Norris, notte di gloria ad Abu Dhabi: il terzo posto che vale un mondiale

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 7 Dicembre 2025

La stagione 2025 si è chiusa nel modo più teso e spettacolare possibile: un titolo in bilico fino all’ultimo metro, tre piloti ancora in lotta, e una notte araba che ha consegnato finalmente a Lando Norris il suo primo, soffertissimo Mondiale di Formula 1. Lo ha fatto senza vincere la gara decisiva, ma con quel terzo posto che gli serviva come l’aria: un piazzamento che vale oro, storia, e un nome inciso per sempre nell’albo d’oro dello sport.

Il britannico della McLaren ha tagliato il traguardo alle spalle di Max Verstappen, autore di una prova impeccabile, e del compagno di squadra Oscar Piastri, vero protagonista di uno dei sorpassi più coraggiosi dell’intero campionato. Al termine di 58 giri che hanno ribaltato pronostici, strategie e nervi, il margine finale tra Norris e Verstappen si è ridotto a soli due punti. Una cifra minima per una battaglia che ha travolto 23 Gran Premi e che si è decisa soltanto al calare dell’ultima bandiera a scacchi.

Una partenza da brividi

Scattato secondo tra i due rivali diretti, Norris ha visto sfumare la posizione al via per mano di Piastri, autore di un sorpasso spettacolare all’esterno di Curva 9. Per McLaren sono stati istanti di tensione pura: la manovra ha rimescolato immediatamente gli equilibri della corsa, obbligando Norris a difendersi dagli attacchi di Charles Leclerc e a navigare un primo stint fatto di gestione, calcoli e resistenza.

Leclerc ci ha provato più volte, sfruttando il DRS per farsi minaccioso. Poi è toccato alla strategia entrare in gioco: dopo il primo pit stop, Norris è rientrato nel traffico, dovendo superare Antonelli, Stroll e Lawson in rapida sequenza, nel momento forse più delicato della sua cavalcata verso il titolo.

Il duello con Tsunoda e l’incertezza dei commissari

Il momento più teso della gara è arrivato al sorpasso su Yuki Tsunoda, protagonista di una difesa al limite che ha costretto Norris quasi sull’erba. Doppia investigazione, rischio penalità e pochi secondi per respirare: Tsunoda ha ricevuto una sanzione per la sua condotta, mentre il sorpasso di Norris è stato giudicato regolare. È stato il punto di svolta psicologico della gara.

A quel punto restava una sola cosa da fare: mantenere il ritmo necessario per tenere a distanza Leclerc, con gli ingegneri McLaren che si alternavano tra incoraggiamenti e calcoli sul gap.

Verstappen e Piastri, maestri di ritmo

Davanti, Verstappen aveva già chiuso il suo cerchio. Pole position, gestione accurata e ritmo costante. Nulla da rimproverare: l’olandese ha fatto il massimo per rimettere in discussione il Mondiale, ma serviva un errore o un passo falso del rivale, che non è arrivato.

Piastri, nel suo stint lungo su gomme dure, ha persino guidato la gara per diversi giri prima di cedere la prima posizione e poi piazzarsi secondo al traguardo, chiudendo un mondiale concreto e maturo.

L’arrivo e l’abbraccio con la storia

Gli ultimi giri sono stati una lunga apnea: Norris ha consolidato un margine di sicurezza su Leclerc, e quando ha tagliato il traguardo oltre 15 secondi dopo Verstappen, il paddock ha trattenuto il fiato per un istante prima di esplodere. Terzo posto, titolo mondiale, liberazione totale.

Norris si è lasciato andare alle emozioni in una radio che racconta anni di attesa, lavoro e pressioni: “Oh God! I’ve not cried in a while… I didn’t think I’d cry but I did.” Poi i ringraziamenti, l’abbraccio ai genitori, e la consapevolezza di aver finalmente raggiunto ciò che ha inseguito fin dai kart.

A chiudere la serata, i donut sulla linea del traguardo e un pubblico in delirio.

Una top 10 combattuta

Alle spalle dei primi tre, Leclerc ha chiuso un solido quarto posto, davanti a Russell e a un ritrovato Alonso. Ottimo anche Ocon, capace di battere Hamilton nella lotta al settimo posto. Hulkenberg, nel giorno del suo 250° GP, si è regalato due punti preziosi, con Stroll decimo nonostante una penalità.

Dietro, penalità, duelli e strategie hanno mescolato le carte: Bearman, Sainz, Tsunoda e Antonelli hanno animato la parte centrale del gruppo, mentre Alpine ha chiuso un’altra domenica da dimenticare.