Quando la Formula 1 chiude gli occhi: i segreti del sonno secondo Oscar Piastri

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 5 Novembre 2025

Ho letto un articolo sul sito ufficiale della McLaren F1 e, lo ammetto, mi ha colpito. Non parlava di motori, strategie o assetti aerodinamici, ma di qualcosa di completamente diverso: il sonno. Un tema raro nel mondo delle corse, ma incredibilmente interessante. Proprio per questo ho voluto farne un riassunto e scriverlo qui, perché mostra un lato umano e nascosto di chi vive costantemente al limite.

Oscar Piastri racconta come dormire bene non sia solo un bisogno fisiologico, ma una vera e propria parte della preparazione di un pilota di Formula 1. “Il sonno è una parte enorme della nostra routine,” spiega. “Se non dormi bene, perdi concentrazione e il tuo umore ne risente. L’adrenalina può aiutare per un po’, ma nelle gare lunghe serve lucidità dall’inizio alla fine.”

Con un calendario che spazia su cinque continenti e 24 Gran Premi, il jet lag è un avversario silenzioso ma temibile. Piastri e il team lavorano su strategie mirate: spostare gradualmente gli orari dei sonni nei giorni precedenti la gara, dormire o restare svegli in volo a seconda del fuso orario, e arrivare in pista già sincronizzati. “A volte partiamo prima del solito per abituarci meglio,” spiega. “È una parte cruciale della nostra preparazione.”

Il riposo, insomma, è programmato con la stessa precisione con cui si prepara una qualifica: nel programma giornaliero dei piloti ogni minuto è pianificato, dai pasti ai momenti di relax, fino al sonno. Piastri, che ammette di amare dormire e di riuscirci praticamente ovunque (“in aereo, in hotel, in macchina – ma non in una F1, ovviamente!”), considera il suo rapporto con il sonno un vantaggio competitivo.

Curiosamente, evita completamente la caffeina: “Non bevo caffè e non ne sento il bisogno,” dice. “È dura la mattina, ma nel complesso aiuta a dormire meglio.” Dopo la gara, segue un rituale preciso: doccia, un po’ di relax davanti a un film o a YouTube, e almeno un’ora di decompressione prima di spegnere la luce. “Se voglio dormire alle 23, vado a letto alle 22. Così non mi stresso se non riesco ad addormentarmi subito.”

Un dettaglio semplice, ma rivelatore: nella Formula 1 moderna, la velocità si misura anche tra le lenzuola. Perché la lucidità che serve in pista inizia sempre da una buona notte di sonno.

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