La leggenda si scrive a Spa, con inchiostro nero-verde e il rombo di una Huracán GT3 EVO2. Dopo anni di attesa e speranze spezzate, Lamborghini conquista finalmente il tempio delle corse GT: la CrowdStrike 24 Hours of Spa 2025 incorona il marchio di Sant’Agata Bolognese grazie all’impresa del Grasser Racing Team e del suo trio da favola: Mirko Bortolotti, Jordan Pepper e Luca Engstler.
Nel cuore delle Ardenne, davanti a 128.000 spettatori, si consuma un capolavoro di strategia, velocità e sangue freddo. Partiti decimi, i tre alfieri della Lambo si sono fatti largo tra i giganti della categoria, agguantando la vetta all’alba, quando la luce dorata ha baciato le curve di Spa-Francorchamps. Ma la gloria non è mai semplice: la sfida si è trasformata presto in un duello incandescente con la Porsche #96 del team Rutronik Racing, guidata da Niederhauser, Müller e Picariello.
Un colpo di genio strategico ha lanciato in testa la 911 nei momenti chiave, sfruttando al millesimo un pit stop prima di una full-course yellow. Ma la Huracán aveva il passo. Quando Bortolotti ha affondato il sorpasso alla Bus Stop a meno di due ore dalla fine, il pubblico ha trattenuto il fiato. E quando un pit stop lento ha regalato un’ultima chance alla Porsche, solo il sangue freddo dell’italiano e la sua maestria nel gestire il traffico hanno garantito il trionfo: otto decimi di secondo il distacco dopo 24 ore di battaglia.
“Ho vissuto tante delusioni qui, ma oggi… oggi è un sogno che si realizza”, ha detto un commosso Jordan Pepper, dando voce a nove anni di rincorsa.
Dietro, la #51 Ferrari AF Corse – Francorchamps Motors ha completato una rimonta leggendaria: dal 65° posto nelle prime ore fino al terzo gradino del podio. Il Cavallino, con classe e tenacia, ha scritto una pagina epica della sua storia GT.
Coppe d’oro e d’argento: il valore oltre il podio
Nel Gold Cup, la gloria è per Verstappen.com Racing, che beffa la McLaren #58 di Garage 59 nel finale grazie a una foratura beffarda. La loro Aston Martin #33, condotta da Thierry Vermeulen, Chris Lulham e Harry King, ha dimostrato che lo spirito Red Bull può correre forte anche senza le ali.
Il Silver Cup va a Walkenhorst Motorsport, che con l’Aston Martin #35 ha saputo reagire all’abbandono forzato della Pro in Superpole, trasformando la delusione in redenzione. “È il nostro regalo alla squadra”, ha dichiarato Romain Leroux, commosso e determinato.
Nel Bronze Cup, il successo porta il nome di Kessel Racing: la Ferrari #74 di Blattner, Marschall, Laursen e Robichon ha avuto la meglio dopo una battaglia a colpi di strategia con la Mercedes #81 di Winward Racing. Una vittoria pulita e meritata, arrivata dopo un 2024 da dimenticare.
Il Pro-Am ha visto il trionfo dell’emozione pura: la Porsche #29 di AV Racing by Car Collection ha vinto con un equipaggio interamente esordiente alla 24h. Per Fabian Duffieux, nato a soli otto chilometri dal circuito, è stato il coronamento di un sogno iniziato da ragazzo… su un camion di recupero pista.
E mentre la Coupe du Roi va meritatamente alla Porsche per le prestazioni globali in tutte le classi, resta solo da chiudere il sipario su un’edizione entrata nella leggenda. Ma l’eco del rombo Lamborghini risuonerà a lungo sulle colline belghe.
Appuntamento al 2026. Ma questa notte, la immortale, ha il cuore che batte italiano.
