Il conto alla rovescia verso il primo round del Campionato del Mondo Superbike 2026 è ufficialmente iniziato. Il 16 e 17 febbraio, sul tracciato del Phillip Island Grand Prix Circuit, il team GYTR GRT Yamaha WorldSBK Team ha completato l’ultima sessione di test pre-stagionale prima dell’appuntamento inaugurale in programma sullo stesso circuito dal 20 al 22 febbraio.
Due giornate intense per Remy Gardner e Stefano Manzi, dedicate più alla costruzione del pacchetto tecnico in vista della gara che alla ricerca del tempo assoluto.
Gardner: lavoro metodico e crescita progressiva
Per il padrone di casa Remy Gardner, il test australiano ha rappresentato un ulteriore passo nel percorso di preparazione alla nuova stagione. Nella prima giornata, il focus è stato chiaramente orientato verso il programma tecnico e il recupero della piena confidenza in sella alla Yamaha R1. Con 61 giri completati, l’australiano ha fermato il cronometro sull’1’31.350, chiudendo 21° nella combinata.
Nel Day 2 l’approccio non è cambiato: valutazione di componenti, affinamento del setting e lavoro mirato in ottica gara. Il miglioramento cronometrico è arrivato con un 1’30.269, tempo che gli è valso la 17ª posizione complessiva al termine dei due giorni. Un progresso concreto, maturato attraverso una solida mole di lavoro, nonostante qualche difficoltà fisica ancora da smaltire.
Gardner ha sottolineato come non siano state giornate semplici, ma ha evidenziato l’importanza di aver finalizzato alcune soluzioni di setup e provato diverse configurazioni prima del weekend di gara. Due giorni di recupero ora separano il pilota australiano dal primo semaforo verde della stagione.
Manzi: velocità e determinazione al debutto in Superbike
Dall’altra parte del box, il rookie Stefano Manzi ha vissuto un test intenso ma produttivo. Per il campione in carica della Supersport, si trattava della prima esperienza con la Yamaha R1 a Phillip Island, banco di prova impegnativo per chiunque.
La prima giornata è stata caratterizzata da un avvio movimentato con una caduta nelle fasi iniziali. L’italiano non si è però lasciato condizionare: 70 giri completati e miglior crono di 1’30.623, con la 13ª posizione a fine giornata, segno di un adattamento rapido al nuovo contesto.
Nel Day 2 Manzi ha continuato a spingere, abbassando immediatamente il proprio riferimento di oltre mezzo secondo rispetto al giorno precedente. Il tempo di 1’30.110 gli è valso il 14° riscontro cronometrico, prima che una caduta alla curva 2 interrompesse prematuramente la sessione mattutina dopo soli 15 giri.
Dichiarato idoneo a proseguire, il pilota italiano è tornato in pista nel pomeriggio, completando ulteriori tornate utili in ottica gara, pur accusando gli effetti dell’incidente. Con 49 giri totali nella seconda giornata, Manzi ha chiuso il test in 15ª posizione nella classifica combinata, archiviando un’uscita pre-stagionale positiva in vista del suo debutto in WorldSBK.
Nelle sue dichiarazioni, Manzi ha evidenziato la soddisfazione per il lavoro svolto e per i progressi compiuti, pur riconoscendo che il percorso di crescita sarà lungo. Gardner, dal canto suo, ha ribadito la volontà di restare fiducioso, forte dei passi avanti fatti sul piano tecnico.
Phillip Island ha dunque offerto indicazioni utili e chilometri preziosi. Ora la parola passa alla gara: il primo capitolo del 2026 è pronto a essere scritto.
