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New year, new possibilities: a un giorno dal via la Dakar 2026 entra nel vivo a Yanbu

© A.S.O. DPPI / Florent Gooden

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 2 Gennaio 2026

Il nuovo anno si apre con il deserto che chiama. A Yanbu, quando manca un solo giorno al prologo che inaugurerà la 48ª edizione della Dakar, le verifiche tecniche e amministrative hanno dato ufficialmente il via alla settimana più attesa del rally raid mondiale. Il bivacco è già un concentrato di ambizioni, ritorni eccellenti, giovani promesse e visioni rivolte al futuro.

Toyota detta il ritmo fin dalle verifiche

Le protagoniste assolute di questa prima giornata sono state le Toyota Hilux, schierate in numeri e livree diverse, ma tutte con un obiettivo comune: vincere. A guidare il gruppo c’è il campione in carica Yazeed Al Rajhi, reduce da una stagione segnata dall’incidente alla Baja Jordan che gli ha causato due vertebre fratturate. Nonostante questo, il saudita si presenta determinato e fiducioso, pronto a difendere il titolo conquistato in casa nel 2025.

Tra i primi avversari c’è ancora Henk Lategan, secondo lo scorso anno e consapevole di quanto la Dakar possa cambiare volto da un giorno all’altro. Il livello è altissimo e il margine d’errore minimo. A completare il quadro dei grandi nomi spicca Toby Price, due volte vincitore della Dakar in moto, che dopo un debutto complicato sulle quattro ruote nel 2025 torna con un messaggio chiaro: la vittoria assoluta resta il suo obiettivo.

Giovani sempre più protagonisti

La forza di Toyota si misura anche nella profondità della sua line-up. Seth Quintero e Saood Variawa hanno già dimostrato di poter vincere tappe, mentre João Ferreira guarda alla classifica generale con crescente fiducia, convinto che il divario con i big si stia rapidamente assottigliando.

Grande attesa anche per Eryk Goczał, al debutto nella classe regina dopo il titolo SSV conquistato giovanissimo. Il polacco affronta la sfida con una T1+ Hilux e con il supporto di una vera dinastia familiare, rappresentata dal padre Marek e dallo zio Michał.

Peterhansel cambia prospettiva

Tra i ritorni più simbolici c’è quello di Stéphane Peterhansel, alla sua 36ª Dakar. Questa volta, però, “Monsieur Dakar” ha scelto un progetto diverso, lontano dai prototipi: la categoria Stock, al volante del Defender D7X-R. L’obiettivo non è la vittoria assoluta, ma il successo di classe, sfidando il dominio storico dei Toyota Land Cruiser. Con lui anche Rokas Baciuška e Sara Price, pronti a dare peso al progetto britannico.

Il ritorno di Baumel

Una delle storie più significative di questa edizione è il rientro di Mathieu Baumel. Dopo il grave incidente di inizio 2025, il navigatore francese ha bruciato le tappe del recupero e torna in gara al fianco di Guillaume de Mévius con Mini X-raid. L’obiettivo è realistico ma ambizioso: una top-5 finale e, se possibile, una vittoria di tappa dal valore profondamente simbolico.

Original by Motul: l’avventura pura

La Dakar resta anche sinonimo di sfida estrema e spirito originario, incarnato dalla categoria Original by Motul. Ventisei piloti senza assistenza affrontano il deserto contando solo su se stessi. Il direttore di gara David Castera ha voluto sottolineare il valore umano di questi concorrenti, veri custodi dell’anima della Dakar. Tra i favoriti spicca Emanuel Gyenes, già vincitore nel 2020 e nel 2025, affiancato da una pattuglia di debuttanti pronti a vivere la loro prima grande avventura.

Saudi Next Gen e Dakar Future

Lo sguardo è già rivolto al domani. Il progetto Saudi Next Gen apre la sua seconda stagione con giovani piloti provenienti da discipline diverse, accompagnati in un percorso di crescita che va oltre la guida. Parallelamente, il programma Dakar Future conferma la gara come laboratorio a cielo aperto: biocarburanti, soluzioni a basse emissioni e, soprattutto, l’idrogeno.

Toyota Gazoo Racing continua lo sviluppo di carburanti sostenibili insieme a Repsol, mentre l’annuncio più ambizioso guarda al 2027, con Inocel e il team X-raid di Sven Quandt pronti a portare in gara un veicolo a idrogeno per la Mission 1000, proseguendo il percorso avviato da Mike Horn.

A Yanbu, dunque, il 2026 è già iniziato. Manca solo un giorno al prologo, poi sarà il deserto a parlare. E come sempre, alla Dakar, nulla è scontato.