A Dubai il sipario non è ancora calato, ma il quadro è chiarissimo: Samoa e Belgio hanno trasformato il Final Qualification Tournament in un conto alla rovescia verso una sfida finale senza appello.
Martedì 18 novembre, in un duello da brividi, si deciderà chi conquisterà il 24° e ultimo posto alla Rugby World Cup 2027 in Australia. Le due nazioni sono arrivate all’appuntamento in vetta, imbattute dopo due partite molto diverse tra loro ma accomunate da un tratto fondamentale: la capacità di non cedere mai.
BELGIO – BRASILE: il capolavoro dei 14 uomini
Se esiste una definizione di resilienza o di fede sportiva, il Belgio l’ha incarnata.
Contro il Brasile, nella seconda giornata, è successo di tutto: vantaggio immediato, rimonta subita, un cartellino giallo, poi addirittura il rosso diretto a Berguet al 49’. Mezz’ora abbondante in inferiorità numerica, con il rischio concreto di mandare in frantumi il sogno mondiale.
E invece no.
La partenza belga: due fendenti che sembravano indirizzare la gara
Berguet prima e Decubber poi confezionano un 14-0 in undici minuti, grazie anche al piede impeccabile di Remue. Ma il Brasile, guidato da una prima linea dominante con Silva Segura, Rebolo e Ferreira, entra in partita con carattere. Dell’Acqua accorcia, la mischia brasiliana martella, e un drop di Oviedo porta gli uomini di Reeves fino al 14-10.
La tempesta: giallo, rosso e rimonta brasiliana
Il giallo a Deceuninck apre la strada alla meta di Rosetti (entrato da pochi secondi), mentre il rosso a Berguet sembra il colpo del KO. Il Brasile passa avanti 17-14 e poi 27-25 con Moreno: a otto minuti dal termine, tutto lascia pensare che la storia stia prendendo una piega prevedibile.
Il finale impossibile: cuore, campo e destino
Remue sbaglia il calcio del possibile sorpasso a 4 minuti dalla fine. Potrebbe essere la fine—e invece è solo l’inizio.
Il Belgio attacca con disperazione e lucidità. La difesa brasiliana resiste, ma al limite dell’area di meta arriva il lampo: Maxime Jadot, il pilone subentrato, sfrutta un varco millimetrico e si tuffa oltre la linea.
È la meta più pesante della storia recente dei “Black Devils”.
La mischia finale del Brasile non basta: un breakdown magistrale regala al Belgio il pallone della liberazione.
Dossat: “Fieri. Umili. E pronti a giocarci tutto.”
Il CT belga riassume l’impresa con poche parole che dicono tutto:
“Non abbiamo mollato un minuto. Poteva andare in qualsiasi direzione. Ma lo spirito di questa squadra è stato decisivo.”
SAMOA – NAMIBIA: autorità, struttura e una candidatura fortissima
L’altro pezzo del puzzle arriva dal secondo match, dove Samoa ha offerto la prestazione più convincente vista finora nel torneo. Il 26-8 finale contro la Namibia vale molto di più del punteggio: è la dimostrazione che la squadra sta crescendo, assimilando innesti pesantissimi e affinando un sistema ormai maturo.
Primo tempo dominante: 19-0 e partita indirizzata
Samoa parte fortissimo.
Le mete di Taumateine, Apelu Maliko e Ah-Kiong certificano una superiorità netta in ritmo, fisicità e letture tattiche. Umaga aggiunge due conversioni e orchestra con sicurezza la linea arretrata.
La Namibia fatica a contenere l’ampiezza samoana e il volume di gioco, ma non smette mai di combattere, elemento che pagherà nella ripresa.
Ripresa più equilibrata: Namibia coraggiosa, Samoa chirurgica
Loubser accorcia con un piazzato e gli africani provano a guadagnare campo con un ottimo gioco al piede.
Ma Samoa gestisce, varia il ritmo e al 54’ colpisce ancora: Motuga schiaccia al termine di una maul perfettamente eseguita, con Umaga che dalla bandierina mette un’altra conversione di qualità.
La Namibia non molla e trova il premio
Nonostante le difficoltà, i Welwitschias chiudono la seconda metà avanti 8-7, con una meta di Nell dopo un intelligente cross-kick di Deysel. Rossouw parla di “impegno totale” e non ha torto: la squadra ha mostrato un orgoglio feroce, ma la differenza tecnica tra le rose è stata evidente.
Pisi (Samoa): “Gli innesti stanno alzando l’asticella”
Il tecnico samoano applaude l’impatto dei nuovi arrivi, incluso Scott Sio, e sottolinea l’importanza della competizione interna per la crescita del gruppo.
LA FINALE CHE VALE UNA QUALIFICAZIONE MONDIALE
Martedì 18 novembre sarà il giorno della verità:
**SAMOA vs BELGIO
Chi vince vola ai Mondiali del 2027. Chi perde guarda l’Australia dalla televisione.**
- Samoa arriva più strutturata, con maggiore profondità e solidità.
- Il Belgio arriva con un cuore enorme e una resilienza che può rovesciare qualsiasi pronostico.
È più di una partita: è la partita di una generazione per entrambe le nazioni.
