Sepang riaccende i motori: il 2026 MotoGP parte dallo Shakedown

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 30 Gennaio 2026

Il Mondiale MotoGP 2026 ha ufficialmente rotto il silenzio invernale. A Sepang si è chiusa la prima giornata di Shakedown, sessione riservata ai collaudatori, ai rookie e ai costruttori con concessioni tecniche, ma sufficiente per riportare in pista sensazioni, numeri e primi segnali tecnici in vista della nuova stagione.

L’attenzione si è concentrata soprattutto sui volti nuovi. Toprak Razgatlioglu, al debutto assoluto in MotoGP dopo i titoli mondiali conquistati in Superbike, ha iniziato la sua avventura con Prima Pramac Yamaha MotoGP affiancando Jack Miller. Il pilota turco ha chiuso la giornata con il miglior riferimento tra i rookie: 1’59.647, quarto tempo assoluto, nonostante alcuni inconvenienti tecnici nelle prime fasi della sessione.

Esordio positivo anche per Diogo Moreira, campione Moto2 in carica, impegnato con LCR Honda MotoGP. Il brasiliano ha dovuto fare i conti con un problema meccanico, ma è riuscito a concludere il Day 1 in ottava posizione con 2’00.894, proseguendo il percorso di adattamento alla classe regina.

Dal punto di vista dei costruttori, la prima giornata ha sorriso a Honda. Aleix Espargaro ha portato la RC213V in cima alla classifica, fermandosi a sei decimi dal tempo di qualifica fatto segnare da Joan Mir nel GP di Malesia 2025. Honda, ora salita in concession Rank C, ha schierato nella giornata inaugurale il solo Espargaro come collaudatore, oltre al rookie Moreira.

Buona risposta anche da KTM, reduce dalle presentazioni ufficiali dei team. Pol Espargaro ha chiuso secondo a mezzo secondo dalla vetta, seguito da Dani Pedrosa, MotoGP Hall of Famer, staccato di un ulteriore mezzo secondo. In pista anche Mika Kallio, impegnato in un programma più contenuto.

Per Yamaha, Razgatlioglu ha fatto da riferimento principale, con i collaudatori immediatamente alle sue spalle. Augusto Fernandez ha guidato il lavoro del test team, segnando anche la velocità massima Yamaha del giorno a 327,3 km/h, circa otto chilometri orari in meno rispetto al miglior valore registrato da Honda. Nessuna presenza in pista, per ora, per Fabio Quartararo, Alex Rins e Jack Miller.

In casa Ducati, Michele Pirro ha chiuso come ultimo dei piloti in grado di scendere sotto il muro dei due minuti. L’elemento più osservato, però, è stato l’esordio di nuove soluzioni aerodinamiche nel box Ducati, già al centro dell’attenzione come riferimento tecnico del paddock.

Giornata di lavoro anche per Aprilia, con Lorenzo Savadori impegnato in un lungo programma di sviluppo. Il collaudatore italiano resterà in pista anche nei test ufficiali, lavorando insieme a Marco Bezzecchi, chiamato a sostituire Jorge Martin. Savadori ha girato costantemente attorno ai due minuti, testando anche il materiale destinato al Trackhouse MotoGP Team.

Il primo giorno di Shakedown non assegna titoli né certezze, ma ha già acceso il dibattito: il debutto di Razgatlioglu, il ritorno del Brasile in MotoGP con Moreira, le novità Ducati e una Honda sorprendentemente competitiva. Il 2026 è appena iniziato, ma a Sepang l’aria è già quella delle grandi stagioni.