La presentazione della nuova stagione ha lasciato spazio soprattutto alle dichiarazioni dei piloti e dei vertici tecnici Ferrari, tutti accomunati da un concetto chiaro: ripartire da zero, pur con il peso – e l’orgoglio – dei titoli conquistati.
Equipaggio #50: obiettivo mondiale, senza nascondersi
Antonio Fuoco guarda al 2026 con un approccio pragmatico: fare il massimo in ognuno degli otto appuntamenti, accumulare punti e soprattutto ridurre gli errori. Il livello della concorrenza è in crescita costante e, dopo un finale 2025 positivo, l’intenzione è confermare il trend già dal debutto in Qatar.
Miguel Molina sottolinea la continuità di rendimento dell’equipaggio numero 50, stabilmente nella top-3 iridata negli ultimi tre anni. L’ambizione è chiara: vincere il campionato. Per lo spagnolo saranno decisive la prima gara in Qatar – utile per capire i valori in campo dopo l’inverno – e Le Mans, crocevia strategico per via del punteggio doppio. Attenzione anche a San Paolo e Fuji, indicate come possibili snodi critici.
Nicklas Nielsen parla di un percorso “incredibile” nella top class dal 2023 a oggi, evidenziando l’evoluzione costante sotto ogni aspetto. La 499P è ritenuta competitiva, ma serve continuare a crescere, soprattutto sulle piste dove si è sofferto maggiormente come Fuji e San Paolo. L’esperienza accumulata, secondo il danese, sarà un fattore determinante.
Equipaggio #51: difendere il titolo è la sfida più dura
Per Alessandro Pier Guidi, ripartire da campioni è una spinta energetica ma anche una responsabilità. Tutti tornano a zero punti e confermarsi è sempre più complesso che vincere per la prima volta. L’obiettivo è replicare – e possibilmente migliorare – quanto fatto nel 2025, a partire da un Qatar dove la Ferrari era già stata molto veloce.
James Calado mette l’accento sulla costanza: con otto round in calendario, ogni gara pesa, ma la 24 Ore di Le Mans può indirizzare l’intera stagione grazie al punteggio doppio. L’inglese riconosce che nel 2025, nonostante il titolo, non sono mancati errori e penalità: aspetti su cui lavorare per evitare di compromettere il cammino iridato.
Antonio Giovinazzi parla di un sogno realizzato diventando campione del mondo con Ferrari. Ma il 2026 sarà tutt’altra storia: ripetersi non sarà semplice e gli avversari si presenteranno con l’obiettivo dichiarato di battere i campioni in carica. Il primo banco di prova sarà il Qatar, utile per misurare il livello competitivo, mentre Le Mans resta la gara simbolo, con un occhio speciale anche a Imola, teatro di una vittoria emozionante davanti ai tifosi italiani.
La visione del team: concentrazione, evoluzione e adattamento
Antonello Coletta chiarisce la filosofia della squadra: difendere la leadership senza vivere di ricordi. La scelta tecnica è stata quella di puntare sulla competitività della 499P ritenuta ancora adeguata per lottare al vertice, pur sapendo che molti rivali porteranno vetture evolute. L’approccio sarà gara per gara, con massima concentrazione e senza farsi condizionare dagli eventuali momenti difficili. L’esperienza dei piloti, secondo Coletta, sarà un punto di forza nella gestione della pressione da campioni in carica.
Dal punto di vista tecnico, Ferdinando Cannizzo entra nel dettaglio delle sfide 2026. Le difficoltà affrontate nel 2025 hanno fornito indicazioni preziose per migliorare. La ri-omologazione della vettura, la nuova misurazione in galleria del vento negli Stati Uniti e il conseguente riposizionamento nella finestra di performance hanno imposto un lavoro di adattamento importante, soprattutto sull’aerodinamica e sul fondo per rispettare i target regolamentari.
A questo si aggiunge l’introduzione di nuove gomme Michelin: sarà necessario ristabilire la correlazione tra galleria del vento e pista e trovare il corretto equilibrio tra set-up e pneumatici. I test finora hanno riguardato principalmente la mescola media; resta da comprendere pienamente l’impatto complessivo sul bilanciamento della vettura, un lavoro che proseguirà fino al via del campionato.
Dalle parole dei protagonisti emerge una linea comune: consapevolezza della forza del progetto, rispetto per una concorrenza sempre più agguerrita e determinazione nel non abbassare il livello di attenzione. Nel 2026, più che difendere un titolo, Ferrari sarà chiamata a dimostrare di saper restare al vertice.
