Shanghai apre il primo weekend Sprint della nuova era: Ferrari continua il lavoro di comprensione delle monoposto 2026

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 11 Marzo 2026

Il Mondiale di Formula 1 2026 prosegue senza pause dopo il debutto stagionale di Melbourne. La seconda tappa del campionato porta il circus allo Shanghai International Circuit per il Gran Premio di Cina, appuntamento che segna anche un momento molto importante per questa nuova stagione: sarà infatti il primo weekend Sprint della nuova generazione di monoposto.

Per la Scuderia Ferrari HP, così come per tutte le altre squadre della griglia, il fine settimana cinese rappresenta un banco di prova particolarmente delicato. Le vetture 2026 hanno introdotto cambiamenti profondi in molti aspetti tecnici, dall’aerodinamica alla gestione dell’energia, e i team dispongono ancora di una quantità limitata di dati dopo una sola gara disputata.

In questo contesto, la capacità di arrivare preparati al weekend grazie al lavoro svolto al simulatore e l’efficienza nell’analizzare rapidamente i dati raccolti durante l’unica sessione di prove libere potrebbero fare una differenza decisiva.


Un weekend Sprint con pochissimo tempo per lavorare

Il format Sprint riduce drasticamente il tempo a disposizione per le squadre e rende la gestione del fine settimana ancora più complessa dal punto di vista tecnico e strategico.

Il programma del Gran Premio di Cina prevede infatti una sola sessione di prove libere, della durata di 60 minuti, prevista per il venerdì alle 11:30 locali (04:30 CET). Nel pomeriggio dello stesso giorno, alle 15:30 locali (08:30 CET), si disputerà la Sprint Qualifying, che stabilirà la griglia di partenza della gara breve.

La Sprint Race si correrà sabato mattina alle 11:00 locali (04:00 CET) sulla distanza di 19 giri, pari a 103,379 chilometri. Sempre nella giornata di sabato, nel pomeriggio alle 15:00 locali (08:00 CET), si svolgeranno poi le qualifiche valide per la gara principale.

Il Gran Premio di Cina prenderà infine il via domenica alle 15:00 locali (08:00 CET) e si disputerà sulla distanza di 56 giri, per un totale di 305,066 chilometri.

In un contesto così serrato, ogni minuto in pista assume un valore enorme e la capacità di prendere decisioni rapide sul set-up della vettura diventa fondamentale.


Shanghai: uno dei circuiti più tecnici del calendario

Lo Shanghai International Circuit, lungo 5,451 chilometri, è considerato uno dei tracciati più complessi e tecnici dell’intero calendario di Formula 1.

Il layout del circuito è stato progettato ispirandosi al carattere cinese “shang”, che significa “verso l’alto”. Il risultato è un tracciato molto vario, caratterizzato da un mix di curve a raggio variabile, frenate molto impegnative e lunghi rettilinei.

Tra i punti più iconici del circuito spicca curva 1, un lunghissimo tornante verso destra che si chiude progressivamente e che obbliga i piloti a ruotare la vettura per circa 270 gradi prima di affrontare la curva successiva. È una sezione estremamente tecnica che richiede grande sensibilità nella gestione dell’acceleratore e del bilanciamento dell’anteriore.

Il settore centrale è composto da una serie di curve di media velocità che richiedono un buon compromesso aerodinamico, mentre l’ultimo settore è dominato dal rettilineo di oltre 1,3 chilometri che porta alla staccata di curva 14, uno dei principali punti di sorpasso del circuito.

Con le monoposto della nuova generazione 2026, caratterizzate da un equilibrio diverso tra potenza termica ed elettrica e da sistemi aerodinamici attivi pensati per ridurre la resistenza sui rettilinei, la gestione dell’energia e la scelta delle fasi di attacco e difesa diventeranno fattori chiave per tutto il weekend.


Vasseur: “Siamo solo all’inizio di questa nuova era”

Il Team Principal della Scuderia Ferrari HP, Fred Vasseur, ha sottolineato come il Gran Premio di Cina rappresenti una sfida molto diversa rispetto alla gara di apertura della stagione.

Secondo Vasseur, il formato Sprint rende il weekend ancora più impegnativo perché il tempo a disposizione per lavorare sulle monoposto è estremamente ridotto. Per questo motivo la preparazione svolta a Maranello e al simulatore assume un ruolo determinante.

Il responsabile del team ha inoltre evidenziato come la Formula 1 stia vivendo una fase completamente nuova. Le vetture 2026 presentano caratteristiche molto diverse rispetto a quelle degli ultimi anni e ogni sessione in pista diventa un’occasione preziosa per migliorare la comprensione del comportamento della monoposto, sia dal punto di vista dell’assetto sia da quello della gestione dell’energia.

