George Russell ha trasformato la notte di Singapore in una sinfonia d’argento. Partito dalla pole, il britannico della Mercedes ha dominato dall’inizio alla fine, lasciando solo le briciole a Max Verstappen e Lando Norris. Ma il vero spettacolo si è consumato dietro, tra le scintille — letterali e metaforiche — del box McLaren.
Alla prima curva, Norris ha toccato la Red Bull di Verstappen e poi la fiancata del compagno Oscar Piastri. Ruote contro ruote, orgoglio contro orgoglio: il messaggio radio di Piastri (“non proprio ideale”) ha raccontato tutto. Russell, intanto, davanti a tutti, si è limitato a fare ciò che gli riesce meglio: sparire all’orizzonte.
La sua è stata una gara perfetta, la seconda vittoria dell’anno e la quinta in carriera, con Verstappen che ha dovuto usare tutta la sua esperienza per tenere dietro un furioso Norris. Piastri, quarto e non troppo felice, ha comunque contribuito al bottino che consegna a McLaren il secondo titolo Costruttori consecutivo.
Dietro il quartetto di testa, il baby fenomeno Kimi Antonelli ha portato altri punti d’oro a Mercedes chiudendo quinto, seguito da un duello tutto Ferrari tra Charles Leclerc e Lewis Hamilton, con quest’ultimo sotto investigazione per i limiti pista. Alonso ha accarezzato il colpo grosso in volata, finendo ottavo per quattro decimi.
Bearman e Sainz completano la zona punti, mentre tutti gli altri — da Hadjar a Hulkenberg — hanno visto la bandiera a scacchi senza ritiri: un evento raro a Singapore, dove solitamente le gare finiscono con più carbonio che sorrisi.
La notte asiatica incorona Russell, ma il titolo parla arancione. McLaren vince ancora, pur tra i musi lunghi dei suoi piloti: quando la rivalità diventa combustibile, le fiamme arrivano fino al cielo di Marina Bay.
