Nella tradizionale conferenza stampa del giovedì del Mexico City Grand Prix 2025 sono emersi i punti caldi della volata mondiale e delle lotte interne al paddock. Nella Parte 1 hanno parlato Oscar Piastri (McLaren), Yuki Tsunoda (Red Bull Racing) e Liam Lawson (Racing Bulls); nella Parte 2 spazio a Kimi Antonelli (Mercedes), Carlos Sainz (Williams) e Nico Hülkenberg (Kick Sauber).
Piastri: “Guardo solo a massimizzare me stesso e la macchina”
Il leader del mondiale Oscar Piastri ha ribadito che la rincorsa di Lando Norris e Max Verstappen non cambia il suo approccio: l’obiettivo resta “andare il più forte possibile e tirare fuori il massimo da ogni weekend”. Preferisce “essere cacciato che cacciatore” solo perché significa aver fatto bene fin qui, e sottolinea il valore della costanza: Red Bull e Max “nelle ultime gare hanno trovato continuità”.
- Austin review e rapporti interni McLaren. Analizzata la Sprint di Austin, Piastri si attribuisce “un grado di responsabilità” sull’episodio con Norris e conferma che da questo weekend “si riparte da zero” e senza ripercussioni per nessuno dei due. Chiarisce anche che le conseguenze post-Singapore a carico di Norris sono state rimosse.
- Forma e pista di Città del Messico. Sul confronto di performance: “Difficile prevedere chi sarà forte qui in altura; proveremo a massimizzare il nostro pacchetto”.
- Gestione del primo giro. Con la lunghissima corsa verso Curva 1 non esiste una ricetta: “A volte funziona l’interno, a volte l’esterno, a volte il centro: devi fidarti dell’istinto”.
- Paragoni con i titoli in F3 e Formula Renault. Vede “alcune somiglianze” con stagioni in cui vinse all’ultima ma oggi si sente “più forte” e con “evidenze di saper chiudere i campionati”.
- Rimonta di Verstappen. Non è qualcosa su cui “valga la pena concentrarsi”: la priorità è “estrarre il massimo da me stesso, dalla macchina e dal team”.
- Calendario finale. Cinque piste diverse ma “sarà vicino ovunque” e conterà più “chi massimizza il proprio pacchetto” che l’abbinamento circuito-vettura.
- “Giochini” in griglia. Sul caso del nastro di riferimento rimosso in griglia: “Sono nei loro diritti, ma ad Austin sono arrivati troppo tardi: è gamesmanship, ognuno abbia la sua opinione”.
- Sensazioni post-COTA. I problemi avvertiti domenica ad Austin sono “specifici di COTA”; analisi alla mano, non chiede cambi di telaio: “Niente di drasticamente sbagliato”.
Pato O’Ward in FP1 per McLaren: Piastri ritiene utile “un’altra prospettiva di guida” per lavorare sulla macchina. L’importanza del Messico nella corsa al titolo? “Come le altre quattro gare: voglio vincere, ma nessuna è ‘più speciale’ delle altre”.
Lawson: velocità in qualifica, punti sfiorati e futuro in bilico
Liam Lawson esce da Austin con il rammarico di due gare ai margini della zona punti: “Qualifica veloce, in gara ci è mancato qualcosa e non abbiamo messo tutto insieme”. Nulla di “drastico” da cambiare: serve “estrarre tutto e correggere un paio di dettagli”.
- Effetto altura. “Onestamente, nessuna idea: le previsioni contano poco, veniamo col miglior pacchetto e vediamo”.
- Settimane decisive. Il contratto 2026 e la posizione costruttori rendono il periodo importante, ma l’approccio “non cambia”: massimizzare ogni weekend.
- Ha fatto abbastanza per restare? “Ho imparato dagli errori e fatto tutto ciò che potevo; continuerò così”.
- FP1 saltata. Accetta la scelta del team (pista che evolve molto, sessione poco rappresentativa; Ayumu ha buona conoscenza): “Non è ideale, ma qui ha senso e ho già guidato a Città del Messico”.
Tsunoda: crescita evidente e ruolo di scudiero
Yuki Tsunoda vive un momento in progresso: “Punti in entrambe le gare ad Austin, sono sulla traiettoria giusta”. Sulla permanenza in Red Bull nel 2026: “Ho fatto grandi passi; decideranno loro l’allineamento, io continuo a meritarmi il sedile”.
- Origine del miglioramento. Non solo set-up: il salto è soprattutto nel long run, punto debole a inizio stagione; decisivo “il supporto del team e di Laurent/ingegneri”.
- Obiettivo costruttori. Vede “potenziale per il P2 a squadre” e per aiutare Max verso il titolo: “Devo stare davanti agli avversari e fare strategia a favore del team (stint lunghi, creare opportunità)”.
- Dopo Austin con Lawson. Nessun chiarimento “in persona”, ma Tsunoda si è “scusato con team e VCARB” per parole “inutili” dette ai media: “È un momento intenso, soprattutto in qualifica contano dettagli minuscoli”.
- Nastro in griglia. Più che giochi psicologici, il tema per lui è la visibilità della linea arancione con le F1 attuali: “È molto difficile vederla; spero sia meglio nel 2026”.
- Regole d’ingaggio intra-McLaren: Piastri chiarisce che sono semplici: “Non toccarsi”.
- Tempistiche sulle sedute di mercato Red Bull: sia Lawson sia Tsunoda preferirebbero saperlo, ma “non cambia l’approccio”; Tsunoda conosce bene le dinamiche del gruppo.
- Supporto Piastri da parte di O’Ward in FP1: utile per sviluppo e confronto dati.
