Torsten Gross, quando la performance diventa inclusione: la velocità come diritto di tutti

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 3 Gennaio 2026

In Italia il suo nome probabilmente è ancora poco conosciuto, ma storie come questa meritano spazio perché ricordano a tutti noi perché il motorsport è uno degli sport più straordinari che esistano. Torsten Gross non è solo un pilota: è la dimostrazione concreta che la passione per la guida può trasformarsi in uno strumento di inclusione, cambiando prospettive e abbattendo barriere.

La sua storia inizia nel 1994, quando a soli 15 anni un grave incidente gli provoca una lesione spinale a livello C6, portandolo alla tetraplegia. Una svolta drammatica, che però non ha mai spento il suo desiderio di velocità, precisione e sfida. Anzi, negli anni Gross ha costruito un percorso personale e sportivo sorprendente, diventando subacqueo di soccorso, maratoneta e infine pilota impegnato nelle competizioni.

Nel 2025 questo cammino trova una nuova dimensione grazie alla collaborazione con Volkswagen. Il costruttore tedesco ha messo a disposizione della Just Hands Foundation una Volkswagen Golf GTI del 2025, successivamente adattata per la guida con comandi manuali. Un’auto non pensata come semplice simbolo, ma come strumento reale per permettere a persone con disabilità motorie di avvicinarsi alla guida sportiva e alla guida di precisione.

Il debutto della GTI della Fondazione è avvenuto in occasione della presentazione della docuserie Just Hands: For the Love of Racing, che racconta il percorso di Gross nel motorsport e il significato più profondo della sua esperienza in pista. Un racconto che va oltre la competizione e mette al centro il concetto di uguaglianza: in circuito, come sottolinea lo stesso Gross, l’auto non fa differenze.

Accanto all’attività sportiva e divulgativa, Gross collabora attivamente con i team interni di Volkswagen, offrendo consulenza sul Driver Access Program e contribuendo allo sviluppo di una maggiore consapevolezza sul tema dell’accessibilità, sia nella progettazione dei veicoli sia nell’esperienza cliente. Un dialogo continuo tra chi guida e chi costruisce, con l’obiettivo di rendere la mobilità sempre più inclusiva.

Per Volkswagen, questa collaborazione rappresenta molto più di un progetto di comunicazione: è una dichiarazione di intenti. L’idea che il piacere di guidare debba essere accessibile a tutti prende forma attraverso soluzioni concrete e partnership autentiche, capaci di unire innovazione, responsabilità sociale e passione per le prestazioni.

La storia di Torsten Gross non è solo una bella pagina di motorsport, ma un esempio potente di come la velocità possa diventare strumento di cambiamento. Ed è proprio per questo che, anche da questa parte dell’oceano, vale la pena raccontarla.