Il Safari Rally Kenya continua a confermarsi una delle sfide più dure del calendario del World Rally Championship. Dopo una giornata di venerdì estremamente impegnativa tra fango, pietre affioranti, carreggiate devastate e persino incontri ravvicinati con la fauna locale, il leader della classifica resta Oliver Solberg. Il pilota svedese chiude la prima parte del rally con appena 1 secondo di vantaggio su un arrembante Sébastien Ogier.
Solberg era partito con un margine più rassicurante al volante della Toyota GR Yaris Rally1, ma la pressione di Ogier è cresciuta costantemente nel corso della giornata. Il nove volte campione del mondo ha sfruttato al meglio l’evoluzione delle condizioni delle prove nel pomeriggio per rosicchiare secondo dopo secondo, arrivando a chiudere il venerdì praticamente in scia al leader.
La giornata è iniziata subito con complicazioni organizzative: la prova speciale SS3 Camp Moran è stata cancellata a causa delle condizioni estreme del fondo, con profondi solchi che impedivano il passaggio in sicurezza dei mezzi di soccorso. I concorrenti hanno quindi iniziato il programma competitivo dalla prova di Loldia, lunga 18,95 chilometri.
Il mattino di Solberg non è stato privo di errori. Nella prima speciale della giornata il ventiquattrenne è finito largo in una curva a destra entrando tra i cespugli, perdendo circa 10 secondi prima di ritrovare il ritmo nelle prove successive.
Nel pomeriggio le condizioni sono cambiate nuovamente: con il fondo che si asciugava, sono emersi rocce affilate e profonde carreggiate, rendendo le seconde passate delle speciali ancora più insidiose. In questo scenario Ogier ha sferrato l’attacco decisivo, firmando il miglior tempo nelle prove SS7 e SS9.
Il colpo più duro per Solberg è arrivato nella SS8, quando una foratura posteriore destra lo ha costretto a gestire la vettura lungo tutta la speciale, perdendo circa 30 secondi. Il vantaggio accumulato in precedenza si è così quasi completamente dissolto.
Alla fine della giornata, dopo la prova conclusiva di Mzabibu, il distacco tra i due leader si è ridotto a un solo secondo.
Solberg ha commentato con realismo la situazione:
«Ho fatto del mio meglio. Era molto scivoloso. Ora siamo praticamente ripartiti da zero con Seb. Quest’anno abbiamo già lottato e per ora sono avanti uno a zero… vedremo domani».
Alle loro spalle la giornata ha confermato il dominio di Toyota. Il leader del campionato Elfyn Evans completa infatti una tripletta provvisoria per la casa giapponese, chiudendo terzo a 20,5 secondi da Ogier dopo una giornata passata a gestire problemi di bilanciamento della sua GR Yaris Rally1.
Tra le prestazioni più interessanti spicca quella del giovane finlandese Sami Pajari, quarto assoluto. Pajari ha rischiato il ribaltamento nella prova mattutina di Loldia ma si è riscattato vincendo SS5 Geothermal e SS6 Kedong, oltre a firmare il miglior tempo anche nella SS10, nonostante una penalità di 20 secondi per essere uscito in ritardo dal service di metà giornata.
Toyota sembrava avviata a occupare addirittura le prime cinque posizioni, ma la sorte ha fermato Takamoto Katsuta. Il giapponese ha subito due forature anteriori nella SS7 e ha dovuto completare le prove successive senza ruota di scorta, precipitando in settima posizione.
Tra le Hyundai, Thierry Neuville ha vissuto una giornata movimentata: uno stallo in frenata nella SS4 e la riparazione di un radiatore danneggiato nel pomeriggio non gli hanno impedito di chiudere quinto assoluto, con appena 1,2 secondi di margine sul compagno di squadra Adrien Fourmaux.
Anche Esapekka Lappi ha avuto una giornata insolita. Durante la SS9 il finlandese è stato costretto a rallentare fino alla prima marcia per seguire una famiglia di giraffe che percorreva la strada per circa 300 metri. Poco dopo, nei pressi del traguardo della prova, ha anche sfiorato un albero con la sua Hyundai i20 N Rally1.
Il terreno africano non ha risparmiato neppure il team M-Sport Ford. Josh McErlean si è ritirato nella SS7 dopo un impatto che ha causato la rottura di uno pneumatico, danni alla protezione inferiore e una perdita irreparabile di olio dal cambio. Il compagno di squadra Jon Armstrong ha invece rotto un braccio della sospensione posteriore nella SS9, riuscendo a completare una riparazione d’emergenza prima di raggiungere l’arrivo di tappa.
Nel WRC2 il comando passa a Robert Virves, che ha superato Gus Greensmith nel pomeriggio. Greensmith ha preferito gestire un problema al cambio, permettendo a Virves di accumulare 14,5 secondi di vantaggio in vista della giornata di sabato.
Classifica dopo la SS10 (10/20)
- Solberg / Edmondson – Toyota GR Yaris Rally1 – 1:33:50.2
- Ogier / Landais – Toyota GR Yaris Rally1 +1.0s
- Evans / Martin – Toyota GR Yaris Rally1 +20.5s
- Pajari / Salminen – Toyota GR Yaris Rally1 +1:10.5
- Neuville / Wydaeghe – Hyundai i20 N Rally1 +1:46.1
- Fourmaux / Coria – Hyundai i20 N Rally1 +1:47.3
Con metà rally ancora da disputare e distacchi ridottissimi tra i primi due, il Safari Rally Kenya promette un weekend di battaglia pura tra Solberg e Ogier su uno dei terreni più imprevedibili dell’intero mondiale rally.
