Nel giorno dell’inaugurazione ufficiale de L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, il nome del capoluogo abruzzese risuona anche a migliaia di chilometri di distanza, sulle rive del Mar Rosso. A portarlo sul palco di Yanbu sono Silvio e Tito Totani, protagonisti della Dakar Rally 2026, che chiudono la loro quinta partecipazione con il sorriso di chi ha portato a termine un’impresa vera.
Il traguardo della 48ª edizione del rally raid più duro al mondo cancella in pochi istanti la fatica, la tensione e le difficoltà di dodici giorni vissuti sempre in salita. Un effetto tipico della Dakar, che ha contagiato anche i due aquilani e il team francese MDRallye, capaci di trasformare la sofferenza in pura euforia al momento dell’arrivo.
Al volante di MonnaLisa, i fratelli Totani hanno dovuto affrontare una gara complessa, spesso costretti a partire nelle retrovie, con la polvere come nemico costante. Dune quasi assenti e un percorso dominato da pietre, sassi e piste durissime hanno reso il cammino ancora più impegnativo. Nonostante tutto, il bilancio è positivo: il potenziale della vettura si è rivelato notevole e l’esperienza, pur durissima, è stata vissuta con entusiasmo. Raggiungere il traguardo della quinta Dakar diventa così un risultato di cui andare fieri.
L’ultima speciale, conclusa con l’81° tempo a Yanbu, è stata forse la più insidiosa. Un settore selettivo in cui era facile compromettere il lavoro di due settimane, come accaduto a diversi equipaggi. Uno scenario quasi surreale, che Tito Totani racconta come un vero caos: 105 chilometri iniziati sul tracciato del prologo, poi la neutralizzazione e l’uscita sul Mar Rosso, con una pista sabbiosa stretta tra due specchi d’acqua. L’esaltazione dell’ultima tappa ha trasformato il gruppo in una colonna impazzita: sorpassi azzardati, clacson, tamponamenti, vetture finite in acqua. Davanti a quel delirio, la scelta è stata una sola: mantenere la posizione e puntare dritti al traguardo.
La classifica finale racconta una Dakar solida e concreta: 80° posto assoluto considerando tutte le classi, 45° tra le vetture Ultimate e settima posizione nella graduatoria delle due ruote motrici. Un dato che certifica anche l’ottimo lavoro di MDRallye, con tutte le vetture del team arrivate al traguardo finale.
Ora è tempo di festeggiare. I bilanci più approfonditi arriveranno domani, forse tra le nuvole del volo di ritorno verso l’Italia. Per oggi, resta la soddisfazione di aver domato ancora una volta la Dakar e di aver portato L’Aquila, simbolicamente, sul podio di Yanbu.
