La quarta giornata della Dakar Rally 2026 aveva una sola parola d’ordine, condivisa da tutti: prudenza. Non per mancanza di ritmo, ma perché oggi è andata in scena la prima metà della prima tappa marathon, una di quelle giornate in cui si corre sapendo che la sera, al bivacco “refuge”, non ci saranno le classiche assistenze ad aspettare i veicoli.
I piloti non sono comunque completamente soli. I più fortunati – tra cui anche i fratelli Totani – possono contare sui camion di assistenza veloce, che arrivano più tardi ma garantiscono un minimo di manutenzione e soprattutto un controllo generale dei mezzi, con eventuali ricambi di emergenza. Poco, ma abbastanza per dormire un po’ più tranquilli.
Dal punto di vista del ritmo, la speciale è stata tutt’altro che lenta. I 452 chilometri previsti sono stati coperti dal vincitore di giornata, il sudafricano Henk Lategan, in 4h47’, a una media di circa 94,5 km/h. Numeri importanti, considerando i terreni variabili e la polvere che ha accompagnato gran parte della tappa.
Silvio e Tito Totani sono scattati questa mattina dalla 92ª posizione, alle 8:12. Davanti a loro c’era un gruppo consistente di piloti molto veloci ma penalizzati nei giorni precedenti da problemi tecnici, rendendo la prima parte di gara piuttosto fluida. A conferma che alla Dakar nulla è mai scontato, anche oggi si è vista all’opera quella che ormai sembra una vera “maledizione” del primo posto: dopo i problemi di Quintero e De Mevius nelle tappe precedenti, oggi è toccato al vincitore di ieri, Mitch Guthrie. Partito davanti, un errore – probabilmente di navigazione – gli è costato carissimo: 44 minuti di ritardo e 27° posto finale di tappa.
La classifica di giornata, ancora provvisoria, vede i Totani attorno alla 65ª posizione, con un tempo di 6 ore e 3 minuti, pari a una media di circa 74 km/h. Un risultato solido. Dal bivacco marathon però non arrivano commenti: niente campo, niente connessione, e quindi impossibile scambiare anche solo due parole. In classifica generale si muovono intorno alla 70ª posizione con il loro Optimus a due ruote motrici; senza i 29 minuti di penalità accumulati per eccessi di velocità, sarebbero una decina di posizioni più avanti. Ora la priorità è una sola: fidarsi del proprio passo ed evitare errori. La Dakar è ancora lunga.
Domani la seconda parte della marathon porterà la carovana della 48ª edizione verso Hail. Come spesso accade, moto e auto affronteranno percorsi differenti: 352 km per le moto, 371 km per auto, camion e SSV, con soli 2 km di trasferimento iniziale e 54 finali per raggiungere il bivacco. È una zona già ben conosciuta dalla Dakar e da altre gare saudite: pochissima sabbia, tanta montagna, pietre e piste dure. La prima auto entrerà in speciale alle 8:00, trovando inizialmente le tracce del giorno precedente e poi piste parallele sabbiose, comunque piuttosto veloci.
Nota finale di giornata: alla quarta tappa si contano già 14 ritiri complessivi, tra cui 3 camion e 4 auto. Tra questi anche il vincitore 2025, Yazeed Al Rajhi. Più amaro il bilancio per le moto, dove sui percorsi durissimi di questa edizione si registrano non solo problemi meccanici ma anche diverse fratture, come nel caso di Svitko o Al Balooshi.
