Il terzo atto del trittico americano riporta la Formula 1 nel cuore del Nevada per un weekend che, pur avvolto dall’atmosfera scintillante della Strip, non lascia spazio al caso. La gara di Las Vegas, anticipata alla notte di sabato per sfruttare l’effetto scenografico del circuito illuminato, promette una combinazione unica di velocità, basse temperature e variabili tecniche che renderanno il lavoro su pneumatici e strategie più determinante della fortuna.
Le attività in pista, tutte anticipate di due ore rispetto allo scorso anno, si aprono giovedì con le prime due sessioni di libere. Venerdì entreranno in scena FP3 e qualifiche, mentre sarà la notte di sabato a decretare il vincitore dell’evento più coreografico della stagione.
Pirelli celebra questa tappa con un tocco speciale: i Podium Cap saranno oro e blu, richiamo diretto al bagliore della Strip e alla calma delle notti nel deserto, nati dalla collaborazione con Pirelli Design e Denis Dekovic.
Le mescole: C3, C4 e C5 per una sfida di temperatura
Per il terzo anno consecutivo la gamma scelta per Las Vegas è la più morbida disponibile. Il nodo cruciale resta la temperatura: l’asfalto freddo richiede un giro di preparazione attento, fondamentale per portare le mescole nella finestra corretta. I pneumatici 2025, con proprietà meccaniche ottimizzate, dovrebbero ridurre il degrado emerso nel 2024 soprattutto sulle Medium.
La scelta di non usare un tris ancora più morbido deriva dalla volontà di contenere il rischio di graining, già protagonista nelle prime edizioni del GP.
Così nel 2024: Medium protagonista, ma strategie diversificate
Dodici mesi fa quasi tutti i piloti scelsero la Medium per la partenza. Alonso optò per la Soft, mentre Pérez, Bottas e Colapinto—quest’ultimo dalla pitlane—scelsero la Hard.
Le mescole più dure vennero impiegate soprattutto in strategie a due soste, con un degrado contenuto ma con graining evidente sulle Medium del primo stint. Un precedente che offre indicazioni preziose sulle possibili scelte 2025.
Il tracciato: 6,201 km di velocità pura
Con 17 curve e 50 giri di gara, il Las Vegas Strip Circuit è il secondo più lungo del calendario dopo Spa. Nel 2024 Alex Albon raggiunse qui i 368 km/h, il picco più alto della stagione, a testimonianza della natura velocissima del tratto tra curva 12 e 14, anche uno dei principali punti di sorpasso.
Quasi l’80% del giro si percorre in pieno, con passaggi davanti a luoghi iconici come il Venetian e il Caesars Palace, teatro dei GP del 1981 e 1982. La pista, ricavata direttamente sulle strade cittadine, presenta residui oleosi e arredi urbani che limitano l’aderenza nelle prime sessioni: il processo di evoluzione sarà infatti molto marcato lungo tutto il weekend.
Possibili strategie: dove i numeri contano più della sorte
Se nei casinò basta un colpo di fortuna, in Formula 1 la vittoria si costruisce con simulazioni, dati e calcoli deterministici. Pirelli elabora le strategie teoricamente più rapide considerando differenze tra mescole, degrado atteso, “performance life” degli pneumatici e variazioni legate al carico carburante.
Le finestre di pit stop, determinate da questi modelli, vengono poi costantemente aggiornate nel corso del weekend con i dati raccolti in pista.
Le squadre lavorano invece su un approccio probabilistico tramite simulazioni Monte Carlo, che considerano variabili esterne come traffico, probabilità di safety car e chance di sorpasso nelle zone DRS. Il mix tra questi due metodi definisce il ventaglio delle strategie più realistiche per il GP.
Le statistiche: Las Vegas tra passato e presente
Il 2025 rappresenta la terza edizione del GP sulla Strip, ma la quinta gara iridata nella capitale del gioco d’azzardo. Il precedente risale al biennio 1981-1982, quando l’evento si disputava intorno al Caesars Palace.
Nel 2023 vinse Max Verstappen, mentre nel 2024 George Russell completò il weekend perfetto, firmando pole e vittoria. Nel 2025, un tracciato evoluto e condizioni anticipate renderanno la sfida ancora più imprevedibile sul piano tecnico.
