Una gara lunga, complessa, spezzettata da continui interventi di Code 60, ma proprio per questo ideale per chi sa leggere l’endurance come una partita a scacchi. Alla fine, a emergere sotto le luci artificiali del Yas Marina Circuit è stata Herberth Motorsport, capace di trasformare caos e neutralizzazioni in un’arma strategica vincente.
La Porsche 911 GT3 R (992) #10 di Loek Hartog, Antares Au e Huub van Eijndhoven ha conquistato una vittoria costruita con intelligenza più che con la sola velocità pura, al termine di una Michelin 6H Abu Dhabi combattuta dall’inizio alla fine e caratterizzata da un impressionante schieramento di 60 vetture.
Partenza aggressiva e primo snodo della gara
Il segnale chiave della giornata arriva già allo spegnimento dei semafori. Hartog, scattato dalla quarta posizione, infila un sorpasso decisivo all’esterno di Curva 1, prendendo immediatamente il comando e rompendo la serrata morsa Mercedes-AMG costruita in qualifica da Winward Racing.
Alle sue spalle si forma subito un gruppo compatto con la TFT Racing Mercedes-AMG di Benjamin Paque e la BMW M4 GT3 EVO di Team WRT, ma un contatto nelle prime battute innesca il primo Code 60 della gara, anticipo di una lunga serie che segnerà profondamente l’andamento della corsa.
Alla ripartenza Hartog riesce a fare il vuoto, sfruttando ritmo e pista libera, mentre alle sue spalle le strategie iniziano già a differenziarsi.
Code 60, strategie e rotazioni di leadership
Con il passare delle ore, la gara diventa una continua alternanza di neutralizzazioni, pit stop anticipati e rimescolamenti della classifica. Antares Au prende il volante della Porsche #10 mantenendo la leadership, mentre altre vetture – tra cui la Mercedes TFT – pagano ripartenze lente o scelte meno efficaci nei momenti chiave.
Nel cuore della gara, Herberth Motorsport arriva addirittura a occupare due delle prime tre posizioni assolute, con la #10 e la Porsche #269 impegnata nella lotta GT3 PRO-AM. Un breve passaggio al comando della terza Porsche del team viene però interrotto da un pit stop forzato per riparazioni all’avantreno.
Il nono Code 60 arriva a meno di due ore e mezza dalla fine e rappresenta uno snodo cruciale: il gruppo si ricompatta, ma la #10 resta sempre nel controllo strategico della situazione.
Il colpo di scena: fuori le Mercedes Winward
Uno dei momenti decisivi della gara arriva poco dopo: entrambe le Mercedes-AMG di Winward Racing, dominatrici in qualifica, sono costrette al ritiro a pochi minuti di distanza l’una dall’altra. Un duro colpo per uno dei team favoriti e una svolta definitiva nella lotta per la vittoria assoluta.
Nel finale, tra nuovi contatti e ulteriori Code 60, Herberth Motorsport gioca la carta decisiva: gestione carburante impeccabile. Quando la pista torna verde per l’ultima volta, Hartog è al volante della #10 e non deve più forzare. Il vantaggio è solido, la strategia paga.
La bandiera a scacchi sancisce una vittoria netta, con 41 secondi di margine.
Podio assoluto e doppio successo Herberth
Alle spalle della Porsche vincitrice, la BMW M4 GT3 EVO Team WRT di McIntosh, Thompson e Harper conquista il secondo posto, mentre il terzo gradino del podio va alla Ferrari 296 GT3 di Into Africa Racing by Dragon, promossa dopo penalità inflitte ad altri equipaggi.
La festa Herberth è completa grazie al successo in GT3 PRO-AM della Porsche #269 di Moritz, Kolb e Müller, sesta assoluta dopo una gara estremamente solida.
Le altre classi: 992, GTX, GT4 e TCE-TCX
In 992, la gara è subito segnata dall’incidente al via della Red Camel-Jordans.nl, che apre la strada a una lunga battaglia culminata nel successo complessivo e 992 AM di QMMF by HRT Performance, capace di emergere nella seconda metà di gara grazie a costanza e assenza di errori.
La GTX si trasforma in una gara di sopravvivenza: prima il ritiro della Ginetta di Team CMR, poi lo stop della Vortex nel finale. Nonostante ciò, la Vortex V8 viene classificata vincitrice di classe per il margine accumulato.
In GT4, Cerny Motorsport conquista un’altra vittoria sofferta ma meritata con la BMW M4 GT4, resistendo a problemi tecnici intermittenti e chiudendo con ampio vantaggio.
La TCE-TCX premia invece la Alpine A110 Cup di Chazel Technologie, protagonista di una gara in crescita costante fino al successo finale.
Campionato: tutto si decide a Dubai
Con questa affermazione, la Porsche #10 di Herberth Motorsport balza al comando della classifica GT3 del Michelin 24H SERIES Middle East Trophy. Tuttavia, nulla è ancora deciso: il regolamento assegnerà punti sia a metà gara sia al traguardo nella Michelin 24H Dubai, considerando i due migliori risultati su tre eventi.
Il verdetto finale è rimandato a Dubai, ma Abu Dhabi ha già lanciato un messaggio chiaro: quando la gara diventa complessa, Herberth Motorsport sa come vincerla.
