Il Campionato del Mondo Rally torna ad affrontare una delle prove più iconiche e temute dell’intero calendario: il Safari Rally Kenya, terzo appuntamento della stagione 2026, in programma dal 12 al 15 marzo con base operativa a Naivasha, nel cuore della Rift Valley. Per il team M-Sport Ford World Rally Team si tratta di una delle sfide più impegnative dell’anno, tra terreni estremi, condizioni imprevedibili e un percorso aggiornato rispetto alle edizioni precedenti.
La gara africana resta infatti il banco di prova più duro del WRC, capace di mettere a dura prova non solo la velocità dei piloti ma soprattutto la resistenza di uomini e mezzi.
Un rally leggendario tra savana e insidie naturali
Il Safari Rally 2026 si articolerà su 20 prove speciali, per una distanza competitiva totale di 350,52 chilometri, inseriti all’interno di un percorso complessivo di 1.217,64 chilometri. Il fondo sarà interamente sterrato, ma definire la superficie semplicemente “gravel” sarebbe riduttivo.
Le strade attorno al Lago Naivasha sono infatti celebri per il loro fondo estremamente variabile e spesso brutale. Il percorso attraversa savane aride, tratti rocciosi e zone di fesh-fesh, una sabbia finissima simile alla polvere che può trasformarsi in una vera trappola per i piloti. A queste difficoltà si aggiungono le condizioni meteorologiche imprevedibili, con piogge improvvise capaci di trasformare il terreno in fango profondo.
Per affrontare queste condizioni estreme, le vetture del team britannico saranno equipaggiate con soluzioni specifiche: il ritorno dello snorkel per l’aspirazione dell’aria, assetti con altezze da terra maggiorate e griglie anteriori rinforzate, elementi fondamentali per proteggere i motori e le componenti meccaniche da polvere, detriti e attraversamenti d’acqua.
L’obiettivo di M-Sport: velocità e intelligenza
Il Team Principal Richard Millener guarda alla gara africana con rispetto ma anche con fiducia, sottolineando quanto l’approccio alla competizione debba essere intelligente oltre che veloce.
Millener ha evidenziato come il Safari Rally arrivi rapidamente dopo gli appuntamenti iniziali della stagione e rappresenti una prova molto diversa rispetto alle gare europee. Secondo il responsabile del team, l’esperienza accumulata da alcuni equipaggi potrà rivelarsi fondamentale, ma la chiave per ottenere un buon risultato sarà mantenere una guida pulita e priva di errori. In Kenya, infatti, spesso sono i piloti più intelligenti e rispettosi delle condizioni del terreno a ottenere i risultati migliori.
Le Puma Rally1 in gara
M-Sport schiererà due Ford Puma Rally1 nella classe regina del mondiale.
Il primo equipaggio sarà composto da Josh McErlean ed Eoin Treacy, reduci dal nono posto assoluto al Rally di Svezia e già presenti nella passata edizione del Safari Rally, conclusa in decima posizione assoluta. Attualmente McErlean occupa la 14ª posizione nel campionato WRC.
Il pilota irlandese ha sottolineato come la gara kenyana richieda soprattutto intelligenza e gestione. L’obiettivo sarà prendersi cura della vettura e costruire una prestazione costante per tutta la durata del rally, strategia che potrebbe permettere di ottenere un risultato molto positivo.
Al loro fianco ci saranno Jon Armstrong e Shane Byrne, che arrivano dalla ottava posizione in Svezia e occupano attualmente la 12ª posizione nel mondiale. Per Armstrong si tratterà della prima partecipazione al Safari Rally Kenya, una variabile che aggiunge ulteriore complessità alla gara.
Il pilota britannico ha evidenziato come l’evento rappresenti una sfida completamente nuova. La preparazione svolta insieme al team, anche attraverso il lavoro in officina sulla vettura, è stata fondamentale per affrontare una gara nota per la sua durezza. L’obiettivo dichiarato è quello di mantenere una guida pulita e gestire la gara con attenzione.
La Fiesta Rally2 nel WRC2
Nella categoria WRC2 sarà presente anche la Ford Fiesta Rally2 affidata all’equipaggio formato da Romet Jürgenson e Siim Oja.
Anche per Jürgenson si tratterà del debutto assoluto al Safari Rally Kenya. L’equipaggio arriva dal 14º posto nel WRC2 al Rally di Svezia e occupa attualmente la 18ª posizione nella classifica mondiale.
Il pilota estone ha spiegato come la gara africana rappresenti un tipo di sfida completamente diverso rispetto alle competizioni affrontate in passato. L’esperienza maturata nel Junior WRC, in particolare in eventi difficili come il Rally di Grecia, potrà essere utile, ma il Safari richiederà comunque un approccio molto prudente. L’obiettivo principale sarà portare la vettura al traguardo senza problemi significativi e accumulare esperienza su uno degli eventi più unici del mondiale.
Il Safari resta una gara di sopravvivenza
Se in molti rally del WRC la differenza la fa la pura velocità, il Safari Rally Kenya continua a essere una competizione dove resistenza, strategia e gestione del mezzo diventano fondamentali.
Tra sabbia, fesh-fesh, rocce e possibili temporali tropicali, la gara africana rappresenta una vera prova di sopravvivenza sportiva. Per M-Sport, come per tutti i team del mondiale, il primo obiettivo sarà evitare forature e problemi meccanici, mantenendo allo stesso tempo un ritmo competitivo.
In un rally dove ogni chilometro può trasformarsi in una trappola, l’equilibrio tra velocità e prudenza sarà ancora una volta l’arma decisiva.
