Targa Florio, quando il motorsport incontra la scienza: la 110ª edizione diventa laboratorio a cielo aperto

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 5 Maggio 2026

La 110ª edizione della Targa Florio non sarà soltanto uno degli appuntamenti più attesi del panorama rallystico nazionale, ma anche un vero e proprio banco di prova per la ricerca scientifica applicata allo sport. Nella settimana compresa tra l’11 e il 16 maggio, l’evento siciliano – valido per quattro Campionati Italiani – si arricchisce infatti di un progetto innovativo promosso dall’Università degli Studi di Palermo.

Al centro dell’iniziativa c’è l’impegno della Università degli Studi di Palermo, che attraverso la propria Scuola di Medicina ha avviato uno studio multidisciplinare dedicato alla performance sportiva e alla salute degli equipaggi nel motorsport. Il progetto è coordinato dal professor Alessandro Giuseppe Scardina, Ordinario di Malattie Odontostomatologiche, e coinvolge un team di ricercatori e specialisti impegnati nella raccolta e analisi dei dati durante la manifestazione.

L’obiettivo principale dello studio è comprendere l’impatto dello stress da competizione sull’organismo di piloti e copiloti, con particolare attenzione alle possibili alterazioni che possono influenzare funzioni fondamentali come masticazione, fonazione e deglutizione, oltre al benessere generale. Un approccio che amplia la visione tradizionale della preparazione atletica nel motorsport, includendo aspetti spesso poco esplorati ma determinanti per la prestazione.

Per raccogliere i dati necessari, lo staff medico-scientifico sta coinvolgendo piloti disponibili a partecipare a sessioni di valutazione durante l’evento. Le attività previste sono completamente non invasive e indolori e comprendono, nelle giornate precedenti la gara, test elettromiografici su specifici muscoli dell’apparato stomatognatico. Durante la competizione, invece, è prevista l’applicazione di un dispositivo esterno posizionato sulla guancia, utile a monitorare in tempo reale la funzione muscolare nelle diverse fasi: dallo shakedown alle prove speciali, fino ai trasferimenti.

Il protocollo può includere anche la raccolta di ulteriori dati complementari, funzionali all’analisi scientifica complessiva. Per gli equipaggi coinvolti, si tratta non solo di contribuire attivamente allo sviluppo della ricerca nel motorsport, ma anche di ottenere un riscontro personalizzato sul proprio stato funzionale, con possibili benefici sia in termini di salute sia di prestazione.

Questa iniziativa rappresenta un esempio concreto di integrazione tra sport e scienza, trasformando la Targa Florio in un contesto di studio avanzato oltre che di competizione. Un’opportunità per piloti e copiloti di diventare protagonisti non solo in gara, ma anche nel progresso della conoscenza scientifica applicata al mondo delle corse.