Phillip Island accende il 2026: tra sogni Mondiali, nuove sfide e voglia di riscatto

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 19 Febbraio 2026

Il conto alla rovescia è finito: al Superbike World Championship 2026 basta parlare. A Phillip Island si è chiuso il capitolo delle parole e si è aperto quello dei fatti. I briefing del giovedì al Phillip Island Grand Prix Circuit hanno messo sul tavolo ambizioni, dubbi e promesse. E le dichiarazioni dei protagonisti raccontano un campionato che si annuncia più aperto che mai.

Lecuona e Bulega: Ducati tra certezze e margini di crescita

Debutto in rosso ufficiale per Iker Lecuona, che non usa mezze misure: arriva “nel miglior team, con la miglior moto”. Con Aruba.it Racing – Ducati, lo spagnolo sente di avere finalmente l’occasione per lottare davvero per il titolo. Dopo anni complicati e segnati dagli infortuni, parla di serenità e di un approccio diverso al lavoro. Nei test ha girato al 90% del suo potenziale, ma è convinto di avere ancora margine.

Dall’altra parte del box, Nicolo Bulega guarda alla nuova Panigale V4R con realismo: moto completamente nuova, tanto da capire, ma anche segnali positivi. Il nuovo forcellone – sottolinea – aiuta in frenata e rende l’uscita meno nervosa. A Phillip Island ha ricordi dolcissimi, tra vittorie in WorldSSP e il tris dello scorso anno in SBK. Ma avverte: il gruppo davanti sarà folto.

BMW tra entusiasmo e prudenza

In casa ROKiT BMW Motorrad WorldSBK Team, le parole sono un mix di fiducia e cautela.

Danilo Petrucci sente il peso delle aspettative: arriva nel team campione degli ultimi due anni e sa che non sarà semplice. La moto lo convince – “molto, molto buona” – ma serve tempo per capirla, soprattutto su una pista come Phillip Island, con tante curve lunghe e poche frenate violente. È fiducioso, ma ammette un pizzico di nervosismo.

Per Miguel Oliveira, nuova avventura e nuova categoria. L’adattamento procede, ma non è ancora il momento di estrarre il massimo dalla moto. Il potenziale c’è, ma serve tempo. Un piazzamento in top five sarebbe realistico; andare oltre, per ora, sarebbe ambizioso.

Bautista riparte, Yamaha costruisce

Nuovo capitolo anche per Alvaro Bautista, ora con il Barni Spark Racing Team. Due titoli mondiali in bacheca, ma il passato – dice – non garantisce risultati nel presente. Cerca direzione, feeling e continuità. Non si aspetta di essere subito al massimo, ma vuole chiudere il weekend con segnali concreti di crescita.

In casa Yamaha, Xavi Vierge parla di adattamento “super-veloce” alla nuova moto del Pata Maxus Yamaha. Base solida, ma ancora poco chilometraggio per capire il reale potenziale. Sarà il weekend australiano a dare le prime risposte.

Al GYTR GRT Yamaha WorldSBK Team, occhi puntati su due storie diverse:

  • Stefano Manzi, al debutto in SBK, ammette che adattarsi è una cosa, andare forte un’altra. Più potenza, più carico in frenata, più divertimento. Ma servono ore in sella.
  • Remy Gardner, invece, arriva da un inverno complicato: braccio rotto e spalla lussata dopo un incidente in allenamento. Recupero graduale, weekend in salita e sviluppo ancora in corso.

Lowes e l’equilibrio che può cambiare tutto

Con la nuova KB998 Rimini del bimota by Kawasaki Racing Team, Alex Lowes vede progressi chiari rispetto a dodici mesi fa. L’obiettivo è lavorare forte già dal venerdì e puntare al podio. Ma la sua analisi è forse la più interessante: tra il secondo e il decimo posto, chiunque può salire sul podio. Tradotto: equilibrio massimo.


Il semaforo verde scatterà venerdì 20 febbraio alle 11:20 (ora locale) con la prima sessione di prove libere. Dal mare di Phillip Island al rettilineo di partenza, il 2026 del WorldSBK è pronto a scrivere nuove storie. E, dalle parole ascoltate, nessuno ha intenzione di fare da comparsa.