Dopo i segnali incoraggianti visti nella gara inaugurale in Australia, l’obiettivo della squadra per Shanghai è continuare a progredire, raccogliere dati utili e affrontare un fine settimana pulito in tutte le sue fasi.


Una collezione speciale Puma per celebrare Shanghai

In occasione del Gran Premio di Cina, Puma, partner ufficiale della Scuderia Ferrari HP, ha realizzato una collezione speciale in edizione limitata dedicata a questo appuntamento del calendario.

La linea prende ispirazione dall’abbigliamento ufficiale del team e combina l’iconico Rosso Corsa con elementi di design sviluppati appositamente per il mercato cinese. L’obiettivo è offrire ai tifosi una reinterpretazione della tradizione racing della Scuderia Ferrari.

La collezione include diversi articoli esclusivi dedicati ai piloti Charles Leclerc e Lewis Hamilton ed è disponibile attraverso i canali retail Puma.


Alba Larsen pronta al debutto stagionale in F1 Academy

Il weekend di Shanghai segnerà anche l’inizio della stagione F1 Academy, con la pilota della Ferrari Driver Academy Alba Larsen pronta a scendere in pista per il primo appuntamento dell’anno.

Per la giovane pilota danese rappresentare i colori della Scuderia Ferrari HP è motivo di grande orgoglio. Larsen ha sottolineato come il marchio Ferrari rappresenti un simbolo storico del motorsport e come il supporto ricevuto dalla Ferrari Driver Academy durante la preparazione invernale sia stato fondamentale per arrivare pronta alla nuova stagione.

Entrando nel suo secondo anno nella categoria, Larsen punta a costruire sui progressi ottenuti nella stagione precedente. L’obiettivo condiviso con la Ferrari Driver Academy è quello di migliorare costantemente nel corso dell’anno, lottando con maggiore continuità nelle posizioni di vertice e sfruttando ogni opportunità di crescita.

La pilota ha inoltre espresso apprezzamento per lo Shanghai International Circuit, che considera un tracciato interessante grazie alla combinazione di lunghi rettilinei e curve tecniche. Larsen conserva buoni ricordi delle precedenti gare disputate su questo circuito, dove ha tagliato il traguardo in quarta posizione in entrambe le occasioni, anche se una penalità in una di esse l’ha fatta retrocedere al settimo posto nella classifica finale.


Ferrari e il Gran Premio di Cina: numeri e storia

La presenza della Ferrari in Formula 1 rappresenta una delle storie più longeve e ricche di successi nel motorsport mondiale.

Nel corso della sua storia nel mondiale, la Scuderia ha disputato 1123 Gran Premi in 77 stagioni, ottenendo 248 vittorie, 254 pole position, 265 giri più veloci e 837 podi complessivi.

Il debutto nel campionato del mondo risale al Gran Premio di Monaco del 1950, dove Alberto Ascari concluse al secondo posto, Raymond Sommer al quarto mentre Luigi Villoresi fu costretto al ritiro.

Per quanto riguarda il Gran Premio di Cina, Ferrari ha preso parte a 18 edizioni della gara, conquistando 4 vittorie, 2 pole position, 2 giri più veloci e 13 podi complessivi.


Numeri e curiosità legati al GP di Cina

Tra gli elementi più particolari legati allo Shanghai International Circuit spicca la già citata curva 1, che richiede una rotazione della vettura di circa 270 gradi, rendendola uno dei cambi di direzione più singolari dell’intero calendario di Formula 1.

Shanghai è anche famosa per il Maglev Train, il treno a levitazione magnetica che collega l’aeroporto internazionale di Pudong al centro città. Questo convoglio è il treno commerciale più veloce al mondo, capace di raggiungere velocità di 430 km/h grazie alla tecnologia che elimina l’attrito con i binari.

Il circuito si trova nel distretto di Jiading, un’area che negli ultimi anni è diventata uno dei principali poli industriali dell’automotive in Cina. Qui hanno sede circa 600 aziende del settore automobilistico, tra centri di ricerca, fornitori e società tecnologiche, tanto che la zona viene spesso definita la “Automotive City” di Shanghai.

Infine, uno dei riferimenti storici più affascinanti del motorsport legato alla Cina risale al 1907, anno in cui venne organizzato il celebre raid Pechino–Parigi, una delle avventure più epiche della storia dell’automobile. I partecipanti affrontarono oltre 15.000 chilometri tra deserti, steppe e montagne. A vincere fu l’italiano Scipione Borghese al volante di una Itala 35/45 HP, arrivato nella capitale francese con diversi giorni di vantaggio sugli avversari.