Nel silenzio carico di aspettative della Heritage Facility Mercedes-AMG Petronas F1, tra Brackley e Brixworth, prende forma una delle stagioni più radicali degli ultimi decenni. Il 2026 segna l’ingresso in una nuova era regolamentare per la Formula 1 e la Casa di Stoccarda si presenta all’appuntamento con un progetto profondamente rinnovato: la W17, una monoposto che sintetizza anni di sviluppo su power unit, telaio, aerodinamica e gestione energetica.
Wolff: “Una macchina compatta, agile e completamente diversa”
A fare da guida in questo viaggio è Toto Wolff, Team Principal e CEO del Mercedes-AMG Petronas Formula One Team. L’atmosfera, racconta Wolff, è di entusiasmo puro: la W17 è più piccola, compatta e maneggevole, con una livrea che sottolinea il cambio generazionale. I primi chilometri tra Silverstone e il recente shakedown di Barcellona hanno confermato soprattutto un aspetto chiave: l’affidabilità. Obiettivo centrato in una fase in cui interpretare le prestazioni assolute è ancora impossibile, complice l’assenza di veri confronti a parità di condizioni.
Secondo Wolff, il nuovo regolamento aggiunge una dimensione strategica inedita: non solo velocità pura, ma gestione intelligente dell’energia, quasi una partita a scacchi in pista. Un elemento che promette di rendere le gare più imprevedibili e coinvolgenti, senza snaturare il principio fondamentale: vince il miglior pilota con la miglior macchina.
Power unit 2026: nasce un equilibrio 50/50
Il cuore della rivoluzione è la power unit. Hywel Thomas, Managing Director di Mercedes-AMG High Performance Powertrains, spiega come il progetto 2026 parta letteralmente da zero: nessun componente ereditato dal passato. L’MGU-H scompare, mentre l’MGU-K cresce fino a 350 kW, portando a un equilibrio quasi perfetto tra parte elettrica e termica. Il flusso di carburante ridotto cambia radicalmente il modo di sfruttare il motore in pista, imponendo una nuova filosofia di utilizzo e di gestione dell’energia.
Lo sviluppo non è stato un “via” improvviso, ma un percorso condiviso con FIA e costruttori, volto a individuare le aree di massima sensibilità prestazionale. Un lavoro iniziato anni fa e culminato ora in una power unit profondamente diversa da qualsiasi altra vista prima.
Il ruolo chiave del carburante sostenibile
Accanto al motore, il carburante diventa protagonista. Datuk Sazali Humza, CEO Downstream di Petronas, racconta l’introduzione di un carburante avanzato e sostenibile, sviluppato in oltre due anni partendo da feedstock rinnovabili e materiali di scarto non alimentari. Una scelta che rappresenta un passaggio simbolico e tecnico fondamentale: il carburante resta il cuore della Formula 1, ma ora senza compromessi sulle prestazioni.
La sinergia tra Mercedes e Petronas, attiva da oltre 15 anni, si estende anche a lubrificanti e fluidi di trasmissione, confermando un approccio integrato allo sviluppo della power unit. Un know-how che, nelle intenzioni, avrà ricadute anche sulle soluzioni per la mobilità di tutti i giorni.
Allison e il telaio: aerodinamica attiva e massima efficienza
Sul fronte telaio, James Allison definisce il 2026 come il cambiamento più significativo dei suoi 35 anni in Formula 1. Nuove power unit, nuove regole per il telaio, nuove gomme e una gestione elettronica completamente rivista. Le vetture sono più leggere, strette e corte, pensate per massimizzare l’efficienza complessiva.
Elemento centrale è l’aerodinamica attiva. Il concetto supera il DRS tradizionale: la riduzione di resistenza sul rettilineo diventa disponibile sempre, su ogni giro e per ogni vettura, mentre l’ala anteriore lavora in sinergia per mantenere il bilanciamento. A questo si aggiungono l’“overtake mode”, legato alla gestione dell’energia elettrica quando si è vicini a un avversario, e il “boost button”, che consente al pilota di sprigionare tutta la potenza elettrica disponibile, accettando il rischio di pagare il conto più avanti nel giro.
Affidabilità sorprendente e curiosità tecnica
Uno degli aspetti più inattesi dei primi test è stato il livello di affidabilità: niente “sinfonia di bandiere rosse”, ma chilometri macinati con una solidità paragonabile – se non superiore – a quella di progetti molto più maturi. Un segnale incoraggiante che permette ai team di concentrarsi fin da subito sulle prestazioni.
Come da tradizione, l’uscita allo scoperto dei nuovi progetti ha acceso la curiosità reciproca tra le squadre: osservare, fotografare, capire e, se necessario, copiare. Un gioco dichiarato e accettato, parte integrante della Formula 1 moderna.
Russell, Antonelli e Vestey: la W17 vista dall’abitacolo
Dal punto di vista dei piloti, George Russell parla di una vettura più leggera, agile e divertente da guidare, con una power unit impressionante quando si sfruttano boost e modalità di sorpasso. Kimi Antonelli, al secondo anno nel team, conferma sensazioni positive: la W17 è diversa, ma più intuitiva e veloce, capace di regalare emozioni forti già dal primo giro lanciato. Per Fred Vesti, promosso terzo pilota, il progetto rappresenta il culmine di migliaia di ore di lavoro al simulatore e un passo importante nel percorso verso la griglia di partenza.
Verso Bahrain e Melbourne
Con i test in Bahrain alle porte e il debutto stagionale a Melbourne sempre più vicino, Mercedes sa di non avere ancora un quadro chiaro dei valori in campo. Ma la sensazione interna è quella di un progetto solido, tecnicamente avanzato e pronto a giocarsi le sue carte in una Formula 1 completamente nuova. Il vero verdetto arriverà solo in qualifica, ma una cosa è certa: il 2026 non sarà una semplice evoluzione, bensì un autentico punto di svolta.
