Illusione iniziale: Kean accende la speranza
A Zenica l’Italia parte con coraggio e qualità, trovando subito il vantaggio con Kean dopo un errore della difesa bosniaca. Gli Azzurri approcciano bene la gara, gestiscono il ritmo e danno l’impressione di poter controllare il match, sostenuti da un centrocampo dinamico e dalle accelerazioni sugli esterni.
L’episodio che cambia tutto: rosso a Bastoni
La partita svolta al 41’ del primo tempo: Bastoni ferma una chiara occasione da gol e viene espulso. Da quel momento la sfida cambia completamente. Gattuso è costretto a ridisegnare la squadra, che si abbassa e passa a una lunga fase difensiva, cercando di resistere all’assalto della Bosnia.
Italia in trincea ma con due match point
Nonostante l’inferiorità numerica, gli Azzurri tengono con ordine e sacrificio. Donnarumma è decisivo in più occasioni, mentre Barella, Tonali e Palestra garantiscono corsa e copertura. Paradossalmente, però, è proprio l’Italia ad avere le occasioni migliori per chiudere la partita: Esposito calcia alto da ottima posizione, Dimarco non trova la porta con il mancino. Due occasioni pesantissime che lasciano il risultato in bilico.
La beffa nel finale: Tabakovic pareggia
Quando la qualificazione sembra a un passo, arriva il colpo che cambia la storia del match. A dieci minuti dal termine Tabakovic trova il pareggio sugli sviluppi di un’azione insistita, premiando la pressione costante della Bosnia. L’Italia accusa il colpo ma riesce comunque a portare la gara ai supplementari grazie anche a un super Donnarumma.
Proteste e resistenza nei supplementari
Nei tempi extra gli Azzurri continuano a difendersi con ordine e provano a colpire in contropiede. Resta però il grande episodio contestato: il fallo di Muharemovic su Palestra lanciato a rete, giudicato solo da giallo dall’arbitro Turpin. Una decisione che pesa e lascia forti recriminazioni nella squadra italiana.
Rigori fatali: errori decisivi, Bosnia perfetta
Dal dischetto la Bosnia è glaciale e non sbaglia mai. L’Italia invece paga a caro prezzo gli errori di Esposito, che calcia alto, e di Cristante, che colpisce la traversa. Il 5-2 finale certifica una sconfitta durissima e consegna ai padroni di casa il pass per il Mondiale.
Le parole: amarezza e riflessioni
Gattuso, a fine gara, è visibilmente colpito: “Fa male, ma sono orgoglioso dei ragazzi. Non meritavamo di uscire così. Chiedo scusa, non ce l’ho fatta”. Il presidente Gravina conferma la fiducia al Ct, ma apre a valutazioni interne, segno di un momento delicato per tutto il movimento.
Terza esclusione consecutiva: crisi profonda
Dopo Russia 2018 e Qatar 2022, l’Italia manca anche il Mondiale 2026. Una disfatta pesantissima, maturata tra episodi, errori e occasioni sprecate, che certifica una crisi profonda e riapre inevitabilmente il dibattito sul futuro della Nazionale.
