Vai allo Speciale: Dakar

Rebecca Busi, il coraggio oltre il risultato: una Dakar che vale più di una classifica

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 6 Gennaio 2026

Ci sono storie che vanno oltre il cronometro, oltre la posizione finale, oltre i numeri freddi di una classifica. La Dakar di Rebecca Busi è una di queste. Una storia fatta di determinazione, ostinazione e di quella linea sottilissima che separa il coraggio dalla follia, dove spesso nascono le imprese più vere.

Alla sua quarta Dakar, Rebecca arriva a questa edizione dopo un anno di sacrifici totali: allenamenti durissimi, fatica quotidiana, speranze e delusioni accumulate chilometro dopo chilometro. La prima tappa non sorride: un incidente costa oltre quattro ore e, con esse, la possibilità di lottare per un piazzamento di vertice. Un colpo pesante, che per molti sarebbe stato definitivo.

La seconda tappa diventa subito una prova di carattere. Partendo nelle retrovie, Rebecca affronta una speciale complicata tra polvere, pietre e sorpassi continui. Poi, dopo circa 150 chilometri, il momento che cambia tutto: un guasto improvviso ferma la vettura nel nulla del deserto, sotto un sole implacabile. Sembra la fine. Non lo è.

Il camion di assistenza arriva, i meccanici lavorano senza sosta per oltre cinque ore. Quando il problema è risolto, il buio ha ormai avvolto il deserto. Rebecca è sola, senza altri concorrenti alle spalle. A quel punto la scelta è drammatica e definitiva: rientrare al bivacco su strada, oppure ripartire e tentare di completare i restanti 250 chilometri di prova speciale per restare in gara.

È lì, in quella decisione, che si misura la sostanza di una Dakar. Rebecca e Sergio scelgono di continuare. Non mollano. Parte una corsa contro la notte, contro le dune, contro le pietre invisibili e contro il tempo che scorre inesorabile. Per chi segue il tracking è un’agonia: waypoint dopo waypoint, metri conquistati lentamente, con la paura che tutto possa finire da un momento all’altro.

Poi, poco dopo mezzanotte, il suono che cambia tutto. Al bivacco i meccanici attendono. Rebecca arriva nei tempi. Stanca, coperta di polvere, ma arrivata. È ancora in gara. È ancora Dakar.

Al di là di come questa edizione finirà, il messaggio è già chiarissimo. Rebecca Busi ha dimostrato che il valore di una Dakar non si misura solo nei risultati, ma nella capacità di osare quando sarebbe più facile fermarsi. In quella notte nel deserto, lo “scricciolo” ha mostrato ancora una volta di avere le ali di un’aquila.

Chapeau, piccola guerriera. Questa è la Dakar.