Il 2025 non è stato l’anno che Peugeot immaginava per il proprio programma Hypercar, ma è stato probabilmente quello più importante per costruire il futuro. Tra risultati altalenanti e progressi concreti, la stagione ha fornito al marchio francese una fotografia chiara: la 9X8 non è ancora una vettura vincente con continuità, ma ha finalmente imboccato una traiettoria credibile verso l’alto.
L’obiettivo ora è esplicito: trasformare il potenziale emerso nel finale del 2025 in risultati concreti nel FIA World Endurance Championship 2026, con un occhio inevitabilmente puntato sulla 24 Hours of Le Mans.
Una stagione di costruzione più che di risultati
Dopo il buon epilogo del 2024, impreziosito dal podio in Bahrain, Peugeot aveva iniziato il 2025 con aspettative elevate. La realtà del campionato Hypercar, però, si è rivelata più complessa. I risultati non sono arrivati con la regolarità sperata, ma il lavoro tecnico non si è mai fermato.
Una delle decisioni più significative è stata l’utilizzo anticipato del joker regolamentare, concentrato sull’area sospensioni già in occasione della 1812 km del Qatar. Una scelta che ha segnato un punto di svolta nello sviluppo della 9X8, consentendo di correggere limiti strutturali emersi nelle prime fasi del progetto.
Due vetture, un solo obiettivo
Nel 2025 Peugeot ha schierato due Hypercar: la #93 con Paul di Resta, Mikkel Jensen e Jean-Éric Vergne, e la #94 affidata a Loïc Duval, Malthe Jakobsen e Stoffel Vandoorne. L’inverno precedente alla stagione è stato sfruttato per test intensivi e per un lavoro mirato sull’affidabilità, aspetto che nel corso dell’anno ha mostrato segnali di miglioramento tangibili.
Le Mans: la gara che ha mostrato limiti e maturità
Alla 93ª edizione della 24 Ore di Le Mans, Peugeot si è presentata con una preparazione solida e un clima interno positivo. In gara, il team ha scelto di percorrere una strada diversa rispetto a molti rivali, puntando su stint più lunghi e su una gestione aggressiva degli pneumatici per ridurre il numero di soste.
La strategia ha funzionato per lunghi tratti, ma alcuni episodi hanno compromesso il risultato finale. La #94, stabilmente nelle prime dieci posizioni, è stata penalizzata da un contatto che l’ha relegata al 12° posto finale. La #93, invece, ha visto la propria corsa compromessa fin dalle prime ore da un’uscita di pista alle Porsche Curves per evitare una GT3, seguita da danni e da un problema allo sterzo che ha fatto perdere circa dieci minuti complessivi. Nonostante tutto, entrambe le vetture hanno tagliato il traguardo, segnale di una solidità operativa ormai acquisita.
Il vero volto della 9X8 nel finale di stagione
È nella seconda parte del campionato che il progetto Peugeot ha iniziato a mostrare il suo vero valore. Il terzo posto ad Austin con la #94 e, soprattutto, il secondo posto alla 6 Ore del Fuji con la #93 – miglior risultato assoluto della 9X8 nel FIA WEC – hanno confermato che il lavoro tecnico stava dando i frutti attesi.
La stagione si è chiusa con il settimo posto nel campionato costruttori Hypercar, davanti ad Aston Martin. Un piazzamento che, letto isolatamente, può sembrare modesto, ma che assume un peso diverso se inserito in un contesto di crescita continua.
Cambiamenti chiave in vista del 2026
Il 2026 segnerà anche un passaggio importante a livello manageriale. Con il ritiro di Jean-Marc Finot, dal 31 gennaio Olivier Jansonnie assumerà la guida di Stellantis Motorsport. Una scelta di continuità, basata sulla profonda conoscenza del progetto e sulla necessità di stabilità tecnica in una fase cruciale.
Sul fronte piloti, Peugeot ha deciso di rafforzare ulteriormente il proprio schieramento. Théo Pourchaire, dopo un anno da riserva, entrerà stabilmente nella #94 al fianco di Duval e Jakobsen, mentre Nick Cassidy porterà esperienza e velocità aggiuntiva al programma Hypercar.
Il momento della verità
Con una vettura più matura, una struttura tecnica consolidata e una line-up rinforzata, Peugeot si presenta al 2026 con un obiettivo chiaro: vincere. Prima nel FIA WEC, poi a Le Mans, dove il marchio francese cerca un successo che manca dal 2009.
Il tempo della sperimentazione sembra finito. Per il Leone, il 2026 non è più una stagione di transizione, ma il banco di prova definitivo di un progetto che ora deve dimostrare di poter stare stabilmente al vertice.
