A pochi giorni dalla fine del Rally del Giappone riviviamo un weekend intenso, bagnato, tecnico e ricco di colpi di scena, che ha consacrato ancora una volta la forza di Toyota Gazoo Racing e rilanciato la sfida mondiale tra Elfyn Evans e Sébastien Ogier.
Sulle strade tortuose e scivolose tra le prefetture di Aichi e Gifu, il marchio giapponese ha centrato un trionfo totale con una tripletta che resterà nella storia. Ogier e Landais hanno vinto tutto ciò che si poteva vincere: il rally, la Super Sunday e persino la Power Stage, chiusa con un margine di appena 0,096 secondi su Evans. Un dominio tecnico e mentale che porta il francese alla sesta vittoria stagionale, riducendo il distacco dal compagno gallese a tre soli punti e rimandando la decisione iridata all’ultimo round, in Arabia Saudita dal 26 al 29 novembre.
Un dominio Toyota costruito sulla costanza
La casa di Toyota City ha messo in scena la dodicesima vittoria in tredici gare del 2025, confermando una supremazia quasi assoluta. Dietro a Ogier ed Evans, il giovane finlandese Sami Pajari, con Marko Salminen alle note, ha centrato il primo podio della carriera in Rally1: un traguardo maturato con regolarità e velocità, che ha completato la tripletta 1-2-3 per Toyota nella gara di casa.
Un risultato che ha riempito d’orgoglio il vice team principal Juha Kankkunen, visibilmente emozionato nel celebrare il successo “in un posto speciale per tutta la squadra Toyota”, condividendo la gioia con Morizo (Akio Toyoda) e con l’intero staff tecnico. “La battaglia tra Séb e Elfyn è stata incredibile – ha commentato – un decimo di secondo tra loro nella Power Stage: semplicemente fantastico. E che bello vedere Sami conquistare il primo podio qui”.
Rovanperä e Katsuta: l’altra faccia del weekend
Non tutti, però, hanno potuto sorridere. Kalle Rovanperä, partito a pari punti con Ogier prima del Giappone e a -13 da Evans, ha visto svanire le speranze di rimonta già nella giornata di venerdì, a causa di un danno alle sospensioni che gli ha fatto perdere oltre cinque minuti. Il due volte campione del mondo ha comunque chiuso sesto, raccogliendo punti nella Super Sunday e nella Power Stage, ma il distacco in classifica è salito a 24 lunghezze.
Doloroso anche il weekend del beniamino locale Takamoto Katsuta, che aveva impressionato nelle prime prove vincendone due e restando in lotta per il podio, prima di urtare una barriera d’acqua sabato. L’impatto ha danneggiato radiatore e servosterzo, costringendolo a un intervento di fortuna per raggiungere il parco assistenza con oltre 30 minuti di ritardo. Ripartito per onor di firma, ha concluso 17°.
Hyundai: weekend da dimenticare
Per Hyundai Shell Mobis World Rally Team, il Rally del Giappone 2025 è stato un calvario tecnico e sportivo. Per la prima volta dal ritorno nel WRC nel 2014, la squadra non ha portato a casa punti costruttori.
Solo Ott Tänak e Martin Järveoja hanno tagliato il traguardo, quarti assoluti ma non iscritti per i punti di marca. Dopo un inizio difficile e problemi di assetto per tre giorni, il cambio del differenziale posteriore nella giornata di domenica ha finalmente restituito equilibrio e prestazioni alla i20 N Rally1. L’estone ha conquistato una vittoria di speciale e buoni piazzamenti nella Power Stage e nella Super Sunday, ma resta fuori dai giochi per il titolo, staccato di 59 punti dalla vetta.
Più amara la delusione per Adrien Fourmaux e Thierry Neuville. Il francese, autore di due scratch e terzo dopo la giornata di sabato, è finito fuori strada nel diluvio della domenica mattina a causa della scarsa visibilità: il parabrezza appannato ha reso impossibile la guida e, dopo l’urto, l’auto ha perso una portiera e la tabella di marcia, rendendo inevitabile il ritiro.
