Lusail consegna a Oscar Piastri una giornata impeccabile in cui l’australiano non solo firma il nuovo record del circuito con il suo 1’20.055 su mescola Soft, ma apre anche un fine settimana cruciale per la lotta al titolo. Le condizioni fresche della tarda serata – 22°C nell’aria e 25°C sull’asfalto – unite a un asfalto estremamente liscio, hanno favorito un’evoluzione della pista rapidissima, decisiva soprattutto negli ultimi istanti della SQ3.
La lotta per la pole Sprint ha oscillato fino all’ultimo secondo: George Russell ha brevemente mantenuto il miglior tempo prima che Piastri si riprendesse la vetta, mentre Lando Norris ha chiuso terzo. Max Verstappen scatterà sesto, alle spalle del compagno Yuki Tsunoda.
Sprint Qualifying e prove libere: l’analisi delle mescole
Come previsto dal regolamento, le SQ1 e SQ2 sono state disputate interamente su Medium, utilizzate per la prima volta nel weekend proprio in queste fasi preliminari. Verstappen ha svettato in SQ1, mentre Norris ha segnato il riferimento nella SQ2, segnale di un equilibrio prestazionale destinato a proseguire per tutto il fine settimana.
La giornata in pista si era aperta con una FP1 dominata dalle due McLaren, con Piastri davanti nel run conclusivo su Soft. Per la maggior parte della sessione i team hanno lavorato con la Hard, utilizzata per comprendere il comportamento del circuito all’esordio del weekend e ora disponibile in un solo set per la gara di domenica. George Russell è rimasto costantemente nelle prime posizioni per i primi 45 minuti, quando la Hard è stata la mescola di riferimento.
La voce di Pirelli – Simone Berra
Il Chief Engineer Pirelli Simone Berra ha evidenziato come il tracciato si presentasse in condizioni nettamente migliori rispetto al 2024, quando il vento aveva ridotto drasticamente l’aderenza. Il grip superiore, combinato con l’evoluzione delle vetture, ha favorito un netto miglioramento dei tempi sul giro rispetto sia all’anno precedente sia alle simulazioni.
Berra ha inoltre analizzato il comportamento delle mescole:
- Soft vs Medium: la differenza prestazionale osservata in Sprint Qualifying è stata di circa 6-7 decimi.
- Hard vs altre mescole: più complesso stimare un delta preciso, dato l’uso estensivo della Hard in FP1 e il minor numero di riferimenti diretti con pista evoluta.
- Evoluzione della pista: particolarmente incisiva sulle Medium, con i piloti capaci di migliorare giro dopo giro.
Un elemento importante emerso dalle analisi Pirelli riguarda i tagli superficiali rilevati sul battistrada di alcuni pneumatici, causati dalla ghiaia trascinata in pista dalle monoposto che hanno attraversato le nuove vie di fuga. Sebbene i danni non abbiano comportato perdite di pressione, il monitoraggio continuerà nelle sessioni successive.
Focus Formula 2: qualifica e strategie gomme
La qualifica F2 disputata alle 19:10 – in condizioni già notturne – ha visto Oliver Goethe conquistare la sua prima pole della stagione, con un margine minimo di 0,04s. Tutti i piloti hanno utilizzato la Soft, sfruttando l’evoluzione della pista fino all’ultimo minuto.
Leo Fornaroli partirà secondo nella Feature Race, mentre Richard Verschoor sarà in pole per la Sprint grazie all’inversione dei primi dieci.
Per la F2, Pirelli ha scelto le mescole Hard e Soft per l’intero weekend:
- La Hard, unica mescola invariata rispetto al 2024, richiederà attenzione nella fase di warm-up. Un’avvio aggressivo può facilitare il riscaldamento ma accelerare l’usura.
- La Soft, ora più prestazionale rispetto all’accoppiamento dell’anno scorso, non è in grado di coprire l’intera distanza della Sprint.
- Le differenze di temperatura tra la Sprint notturna e la Feature diurna avranno un impatto significativo sulla gestione degli pneumatici.
Lo scorso anno la strategia vincente fu Hard-Medium, ma le numerose neutralizzazioni giocarono un ruolo chiave nel ridurre il peso dei pit stop. Quest’anno, con il nuovo delta tra Hard e Soft, le scelte tattiche potrebbero risultare ancor più decisive.
