Pirelli e il nuovo salto di mescola: focus tecnico per il GP di Città del Messico

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 22 Ottobre 2025

La Formula 1 prosegue il suo intenso tour americano approdando all’Autódromo Hermanos Rodríguez, uno dei tracciati più affascinanti e caratteristici del calendario. Situato a oltre 2.200 metri sul livello del mare, il circuito della capitale messicana offre una sfida unica per monoposto e pneumatici, complici l’aria rarefatta e il grip limitato dell’asfalto.

Una livrea speciale per i Pirelli Podium Cap

In occasione del weekend messicano, i Pirelli Podium Cap assumono una veste inedita. La base verde acceso con ricami dorati celebra i colori della bandiera e il cuore pulsante di Città del Messico. Disegnato da Denis Dekovic per Pirelli Design, il cappellino è disponibile anche sullo store ufficiale store.pirelli.com.

Scelta delle mescole: ritorno al salto di gamma

Così come a Austin, anche in Messico Pirelli ha deciso di proporre un “salto di mescola”: la Hard sarà la C2, mentre Medium e Soft rimarranno rispettivamente C4 e C5. La scelta di una mescola dura più conservativa si tradurrà in un divario prestazionale importante rispetto alle due opzioni più morbide.

Nel 2024 la Soft (C5) era stata impiegata quasi esclusivamente per la qualifica e per il giro più veloce, ma il contesto 2025 potrebbe ribaltare le strategie. Il vantaggio in termini di prestazione di C4 e C5 potrebbe indurre le squadre a puntare su stint più brevi e due soste, mentre chi opterà per la C2 potrà tentare una strategia ad una sola sosta con un ritmo più costante ma meno competitivo.

Le tre sessioni di libere saranno decisive per valutare la durata delle mescole più tenere e la gestione del degrado, soprattutto considerando il rischio di graining, accentuato dall’altitudine e dalla ridotta aderenza della pista.

Analisi 2024: Medium-Hard la strategia vincente

Lo scorso anno quasi tutti i piloti, tranne Sergio Pérez, avevano scelto una strategia a singola sosta. La combinazione Medium-Hard si era rivelata la più efficiente, con stint lunghi e degrado contenuto. Piastri completò 39 giri con la Medium, mentre Bottas spinse la Hard fino a 49 tornate.

Il circuito: tra rarefazione e alta velocità

Con i suoi 4,304 km e 17 curve, l’Hermanos Rodríguez si distingue per la quota elevata e per il lunghissimo rettilineo principale da oltre 1.200 metri, che consente velocità di punta tra le più alte dell’anno. La bassa densità dell’aria riduce la downforce, obbligando i team a soluzioni aerodinamiche estreme per mantenere stabilità e trazione.

L’asfalto, piuttosto liscio e poco utilizzato, tende a migliorare progressivamente nel corso del weekend, rendendo cruciale la gestione dell’evoluzione della pista. Le temperature superficiali degli pneumatici scendono rapidamente nei tratti veloci, aumentando il rischio di bloccaggi in frenata.

Fine dei test di sviluppo Pirelli 2026

Il GP del Messico segnerà anche la chiusura ufficiale del programma di sviluppo dei pneumatici 2026. Dopo la gara, Sauber e Mercedes resteranno in pista il 28 e 29 ottobre per testare le nuove mescole più morbide, prima della validazione definitiva prevista per il 15 dicembre.

Nel complesso, il progetto di sviluppo ha incluso 15 sessioni di test in sette Paesi, ciascuna della durata di due giorni. Dopo le prove iniziali nel 2024 a Barcellona, Mugello e Magny-Cours, il 2025 ha visto una fitta attività in Spagna, Italia e altri circuiti europei: Fiorano, Monza, Jerez, Silverstone, Budapest, Paul Ricard e il Bahrain.

La gamma 2026 manterrà i cerchi da 18’’ ma con pneumatici leggermente più stretti. Tutti i team potranno testarli con mule car dedicate nei test post-stagionali di Abu Dhabi, in programma il 9 e 10 dicembre a Yas Marina.

L’angolo delle statistiche

Dal 1963 a oggi, l’Autódromo Hermanos Rodríguez ha ospitato 24 edizioni del Gran Premio: venti come GP del Messico e quattro con la denominazione di Città del Messico. Max Verstappen domina l’albo d’oro con cinque vittorie (2017, 2018, 2021, 2022 e 2023), mentre Jim Clark resta il recordman di pole position con quattro partenze al palo negli anni Sessanta.

Le ultime due pole sono andate alla Ferrari: Charles Leclerc nel 2023 e Carlos Sainz nel 2024, anno in cui lo spagnolo conquistò anche la sua ultima vittoria in rosso. Per Lewis Hamilton, il Messico evoca ricordi da titolo: qui festeggiò i Mondiali 2017 e 2018, ed è il pilota con più podi sul tracciato, sei in totale.

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