Il Safari Rally Kenya ha vissuto una giornata destinata a restare negli annali del mondiale rally. Il sabato di gara si è trasformato in una vera e propria prova di sopravvivenza, con una serie di ritiri e problemi tecnici che hanno completamente riscritto la classifica. A emergere da questo scenario quasi apocalittico è stato Takamoto Katsuta, che si presenta all’ultima giornata con un vantaggio di 1’25.5 e la concreta possibilità di conquistare la sua prima vittoria nel WRC.
La tappa si era aperta con Toyota saldamente al comando, forte di una dominante tripletta nelle prime posizioni. Tuttavia, il brutale loop mattutino ha ribaltato tutto. Il punto di svolta è arrivato nella celebre prova di Sleeping Warrior, lunga 31 chilometri e resa ancora più insidiosa da fango profondo e condizioni estreme.
Il primo grande colpo di scena ha riguardato Elfyn Evans, leader del campionato, costretto al ritiro a metà prova a causa di un danno irreparabile alla sospensione posteriore destra. Ma il vero terremoto è arrivato poco dopo, durante il trasferimento verso il service di Naivasha: il leader del rally Oliver Solberg, già alle prese con la prova quasi alla cieca dopo aver esaurito il liquido lavavetri, si è fermato per un guasto all’alternatore. Lo stesso problema ha poi messo fuori gioco anche Sébastien Ogier, che fino a quel momento stava recuperando terreno con una mattinata estremamente aggressiva.
Con i primi tre fuori dai giochi, la leadership è passata improvvisamente nelle mani di Katsuta. Il pilota giapponese aveva scelto una strategia estremamente prudente, puntando esclusivamente alla sopravvivenza dopo aver affrontato la prova di Elmenteita con una doppia foratura e senza più pneumatici di scorta per il resto del loop mattutino. Una gestione attenta che si è rivelata decisiva quando gli altri protagonisti hanno iniziato a cadere uno dopo l’altro.
Nel pomeriggio il Safari non ha concesso tregua. Thierry Neuville, che aveva iniziato il loop in seconda posizione nonostante problemi di surriscaldamento, è stato costretto al ritiro nel secondo passaggio sulla Soysambu dopo aver subito addirittura tre forature senza più gomme di scorta disponibili.
A sfruttare la situazione è stato Adrien Fourmaux, che ha guidato con grande intelligenza tra i detriti del rally conquistando la seconda posizione. Il francese ha firmato anche una vittoria di prova sulla Soysambu, per poi concentrarsi esclusivamente sulla gestione della sua Hyundai i20 N Rally1, chiudendo la giornata a 1’25.5 dal leader.
Alle sue spalle resiste Sami Pajari, sorprendente terzo assoluto. Il giovane finlandese aveva perso oltre cinque minuti nella mattinata a causa dell’esplosione di uno pneumatico ad alta velocità sulla Elmenteita, episodio che aveva anche danneggiato pesantemente la carrozzeria della vettura. Nonostante tutto, Pajari ha reagito vincendo il passaggio pomeridiano della stessa prova e superando Esapekka Lappi, ora quarto.
Lappi ha vissuto un pomeriggio estremamente complicato, tra sottosterzo e una foratura all’anteriore sinistra. Il finlandese ha ammesso apertamente di non guardare più la classifica, puntando semplicemente a portare la vettura al traguardo.
Giornata difficile anche per M-Sport Ford. Jon Armstrong ha dovuto convivere con continui allarmi sulla temperatura dell’acqua e con una foratura all’anteriore destra, mentre il compagno di squadra Josh McErlean ha affrontato l’intero pomeriggio con un persistente problema al motore. Entrambi si trovano fuori dalla top ten.
Nel WRC2 è invece Robert Virves a dettare il ritmo: l’estone ha gestito perfettamente la gara chiudendo la giornata con 55.3 secondi di vantaggio nella categoria e un eccellente quinto posto assoluto. Alle sue spalle nella classe troviamo Gus Greensmith, mentre Fabrizio Zaldivar, Andreas Mikkelsen, Diego Dominguez e Daniel Chwist completano la top ten provvisoria.
La giornata di sabato si è conclusa anticipatamente quando gli organizzatori hanno deciso di cancellare il secondo passaggio sulla Sleeping Warrior. Le profonde carreggiate piene d’acqua, aggravate dalla pioggia pomeridiana, erano diventate troppo pericolose persino per i mezzi di soccorso.
Con un vantaggio importante ma su un rally che non perdona nulla, Katsuta si prepara ora all’ultima giornata sapendo che al Safari non si vince finché non si taglia il traguardo finale.
