Sepang Shakedown: Honda davanti, segnali tecnici forti nel primo test del 2026

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 31 Gennaio 2026

Il Test Shakedown di Sepang ha inaugurato ufficialmente la stagione MotoGP 2026, offrendo tre giornate di lavoro dedicate a collaudatori, rookie e ai piloti delle Case che beneficiano del sistema di concessioni. Un appuntamento iniziale che, pur senza valore competitivo diretto, ha già restituito indicazioni interessanti sullo stato di avanzamento dei vari progetti tecnici.

A emergere su tutti è stata Honda, che ha chiuso la tre giorni al comando grazie al miglior tempo assoluto firmato da Aleix Espargaro. Il crono di 1:57.173 rappresenta un riferimento significativo se confrontato con i tempi registrati a Sepang nella passata stagione e conferma un’evoluzione concreta della RC213V dopo il passaggio della Casa giapponese al Rank C alla fine del 2025.

Il riscontro cronometrico ottenuto da Espargaro risulta sensibilmente migliore rispetto alla miglior prestazione Honda dello scorso anno sullo stesso tracciato e, trasposto su uno scenario da qualifica, avrebbe garantito una posizione di vertice nelle prime file. Un segnale chiaro di come il lavoro svolto durante l’inverno stia iniziando a produrre effetti tangibili.

KTM: sviluppo aerodinamico e secondo tempo

Alle spalle di Honda si è posizionata KTM, con Pol Espargaro autore di un 1:57.299. Anche in questo caso il tempo migliora il riferimento KTM della stagione precedente a Sepang. La Casa di Mattighofen ha sfruttato lo Shakedown per un programma di sviluppo esteso, coinvolgendo anche Dani Pedrosa e Mika Kallio, con particolare attenzione alle soluzioni aerodinamiche introdotte.

Yamaha: il V4 sotto la lente

Terza forza del test è stata Yamaha, che ha concentrato gran parte del lavoro sulla YZR-M1 2026 equipaggiata con il nuovo motore V4. Fabio Quartararo ha chiuso la giornata finale a circa mezzo secondo dal miglior tempo, mentre la presenza nel Rank D ha consentito al marchio di Iwata di sfruttare sessioni di prova senza limitazioni. In pista anche Alex Rins e Jack Miller con Prima Pramac Yamaha, con l’australiano miglior interprete della seconda giornata. Attività intensa anche per Augusto Fernandez e Andrea Dovizioso, con sei Yamaha complessivamente impegnate nel corso dello Shakedown.

Ducati: preparazione in vista del test ufficiale

Presenza mirata per Ducati, che ha affidato l’intero programma a Michele Pirro. Il collaudatore ha lavorato principalmente sulla nuova aerodinamica, impostando la base tecnica per la successiva tre giorni di Test Ufficiale. A seguire le operazioni da bordo pista anche Alex Marquez, in qualità di osservatore.

Aprilia: scelte tecniche in fase di definizione

Lo Shakedown ha visto Aprilia impegnata in un lavoro di affinamento con Lorenzo Savadori. In vista dell’arrivo a Sepang di Marco Bezzecchi, il collaudatore ha provato anche le moto del team Trackhouse MotoGP destinate a Raul Fernandez e Ai Ogura. La direzione sul telaio sembra ormai definita, mentre restano aperte alcune valutazioni sull’aerodinamica che verranno approfondite nel Test Ufficiale.

Rookie 2026: primi riferimenti cronometrici

Spazio anche ai due esordienti della stagione. Diogo Moreira ha dovuto fare i conti con alcuni inconvenienti tecnici sulla Honda LCR, chiudendo la terza giornata in 1:58.338. Prestazione molto vicina per Toprak Razgatlioglu con Prima Pramac Yamaha MotoGP, che ha fermato il cronometro sull’1:58.465. Entrambi torneranno in pista nei prossimi giorni per proseguire il percorso di adattamento alla MotoGP.

Archiviato lo Shakedown, l’attenzione si sposta ora sul Test Ufficiale di Sepang, che offrirà un quadro più completo sugli equilibri tecnici e sul reale livello di competitività delle varie Case all’inizio del 2026.