Neuville ha vissuto un weekend da incubo: settimo venerdì per un problema al differenziale, poi fermo sabato per una perdita d’olio dovuta a un semiasse rotto, e ancora ritirato domenica per un guasto elettrico.
Lo Sporting Director Andrew Wheatley ha riconosciuto la difficoltà del fine settimana, definendolo “una gara di sviluppo più che una gara da vincere”, e promettendo di ripartire da zero in Arabia Saudita, su un terreno nuovo per tutti.
Ford ritrova fiducia
Dopo mesi complicati, M-Sport Ford World Rally Team ha ritrovato il sorriso grazie a Grégoire Munster, autore del primo top 5 della stagione. Penalizzato da problemi di sottosterzo nella prima tappa, il pilota lussemburghese ha lavorato con ingegneri e meccanici per migliorare l’assetto della Puma Rally1, trovando un ritmo efficace nelle ultime prove e chiudendo quinto, eguagliando il miglior risultato in carriera.
Il team principal Richard Millener ha sottolineato la soddisfazione per il risultato, ricordando che “domenica le condizioni erano tra le più difficili mai viste” e che il rally ha mostrato ancora una volta “perché questo sport è il migliore del mondo”.
Meno fortunato Josh McErlean, uscito di strada nella terza prova dopo un violento impatto con due alberi. L’equipaggio è uscito illeso, ma la macchina era troppo danneggiata per ripartire.
Le classi WRC2 e WRC3: giovani in primo piano
Tra le vetture Rally2, successo sorprendente per Alejandro Cachón e Borja Rozada su Toyota GR Yaris Rally2, arrivata in Giappone solo all’ultimo momento dopo problemi di trasporto via nave. Il duo spagnolo ha vinto la categoria e chiuso ottavo assoluto, davanti ai campioni WRC2 Oliver Solberg e Elliott Edmondson, presenti ma non iscritti per i punti.
In WRC3, trionfo italiano: Matteo Fontana e Alessandro Arnaboldi, su Ford Fiesta Rally3, hanno conquistato il titolo mondiale grazie al secondo posto nella classe RC3, superando in classifica i rivali Taylor Gill e Daniel Brkic.
Sicurezza e organizzazione: un modello FIA
Il Rally del Giappone 2025 è stato anche un esempio di efficienza organizzativa. Il delegato alla sicurezza Nicolas Klinger ha elogiato il lavoro congiunto tra FIA, la Japan Automobile Federation e gli organizzatori locali, che attraverso workshop pratici, simulazioni sul campo e formazione congiunta hanno consolidato gli standard di sicurezza per eventi su strade chiuse.
Con 1.350 tra commissari, volontari e ufficiali coinvolti, il Giappone ha dimostrato come la collaborazione tra enti possa tradursi in un evento fluido, sicuro e di altissimo livello tecnico.
Il mondiale verso l’epilogo
Dopo il Giappone, la classifica piloti recita: Evans 272, Ogier 269, Rovanperä 248, Tänak 213. La Toyota Gazoo Racing comanda tra i costruttori con 692 punti, davanti a Hyundai (464) e M-Sport Ford (191).
Il titolo mondiale si deciderà tutto in Arabia Saudita, ma se c’è una certezza uscita dalle strade di Toyota City, è che il marchio giapponese resta il punto di riferimento assoluto del 2025.
Con il suo ritmo costante, la precisione nelle scelte strategiche e la solidità del team, Ogier ha riaperto una sfida che sembrava chiusa. Il mondiale resta apertissimo, e il Rally del Giappone – tra pioggia, emozioni e un perfetto equilibrio tecnico – sarà ricordato come la tappa che ha rimesso il destino nelle mani di chi osa di più.
