Quilter Nations Series, che giornata! Trionfi, colpi di scena e un’Italia che meritava di più

Scritto da: Redazione
Pubblicato il 16 Novembre 2025

Un sabato che ridisegna gli equilibri autunnali

Il terzo round della Quilter Nations Series 2025 ha offerto una delle giornate più intense, tecniche e imprevedibili dell’intero autunno rugbistico. Cinque partite, cinque storie completamente diverse: dal capolavoro di resistenza dei campioni del mondo sudafricani, alla rimonta furiosa dell’Inghilterra sugli All Blacks, passando per la follia controllata di Cardiff, il dominio irlandese a Dublino e il braccio di ferro spettacolare di Bordeaux.
Ecco l’analisi completa e dettagliatissima di tutte le sfide disputate sabato 15 novembre.


ITALIA – SUDAFRICA 14–32

Un’altra Italia coraggiosa, un altro Sudafrica implacabile anche in 14

All’Allianz Stadium di Torino è andato in scena un match dai tratti quasi surreali: Italia in controllo territoriale per oltre un’ora, Springboks di nuovo in 14 dal minuto 11, ma ancora una volta capaci di ribaltare inerzia, punire ogni errore e trasformare episodi isolati in pesi specifici enormi.

La miccia si accende presto: al 6’ Monty Ioane apre il campo e Capuozzo sfiora la meta con un chip recuperato da Willemse all’ultimo istante. L’Italia impone ritmo, vince collisioni e sorprende il Sudafrica perfino in mischia chiusa, dove Louw e Steenkamp soffrono contro l’unità azzurra.

All’11’ la svolta: Mostert entra pericolosamente su Garbisi e si prende il rosso diretto, secondo in due settimane per gli Springboks dopo De Jager. Sembra il momento perfetto per costruire, ma Garbisi vive una giornata storta dalla piazzola e spreca due penalty che avrebbero indirizzato il punteggio.

L’immediata risposta di Erasmus è da manuale: dentro Nortje, Louw e Steenkamp anticipando la “bomb squad”, più Esterhuizen adattato nel reparto per dare peso al pack. Scelta che si rivelerà decisiva.

Il Sudafrica entra nei 22 italiani due sole volte nel primo tempo, e segna: prima il penalty di Pollard, poi – allo scadere – il pick-and-go finalizzato da Van Staden per il 3–10.

Nella ripresa l’Italia torna a spingere: Garbisi aggiunge tre punti, Lynagh e Capuozzo alzano il ritmo dei calci contestati e gli azzurri sfiorano il sorpasso in due occasioni, anche grazie alla temporanea superiorità numerica (giallo a Van Staden). Il 9–10 diventa 12–13, poi 14–20 dopo la splendida meta di Capuozzo che taglia all’interno e buca due placcaggi.

Ma l’inerzia svanisce negli ultimi 10’, quando la benzina finisce e i Boks sfruttano ogni errore:
• Van den Berg firma la meta del sorpasso psicologico
• Williams punisce una cattiva uscita difensiva
• Hooker chiude con la quarta marcatura su cross-kick di Libbok

Una partita che lascia rimpianti enormi all’Italia (otto punti lasciati al piede) e conferma la feroce efficienza dei campioni del mondo.


INGHILTERRA – NUOVA ZELANDA 33–19

Dieci vittorie di fila e una rimonta d’acciaio a Twickenham

A Londra l’Inghilterra firma uno dei successi più pesanti dell’era recente, non solo per il livello dell’avversario, ma per il modo in cui ribalta uno 0–12 che sembrava preludio a un monologo All Blacks.

Dopo il try di Fainga’anuku e quello di Taylor – entrambi frutto di accelerazioni micidiali di Will Jordan – l’Inghilterra si scopre fragile nei dettagli: handling imperfetto, un paio di contatti non finalizzati, Steward fuori per HIA e Smith costretto a fare il “15 di emergenza”.

La riscossa parte al 31’: Lawrence sfonda e accende Twickenham. Poi George Ford decide di trasformarsi in direttore d’orchestra: due drop goal consecutivi da distanze diverse e punteggio ricucito sul 11–12.