Hülkenberg: weekend “in finestra” a Austin, ma l’altura è un’incognita
Nico Hülkenberg ha vissuto un Austin positivo (punti domenica, Sprint compromessa dall’incidente alla 1): “Dal primo giro di libere la vettura era in un happy place”. A Città del Messico non dà nulla per scontato: serve “ritmo, armonia, finestra giusta di gomme e set-up”. La lotta costruttori con Aston Martin (10 punti) è “apertissima”, in un midfield in cui “nessuno ha vantaggio intrinseco”.
Sul grid box: non usa il nastro, si affida alla vista; con queste auto “non è facile per nessuno”.
- Progressi e qualifica. La sensazione “è migliorata di recente”, ma “non ci sono garanzie”; oggi sente la macchina “sotto di sé” e vuole portare la forma fino a fine anno.
- Transizione Audi 2026. Rifiuta la narrativa di crescita lineare: stagione “a ondate” tra i due piloti, ma il progetto lavora su breve e medio termine in parallelo.
Sainz: penalità “sproporzionata”, forma in ascesa e memoria dolce del Messico
Carlos Sainz definisce “completamente sproporzionata” la penalità di 5 posizioni comminata dopo Austin (“accetto la mia parte di responsabilità, ma guardando dati e on-board è difficile da capire”). Non cambierà l’approccio: “Devo qualificarmi il più avanti possibile per minimizzare il malus e rimontare”. Si dice in un momento “in cui tutto è cliccato: molto veloce al sabato e ancora di più la domenica”.
- Obiettivi ultime cinque gare. Punti pesanti in piste “target” come Messico (spera simile ad Austin) e Las Vegas. Dopo i podi di Baku e Austin, l’idea è “costruire slancio fino al 2026”, con tanto lavoro in simulatore e in fabbrica.
- Difficoltà sorpassi F1 attuale. Pieno accordo con Russell: dal 2022 in poi seguire è diventato più duro, gomme più robuste riducono il degrado e il delta utile: si finisce con gare a una sosta spesso statiche. Suggerisce di essere “proattivi” con Pirelli e regolamenti (DRS più lunghi quando serve).
- Ricordo della vittoria 2024 in Messico (ultima Ferrari): per lui è soprattutto “una spinta di autostima” in un momento percepito come una delle ultime chance prima del passaggio in Williams. L’affetto dei tifosi messicani da allora “è speciale”.
- Allineamento in griglia. Ha una “linea di riferimento” naturale sulla carrozzeria che coincide con la linea gialla: la considera “basic racing fairness” e si offre di condividerla con chi ne abbia bisogno. Le discussioni su linee guida e sanzioni preferisce portarle al meeting di Qatar: “Una guideline non è una regola”.
Antonelli: svolta mentale dopo Monza, ora conta il processo
Kimi Antonelli archivia il contatto di Austin con Sainz (“visi diversi sull’episodio, peccato perché eravamo messi bene”) e guarda al positivo: ritmo forte in aria pulita, dispiacere per la Q3 (perdita DRS per il tasto sul dosso al giro decisivo). Sulla qualifica: “Con distacchi così piccoli, la posizione pista è tutto; il click sarà mettere tutto insieme in Q3”.
- La “virata” di metà stagione. Dopo un’estate europea “buia”, frustrazione in crescita e risultati mancati, post-Monza c’è stato un grande meeting col team: da allora Kimi si concentra su basi e processo, non sull’esito. “Guidare bene, mettere insieme i pezzi: il risultato viene da sé”.
- Sorpassi e gomme. Avverte “massiva differenza” tra aria pulita e sporca; le Pirelli più robuste allungano gli stint e riducono le occasioni. Anche con grandi vantaggi di passo (es. su Leclerc a Singapore) resti bloccato per decine di giri.
- Titolo 2025 e rimonta di Verstappen. Se Red Bull mantiene questa forma “è possibile”: Max “non ha nulla da perdere” e questo lo rende più pericoloso.
- Importanza di Qualifica e Curva 1: tutti concordano sul peso enorme della posizione dopo lo start; il rischio è avere gare “statiche”.
- Max può vincere il titolo? Antonelli, Sainz e Hülkenberg rispondono sì: è possibile, se McLaren non alza il livello e Red Bull non incappa in un passo falso.
- Trucchi di posizionamento in griglia: differenze da vettura a vettura; alcuni usano riferimenti visivi, altri nastri; con le monoposto attuali è oggettivamente difficile.
Notazioni finali
- Lawson vs Tsunoda – dopo Austin: toni distesi, ammissione di Tsunoda di aver ecceduto a caldo con i media.
- Linee guida vs regole: Sainz chiede chiarezza e coerenza nell’applicazione; la discussione ampia è rinviata al confronto collegiale.
- McLaren: Piastri conferma “clean slate” interno e la rimozione delle sanzioni interne pregresse a Norris.
Riepilogo in 6 punti
- Piastri: focus totale su sé stesso; “reset” con Norris e nessuna ripercussione interna; problemi di COTA circoscritti.
- Red Bull: Tsunoda in crescita, pronto a fare gioco di squadra per Verstappen; tema visibilità in griglia.
- Racing Bulls: Lawson veloce il sabato, cerca completezza la domenica; FP1 saltata per scelta tecnica.
- Williams: Sainz giudica “sproporzionata” la penalità; punta a punti pesanti qui e a Las Vegas.
- Mercedes: Antonelli svolta mentale dopo Monza; chiave mettere insieme la Q3.
- Kick Sauber: Hülkenberg in fiducia dopo Austin, ma Messico resta un’incognita; midfield senza padrone.
