notti più surreali della sua storia recente. La 64ª edizione della classica endurance americana è stata infatti profondamente condizionata da una fitta nebbia che ha avvolto il Daytona International Speedway, costringendo la direzione gara a neutralizzare la corsa per oltre sei ore consecutive.
La bandiera gialla è scattata alle 00:45 e la gara è tornata finalmente in regime di bandiera verde solo alle 07:19 del mattino, poco prima del raggiungimento delle 18 ore di gara. In totale, il periodo di neutralizzazione ha superato le 6 ore e 33 minuti, stabilendo il record assoluto di cautela continua nella storia della Rolex 24: 121 giri percorsi dietro la safety car, a velocità fortemente ridotta.
Un’attesa talmente lunga da costringere persino la nuova safety car IMSA – la Manthey Porsche 911 GT3 che debutterà ufficialmente nel 2026 – a rientrare ai box per il rifornimento. Un dettaglio che racconta meglio di qualsiasi statistica quanto questa notte sia stata fuori dall’ordinario.
Porsche davanti al checkpoint delle 18 ore
Al traguardo delle 18 ore, terzo e ultimo punto valido per l’assegnazione dei punti della Michelin Endurance Cup, il comando della classifica assoluta e della classe GTP era nelle mani di Laurin Heinrich al volante della Porsche 963 numero 7 del Porsche Penske Motorsport. Nonostante una sosta prolungata per la sostituzione del muso, la vettura tedesca resta pienamente in corsa per la vittoria assoluta nelle ultime sei ore.
Le altre classi vedevano al comando:
- LMP2: Sébastien Bourdais con la ORECA 07 n.8 di Tower Motorsports
- GTD PRO: Tommy Milner sulla Corvette Z06 GT3.R n.4
- GTD: Robby Foley sulla BMW M4 GT3 EVO n.96 di Turner Motorsport
A sei ore dalla bandiera a scacchi, ben 55 delle 60 vetture partite erano ancora ufficialmente in gara, un dato significativo considerando la durata della neutralizzazione.
La notte più lunga: piloti tra ironia e stanchezza
Con la gara bloccata e la visibilità ridotta al minimo, la sfida principale non è stata solo tecnica ma anche mentale. Nei box si è cercato di mantenere alta la concentrazione con battute e scherzi, mentre alcuni piloti hanno approfittato della lunga attesa per concedersi brevi momenti di riposo.
Tra i più lucidi nel cuore della notte c’è stato il giovanissimo Connor Zilisch, appena 19 anni, impegnato in un turno di quattro ore sulla Cadillac V-Series.R n.31 del team Whelen. Un’esperienza inedita anche per lui: mai, come ha raccontato, aveva guidato così a lungo a velocità ridotta, se non nel traffico stradale.
Diversi piloti hanno descritto la situazione come estremamente monotona e fisicamente impegnativa. Correre per ore a circa 100 km/h dietro la safety car ha messo a dura prova la capacità di restare vigili, con il rischio concreto di cali di attenzione. Una condizione che ha reso questa notte di Daytona una delle più dure da gestire, pur senza l’intensità del ritmo di gara.
Verso il finale
Con il miglioramento delle condizioni meteo e la gara finalmente tornata a pieno regime, la Rolex 24 si prepara ora al suo atto conclusivo. Le ultime sei ore promettono battaglia vera, dopo una notte che resterà negli annali più per la pazienza richiesta che per la velocità espressa.
La diretta streaming prosegue negli Stati Uniti su Peacock, con il finale trasmesso anche su NBC, mentre il pubblico internazionale può seguire la corsa su IMSA.TV e sul canale YouTube ufficiale IMSA.