Il secondo tempo è un’altra partita.
• Underhill marca dopo una serie di pick-and-go
• Un’azione splendida da primo fase porta Dingwall in meta
• McKenzie prova a riaprire con Jordan (45ª marcatura internazionale)

Earl finisce in giallo, ma l’Inghilterra regge. Ford gestisce, punisce dalla piazzola e nel finale nasce la meta del suggello: Pollock calcia due volte un ballo vagante, Roebuck schiaccia.

Una vittoria autoritaria, lucida e soprattutto meritata.


GALLES – GIAPPONE 24–23

Cardiff impazzisce: rosso, controrossi, ribaltamenti e un calcio all’ultimo secondo

Il match più folle del sabato. Ritmo altissimo, errori da entrambe le parti, giocate estemporanee e un Galles spesso sotto scacco dal dinamismo giapponese.

La prima frazione è un alternarsi di fiammate e sprechi:
• Edwards apre per il Galles
• Ishida risponde su combinazione rapidissima
• Due gialli a Uluiviti e Makisi complicano il piano nipponico
• Josh Adams riceve un rosso che rischia di compromettere tutto

7–7 all’intervallo ma con Giappone più pericoloso, più veloce e più creativo.

Nella ripresa la giostra continua:
• Lee piazza il 7–10
• Rees-Zammit firma una meta da manuale dell’ala moderna
• Makisi ribalta tutto con potenza
• Tompkins punge sotto vantaggio e rimette avanti i Dragoni
• Lee piazza il 21–23
• Hockings prende giallo per un contatto alto su Mann

Arriva l’ultimo atto: calcio da cinque metri. Jarrod Evans sceglie i pali, si isola, respira e regala il 24–23 con un colpo di nervi perfetto.
Cardiff esplode, il Giappone crolla in ginocchio dopo aver sfiorato la storia.


IRLANDA – AUSTRALIA 46–19

Hansen incontenibile, Australia disordinata: dominio irlandese al secondo tempo

Lo score dice tanto, ma non tutto: per 40’ l’Australia è stata viva, determinata, aggressiva. Poi l’Irlanda ha premuto l’acceleratore e non c’è stata più partita.

Hansen, schierato estremo, timbra tre mete in 27 minuti, sfruttando linee di corsa perfette e una catena di offload che manda fuori tempo la difesa dei Wallabies. Ikitau tiene a contatto l’Australia, poi McReight scava il solco per il 19–14 dell’intervallo.

Da lì, dominio totale irlandese:
• Drop goal di Prendergast
• Penalty di Crowley
• Meta pesantissima di Doris
• Ultimo assalto trasformato in marcature con Baird e Henshaw

L’Australia segna il 32–19 con Pollard ma non basta: la differenza nella qualità delle giocate rotative e dell’impatto della panchina è enorme.
Per l’Irlanda, una vittoria che rianima la serie; per i Wallabies, la terza sconfitta consecutiva.


FRANCIA – FIGI 34–21

Les Bleus vincono, ma non convincono: Fiji splendide, Francia nervosa

Partita fisicamente devastante, tecnicamente altalenante, emotivamente tesa. La Francia parte come una furia: tre mete in pochi minuti con Depoortere, Marchand e Ollivon. Ma appena il ritmo cala, Fiji dilagano in creatività, potenza e continuità.

Ravouvou spacca due placcaggi e accorcia, poi Ravutaumada illumina con una meta straordinaria. Il 21–14 all’intervallo racconta una Francia in controllo, ma Fiji padrona del ritmo e del territorio.

Nella ripresa Wainiqolo pareggia sul 21–21. Bordeaux ammutolisce.
Galthié si agita, la Francia sbanda, Ramos prova a rimettere ordine dalla piazzola. Ma solo al 70’ Depoortere – impeccabile nel tempismo – firma la meta che scaccia la paura. Il giallo finale a Ramos non cambia più nulla.

Francia che vince, ma con molte ombre e poche certezze. Fiji che escono tra gli applausi.


Domenica il grand finale: SCOZIA – ARGENTINA

Dopo un sabato monumentale per quantità e qualità di emozioni, la Quilter Nations Series 2025 si chiuderà domenica 16 novembre con l’ultimo atto: Scozia – Argentina a Murrayfield.
Un match che promette fisicità, intensità e una chiusura degna di un weekend spettacolare.


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