I test collettivi di shakedown disputati al Circuit de Barcelona-Catalunya hanno rappresentato il primo vero banco di prova per la Formula 1 versione 2026. Per PhotoSportMagazine.com, più che un test prestazionale, Barcellona è stato soprattutto un esame di solidità tecnica, integrazione dei nuovi regolamenti e capacità organizzativa delle scuderie davanti a una delle rivoluzioni più profonde dell’era moderna del Circus.
Il dato più evidente emerso dai cinque giorni catalani è uno: chilometraggio elevatissimo e affidabilità sorprendente. Se si guarda al precedente grande cambio regolamentare del 2014, quando l’intero schieramento faticò a superare i 100 giri complessivi nella prima giornata di test, il confronto è impietoso. Nel 2026 una singola squadra ha superato quella soglia già al day-one, con un totale complessivo di giri moltiplicato più volte rispetto a dodici anni fa. Un segnale forte, considerando l’introduzione dell’aerodinamica attiva, delle nuove architetture telaistiche e di power unit con una ripartizione quasi paritaria tra elettrico e combustione interna.
Mercedes, metodo e continuità
Tra le squadre che hanno impressionato per approccio e pulizia operativa c’è senza dubbio Mercedes. La scuderia di Brackley ha affrontato lo shakedown con un programma lineare, senza forzare, ma accumulando dati in modo costante su tutte le giornate disponibili. Nessuna ricerca del tempo, nessuna dichiarazione ad effetto, ma una sensazione di solidità “out of the box” che conferma la bontà del lavoro svolto in fabbrica.
Red Bull-Ford, debutto senza intoppi
Grande attenzione era rivolta anche al debutto della nuova power unit sviluppata da Red Bull Racing in collaborazione con Ford. Dal punto di vista tecnico, la prima uscita pubblica può essere considerata positiva: nessun problema evidente, funzionamento regolare sia sulla monoposto principale sia su quella di Racing Bulls, e chilometri portati a casa senza interruzioni significative. È presto per parlare di competitività, ma il primo obiettivo – far funzionare tutto – è stato centrato.
McLaren e il numero 1
La presenza del numero 1 sulla McLaren guidata dal campione del mondo Lando Norris ha rappresentato uno dei simboli più iconici dello shakedown. Al di là dell’aspetto mediatico, McLaren ha svolto un lavoro estremamente ordinato, completando il programma previsto e confermando una buona base tecnica. Nessuna indicazione chiara sulle reali ambizioni, ma una continuità operativa che lascia intravedere una struttura ormai matura.
Aston Martin, tante novità tutte insieme
Situazione più complessa ma interessante quella di Aston Martin. Arrivata in ritardo a Barcellona per motivi logistici, la squadra di Silverstone ha comunque portato in pista la prima monoposto progettata sotto la nuova direzione tecnica di Adrian Newey. Il passaggio al motore Honda ufficiale, unito allo sviluppo interno di cambio e sospensioni, ha concentrato un numero elevato di novità in un unico pacchetto. Il chilometraggio recuperato, soprattutto con Fernando Alonso, è un segnale incoraggiante, ma serviranno i test del Bahrain per valutare l’equilibrio complessivo del progetto.
Ferrari, lavoro silenzioso
La Ferrari ha scelto una linea di assoluta discrezione. Nessun proclama, nessuna rincorsa al tempo, ma un programma tecnico rigoroso e continuo. Il numero di giri completati e la regolarità delle sessioni indicano una base affidabile, coerente con l’approccio prudente ma metodico adottato a Maranello in vista del nuovo ciclo regolamentare.
Audi e Cadillac, esordio convincente
Tra le note più interessanti dello shakedown spiccano anche le prestazioni operative dei due nuovi progetti. Audi, pur appoggiandosi all’infrastruttura Sauber, ha affrontato il primo vero test della propria power unit senza intoppi critici, completando tutte le giornate previste. Cadillac, al debutto assoluto come struttura indipendente, ha stupito per capacità organizzativa e continuità di lavoro, con un chilometraggio significativo e il ritorno in pista di piloti esperti come Perez e Bottas che ha contribuito allo sviluppo iniziale.
Williams, scelta prudente
Unico assente di rilievo, Williams ha deciso di rinunciare allo shakedown per concentrarsi su test virtuali e sulla preparazione del pacchetto definitivo in vista del Bahrain. Una scelta conservativa, dettata da ritardi produttivi, che potrà essere valutata solo alla luce dei test ufficiali.
Il giudizio di PhotoSportMagazine.com
Per noi di PhotoSportMagazine.com, Barcellona ha promosso la Formula 1 2026 sotto il profilo dell’affidabilità e della preparazione tecnica delle squadre. Le monoposto funzionano, i sistemi complessi introdotti dal nuovo regolamento sembrano già integrati in modo efficace e il livello medio del paddock appare più alto rispetto al passato.
Le gerarchie, però, restano volutamente nascoste. Il vero confronto inizierà in Bahrain, quando i programmi diventeranno più aggressivi e i riferimenti cronometrici inizieranno a contare davvero.
