Si sono conclusi al Sepang International Circuit i tre giorni di test invernali ufficiali della MotoGP per il Prima Pramac Yamaha MotoGP, impegnato in un intenso programma di valutazione e sviluppo della nuova moto. Jack Miller e Toprak Razgatlıoğlu hanno affrontato una fase di lavoro complessa, tra condizioni climatiche impegnative e un’importante mole di materiale tecnico da analizzare, raccogliendo comunque indicazioni incoraggianti in vista dei prossimi appuntamenti.
Il Team Director Gino Borsoi ha tracciato un bilancio lucido del lavoro svolto tra Shakedown e test ufficiali. La prima fase aveva permesso di completare il programma previsto, mentre nei giorni successivi il team ha dovuto fare i conti con temperature elevate e una curva di apprendimento particolarmente ripida, soprattutto per Razgatlıoğlu, al debutto assoluto nell’ambiente MotoGP. L’obiettivo dichiarato non era la prestazione sul giro secco, bensì la costruzione di una base di stabilità e comprensione del pacchetto tecnico Yamaha. Sul fronte telaistico, i riscontri sono stati giudicati positivi, con una moto competitiva e ben funzionante, mentre resta margine di miglioramento sulla velocità di punta, aspetto su cui Yamaha è già al lavoro.
Per Toprak Razgatlıoğlu, i test di Sepang hanno rappresentato un passaggio fondamentale nel processo di adattamento. Il pilota turco ha sottolineato la difficoltà del percorso di apprendimento, ma anche i progressi costanti registrati giorno dopo giorno. Importante il supporto di Jack Miller, seguito in pista per comprendere meglio l’approccio ad alcune curve ancora critiche. Nonostante l’obiettivo cronometrico non sia stato pienamente centrato, le sensazioni restano positive e lo sguardo è già rivolto al prossimo test di Buriram, dove il lavoro potrà proseguire con maggiore continuità.
Anche Miller ha evidenziato come le difficoltà incontrate rientrino nella normalità di una fase di sviluppo così intensa. Il pilota australiano ha parlato di giornate molto impegnative, caratterizzate da numerose prove comparative e da un continuo lavoro di analisi per individuare il miglior compromesso tecnico. Pur riconoscendo che il test avrebbe potuto offrire qualcosa in più in termini di risultati immediati, Miller ha ribadito la fiducia nel potenziale della moto e nel percorso intrapreso dal team.
Con Sepang alle spalle, Prima Pramac Yamaha MotoGP esce dai test invernali con una base di dati solida e una direzione di sviluppo chiara, pronta a essere affinata nei prossimi appuntamenti della preparazione 2026.
