Qatar GP: Lusail tra notte, umidità e strategia forzata

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 26 Novembre 2025

Il Mondiale di Formula 1 ritorna nel deserto mediorientale per il Gran Premio del Qatar, penultimo appuntamento stagionale e ultimo con formato Sprint. La gara di Lusail arriva a una sola settimana di distanza dal weekend di Las Vegas: due scenari notturni, ma due realtà climatiche agli antipodi.

Se nel Nevada le temperature rigide hanno inciso sulle prestazioni e sulla gestione delle gomme, a Doha il fattore chiave sarà il caldo umido, con condizioni assimilabili a quelle di Singapore. Un contesto che renderà la prova qatariota una delle più impegnative dal punto di vista fisico per i piloti e tra le più delicate per la gestione degli pneumatici.

Un tracciato che non perdona le gomme

Il Lusail International Circuit presenta caratteristiche molto particolari, essendo nato come impianto motociclistico. Il layout è veloce, scorrevole e composto da 16 curve, di cui 10 a destra, con un rettilineo principale che supera il chilometro.

La sequenza tra curva 12 e 14 rappresenta il tratto più critico per i pneumatici, sottoposti a carichi prolungati soprattutto sull’anteriore. Nonostante l’asfalto sia relativamente liscio, il tracciato ha spesso favorìto la comparsa del graining, contribuendo a un’usura significativa delle coperture. A influire sull’evoluzione della pista è anche il deserto circostante: la sabbia trasportata dal vento può depositarsi sull’asfalto, alterando il livello di grip. Il fenomeno viene contenuto grazie alla presenza di aree in erba artificiale installate attorno al circuito.

Le mescole: confermato il trittico più duro

Per il fine settimana qatariota Pirelli ha scelto il tris più rigido della sua gamma: C1, C2 e C3. Su un circuito che sviluppa energie simili a quelle di Suzuka, la scelta era praticamente obbligata.

Si tratta di una selezione ormai consolidata: le stesse mescole sono sempre state utilizzate a Lusail da quando il tracciato è entrato nel calendario di Formula 1. Nel corso di questa stagione, invece, la combinazione C1-C2-C3 è stata impiegata soltanto in altri tre appuntamenti: Giappone, Bahrain e Spagna.

La novità decisiva: il limite ai giri per set

L’aspetto tecnico più rilevante del weekend è rappresentato dalla limitazione introdotta sul numero massimo di giri percorribili con ciascun set di pneumatici.

Ogni treno di gomme potrà coprire al massimo 25 giri complessivi, sommati tra tutte le sessioni del weekend, comprese eventuali tornate in regime di Safety Car o Virtual Safety Car. Sono invece esclusi dal conteggio i giri di formazione, di ricognizione e quelli successivi alla bandiera a scacchi di Sprint e gara.

Considerando che il Gran Premio si sviluppa su 57 giri, la gara sarà obbligatoriamente a due soste, indipendentemente dalle strategie iniziali scelte dai team. Pirelli fornirà alle squadre, prima della gara, il conteggio dei giri residui disponibili per ogni set di gomme.

Questa misura straordinaria, concordata con FIA, Formula 1 e team, nasce per evitare il ripetersi delle condizioni critiche viste nel 2024, quando le coperture vennero spinte oltre il limite della loro vita utile, generando un eccessivo affaticamento della carcassa.

Cosa è successo nel 2024

Lo scorso anno il Gran Premio del Qatar ha visto quasi tutti i piloti partire su gomma Media, ad eccezione di Nico Hülkenberg che optò per le Hard. La strategia predominante fu quella a singola sosta, con l’intento di allungare il primo stint ben oltre metà gara.

I pit-stop iniziarono al giro 34 durante una fase di neutralizzazione, con il passaggio alla mescola Hard. In totale, la Safety Car entrò in pista tre volte. Negli ultimi due interventi, alcune squadre tentarono una strategia alternativa montando la Soft per lo stint finale, ma l’elevato degrado prestazionale della mescola più morbida rese inefficace questa scelta.

Temperature e fattore fisico

Nonostante la corsa si disputi in notturna, l’elevata umidità e il calore residuo accumulato durante il giorno rendono il Gran Premio del Qatar uno dei più duri dal punto di vista fisico. In alcune edizioni passate, diversi piloti hanno accusato problemi fisici al termine della gara, a testimonianza delle condizioni estreme in cui si corre a Lusail.

Dal punto di vista delle gomme, le temperature elevate dell’asfalto favoriscono la comparsa del graining, anche se la gamma Pirelli di questa stagione ha mostrato finora una maggiore resistenza a questo fenomeno rispetto al passato.

L’angolo delle statistiche

Il Gran Premio del Qatar è alla sua quarta edizione (2021, 2023, 2024).
Max Verstappen è il pilota con il maggior numero di successi a Lusail, avendo conquistato le ultime due edizioni. Nel 2023 proprio a Doha ha matematicamente chiuso il discorso mondiale.

Red Bull è la scuderia più vincente sul tracciato qatariota. Verstappen ha inoltre firmato due dei tre giri più veloci della storia della gara, pur avendo ottenuto una sola pole position in Qatar.

La prima edizione del 2021 fu vinta da Lewis Hamilton su Mercedes, partito dalla pole.